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Intestino e disbiosi

Esiste un mondo ancora sconosciuto ed è proprio dentro di noi. Non parliamo dell'interiorità o del'anima, bensì dell'intestino. Forse vi vien difficile da immaginare, ma l'intestino ci riserva molte più sorprese di quelle che ci aspettiamo.

Intestino e disbiosi

Il nostro intestino è popolato di microorganismi di specie differenti quali per esempio batteri, funghi, virus.

Ve ne sono alcuni benefici per la nostra salute, altri innocui, altri potenzialmente patogeni (la Candida per esempio), ma ci servono tutti quanti.

Formano quello che si definisce flora intestinale o meglio Microbiota, un vero e proprio organo che pesa 1,5 Kg circa.

Senza di loro non possiamo vivere poichè degradano polisaccaridi come la cellulosa e producono acidi grassi, oligosaccaridi e vitamine, oltre a intervenire nelle regolazioni a livello della barriera intestinale.

Anche un minimo squilibrio può provocare disagi o vere e proprie malattie: si parla di disbiosi.

Intestino e disbiosi: quale legame?

Si definisce la disbiosi dell’intestino come un’alterazione dell’equilibrio qualitativo e quantitativo dei ceppi batterici presenti.

Normalmente il microbiota è composto da circa mille specie diverse di microorganismi il cui numero totale ammonta a circa 10 seguito da 16 zeri (difficile perfino da immaginare...). Per ciascuno di noi il tipo e il numero di specie presenti è diverso dagli altri e specifico. Esattamente come le impronte digitali.

Quando però si verifica, per motivi interni o esterni (non prendete antibiotici “a caso”…) uno squilibrio ovvero quando una popolazione prevale su altre che diminuiscono di numero, si parla di disbiosi dell’intestino.

La disbiosi non è una patologia di per sé, ma può aumentare la probabilità che si verifichino altre malattie, oppure nei soggetti più sensibili può dare sintomi fastidiosi.

I principali sintomi della disbiosi dell’intestino sono:

> Gonfiore addominale;

> stitichezza oppure diarrea;

> spossatezza e sensazione di malessere;

> disturbi nell’umore e del sonno;

> ricorrenti infezioni da candida o cistiti.

 

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Intestino e disbiosi: quali implicazioni?

Dato lo stretto legame tra l'intestino e tutto il corpo, le conseguenze della disbiosi intestinale sull’intero organismo possono essere anche parecchio severe.

Di seguito un cenno alle più frequenti:

> generale aumento della predisposizione alle infezioni, quali raffreddori e cistiti, candidosi, tonsilliti, etc.;

> cali di energia, stanchezza cronica;

> difficoltà a perdere peso;

> perdita dei capelli.

Ogni cambiamento dell’equilibrio della popolazione batterica dell’intestino (disbiosi) influisce sull’insorgenza e sull’andamento anche di patologie più severe quali, allergie, patologie infiammatorie, cardiovascolari e metaboliche.

 

Intestino e disbiosi: quali cause?

Le principali cause della disbiosi dell’intestino vanno ricercate soprattutto nello stile di vita e nelle abitudini alimentari, tra cui per esempio una alimentazione non equilibrata e con abbondanza di cibi prodotti industriali, oppure una cattiva e troppo veloce masticazione.

Queste le cause principali della disbiosi per l’intestino:

> errate abitudini alimentari;

> stile di vita stressante;

> fumo;

> alcool;

> utilizzo eccessivo di farmaci (soprattutto lassativi e antibiotici, ma non solo);

> alterato ciclo sonno-veglia: sonno poco ristoratore oppure turni lavorativi notturni;

> elevato inquinamento atmosferico con metalli pesanti.

 

In relazione al principio scatenante, si distinguono tre principali forme di disbiosi:

 

  1.  Disbiosi carenziale: è causata da una diminuzione della popolazione della flora batterica intestinale, spesso a seguito di un’alimentazione povera di fibre solubili e ricca in alimenti conservati.
  2.  Disbiosi putrefattiva: è causata da una dieta ricca in grassi e carne ma povera in fibre.
  3. Disbiosi fermentativa: è causata soprattutto da una dieta toppo ricca di fibre insolubili che non vengono digerite ne assimilate ma vengono utilizzate da una serie di batteri per attuare processi fermentativi.

 

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Foto: deagreez / 123RF Archivio Fotografico