Intervista

Microbiota, alleato del sistema immunitario ancora poco conosciuto

La scienziata Maria Rescigno ci guida attraverso i metodi per imparare a conoscere e interpretare la salute del nostro microbiota con consigli pratici per curarlo in maniera mirata.

Microbiota

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©lightwise / 123rf.com

È uscito il 25 febbraio scorso Microbiota, arma segreta del sistema immunitario, il primo libro di Maria Rescigno, esperta di microbiota e scienziata italiana conosciuta anche in ambito internazionale.

Un testo che raccoglie la sua decennale esperienza di ricercatrice sul funzionamento del microbiota e sugli effetti che ha sul sistema immunitario, ripercorrendo la storia delle scoperte scientifiche fino ad arrivare a quelle più recenti.

Questo potente alleato della nostra salute è infatti ancora al centro del dibattito della scienza della nutrizione e non solo, e se molto è stato fatto ancora molto resta da scoprire. 
 

Che cos'è il "microbiota" e perché è importante per il nostro organismo?

Il microbiota è l’insieme di tutti i microrganismi che vivono nel nostro corpo e che sono presenti su tutte le superfici esposte al mondo esterno. È soprattutto presente nell’intestino, dove noi gli offriamo vitto e alloggio e lui ci ricambia con dei manufatti, chiamati postbiotici, che sono fondamentali per il nostro benessere.
 

Maria Rescigno autrice del libro

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©Claudio Cipriani

Libro Maria Rescigno

Nel libro parla di vantaggi per il sistema immunitario e per il benessere psicofisico. Ci fa qualche esempio?

Il microbiota è composto da microrganismi più infiammatori (i ‘cattivi’) e altri più anti-infiammatori (i ‘buoni’). Abbiamo bisogno di entrambi. I primi allenano il sistema immunitario a combattere eventuali patogeni, i secondi invece spengono possibili infiammazioni

 

Ma per stare bene i due gruppi devono essere in equilibrio fra di loro. Il microbiota poi può influenzare anche il nostro umore.
 

Quali sono i cibi più significativi? Lei parla di alimenti fermentati: cosa sono?

Bisogna avere un’alimentazione varia perché quando ci nutriamo, alimentiamo anche il nostro microbiota. Quindi più vario mangiamo e più creiamo diversità del microbiota. La diversità permette al microbiota di adattarsi anche a condizioni meno favorevoli. Gli alimenti fermentati sono i cibi che derivano dalla fermentazione da parte di microgranismi, ad esempio lo yogurt, il Kefir, il miso

 

Essi permettono di integrare il nostro microbiota con ceppi ‘buoni’ e di approvvigionarci dei cosiddetti manufatti o postbiotici che poi sono i mediatori delle azioni che ho riportato di sopra.
 

Lei ha dedicato gran parte della sua carriera al microbiota. Da dove nasce questa scelta?

Nasce dal desiderio di comprendere come mai conviviamo con tutti questi microrganismi quotidianamente. Perché dovremmo portare ogni giorno con noi un numero di cellule che supera di circa 5 volte le cellule umane? Si è visto che il microbiota aumenta di circa 100 volte il genoma umano e moltissime funzioni del nostro organismo sono svolte dai prodotti di questo genoma. Ad esempio molti enzimi coinvolti nella digestione di molecole complesse sono forniti dal microbiota.

 

E come è cambiato nel tempo l'interesse verso questo tema?

Quando ho cominciato a lavorarci non lo faceva nessuno. Ora invece si è visto che il microbiota condiziona quasi ogni funzione del nostro organismo, persino le terapie antitumorali sono più efficaci in presenza di una determinata composizione del microbiota. Ogni branca della medicina dovrà confrontarsi con il microbiota.

 

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