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Ridurre latte e derivati per una dieta più sana

Ce lo dicono fonti autorevoli come gli esperti nutrizionisti di Harvard. E' tempo di gettare luce su antichi luoghi comuni: il latte non fa più parte della dieta sana ideale.

Ridurre latte e derivati per una dieta più sana

E’ notizia di qualche mese fa (più che una notizia, una conferma) e gli fa eco il noto oncologo e epidemiologo, professor Franco Berrino, che il latte e i derivati del latte sarebbero da escludere da una sana dieta ideale.

La fonte? I ricercatori di Harvard. Periodicamente i nutrizionisti della nota università di Harvard pubblicano una guida all’alimentazione sana, aggiornandola di volta in volta in accordo alle più recenti scoperte e pubblicazioni.

Nell’ultima edizione di questa guida conosciuta come Healthy Eating Plate, i ricercatori invitano a fornire latte e derivati, in quantità morigerate, solo ai bambini, mentre nel caso degli adulti il consumo di latte e prodotti caseari è del tutto sconsigliato in quanto superfluo ed eventualmente dannoso.

Difatti pare che il latte vaccino nutrirebbe le cellule cancerose e ne stimolerebbe la riproduzione, e il professor Berrino va a fondo alla questione spiegando che ormai numerosi studi hanno dimostrato la responsabilità degli eccessi di somatomedina nel flusso sanguigno degli individui adulti, nel caso di propagazione e crescita di fibromi e sarcomi.

 

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Il fattore di crescita

La somatomedina, nota anche come IGF-1 (dall’inglese insulin-like grow factor – fattore di crescita simil-insulina) è un ormone simile all’insulina, con effetti anabolici e con responsabilità nella crescita dei bambini.

E’ prodotta principalemnte dal fegato come ormone endocrino e i problemi nella sua secrezione sono alla base dei casi di nanismo o, dall’altro lato di acromegalia.

Sappiamo che chi beve latte e consuma latticini ha un livello di IGF-1 molto alto nel sangue, e questo, invece che spingere a continuare la crescita nel corpo negli individui adulti che in effetti non crescono piu’, andrebbe a nutrire e a stimolare la crescita di numerosi tipi di tumore.

Una numerosa casistica ci dice che c’è una maggiore incidenza di metastasi in chi ha livelli di IGF-1 più alti.

Il Professor Franco Berrino comincia  sconsigliando il consumo di latte a chi abbia una qualche forma tumorale, facendo una lunga lista di tutti gli alimenti sani e di orgine vegetale in cui possiamo alternativamente trovare tutti i nutrienti contenuti nel latte: le proteine nei legumi, calcio in cavolo nero, rape, rucola, spinaci, crescione, senape, broccoli, barbabietola, porri, carciofi, sedano, batate e carote, tutti in grado di fornire una quantità di calcio che varia tra il 10% e il 25% della dose giornaliera raccomandata.

 

Latte, calcio e salute delle ossa

Torniamo ad Harvard:  gli esperti americani hanno preso la decisione di togliere latte e latticini dalla loro guida ad una sana alimentazione motivando la scelta col fatto che negli adulti il latte, contenente un forte fattore di crescita, non è più un elemento indispensabile ma, anzi, innalza solo il rischio di diffusione delle cellule tumorali.

Il latte è facilmente sostituibile, secondo i loro consigli da generose quantita’ di acqua, appropriate quantità  di legumi, e dal consumo regolare della lunga lista di vegetali già elencata.

E il calcio? E la salute delle ossa? Nonostante i martellanti slogan pubblicitari che ci martellano le meningi da decenni, pare che il latte non aiuti le ossa ad essere più sane e forti: come ormai dimostrato da più parti, sembra che le nazioni che consumano più calcio siano anche le più soggette alle fratture.

Perché? Per farla breve, il consumo di latte e latticini alzerebbe il livello di acidità del sangue, e, in risposta, l’organismo rilascerebbe del calcio nella circolazione per riequilibrare il PH.

Ovviamente questo calcio proviene dalle ossa, che così vanno ad indebolirsi. Se si è veramente interessati alla salute delle ossa dovremmo virare l’attenzione su un altro elemento chimico, il magnesio, responsabile dell’assorbimento del calcio.

Piu’ calcio assiumiamo, più magnesio consumiamo, creando spesso carenze di questo importantissimo minerale.

Magnesio, acido ascorbido, vitamina D e attività  fisica sono la vera fonte di prevenzione dell’osteoporosi

 

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