Piante per il sonno irregolare dopo le feste: perché a gennaio dormiamo peggio
Dopo le festività è possibile che si faccia fatica ad addormentarsi, dormire bene o che ci si svegli più stanchi del solito. Vediamo perché può succedere e quali rimedi naturali possono aiutare.
- Perché il sonno cambia dopo le feste
- Ritmi alterati e sistema nervoso
- Le piante più usate per favorire il riposo
- Come inserirle in una routine serale
- Cosa aspettarsi realisticamente
Perché il sonno cambia dopo le feste
Durante il periodo delle festività la routine cambia e ci ritrova spesso a cenare più tardi, consumare più cibo o più bevande alcoliche e ad avere orari diversi rispetto al normale.
Pasti abbondanti e ricchi di grassi o zuccheri, consumati tardi, impegnano la digestione durante le ore notturne. La digestione attiva il sistema nervoso autonomo e la termoregolazione, condizioni che non favoriscono l’ingresso nelle fasi profonde del sonno.
Inoltre, è probabile che si esponga maggiormente a luci artificiali e schermi fino a sera inoltrata modificando i segnali che regolano il nostro orologio biologico.
Il ritmo circadiano, cioè il ciclo che sincronizza sonno e veglia l'alternanza di luce e buio, si modifica temporaneamente ed è possibile che si riduca la produzione di melatonina, l’ormone che segnala al corpo che è ora di dormire.
Per questi motivi, dopo le feste si può avere un sonno più leggero, addormentarsi può essere più difficile del solito e si possono sperimentare risvegli notturni o precoci.
Ritmi alterati e sistema nervoso
Il sonno non dipende solo dalla stanchezza fisica, ma anche dall’equilibrio tra sistema nervoso simpatico e parasimpatico.
Durante le festività e nelle settimane successive è possibile che il sistema nervoso simpatico sia maggiormente attivato a causa di stimoli sociali continui, emozioni, viaggi e della ripresa lavorativa a gennaio.
La rapida transizione rapida dal ritmo festivo a quello lavorativo può essere una fonte di stress, data dal passaggio a routine diverse.
Per alcune persone, poi, la fine delle festività può portare un lieve calo dell’umore stagionale, che a sua volta rende più difficile il rilassamento serale.
Nei primi giorni o settimane il risultato di questi fattori può quindi essere insonnia, risvegli precoci o sonno non ristoratore.
Le piante più usate per favorire il riposo
In erboristeria, si utilizzano tradizionalmente diverse piante per favorire il rilassamento e il sonno.
Tra le più utilizzate troviamo sicuramente la valeriana, della quale si utilizza la radice. I suoi costituenti agiscono sui recettori GABA, coinvolti nei meccanismi di rilassamento cerebrale. La valeriana ha però effetto dopo alcune settimane di assunzione costante, dunque è adatta soprattutto ai disturbi del sonno persistenti e non all’insonnia occasionale della singola notte.
Spesso alla valeriana si associa anche il luppolo, noto per la sua attività sedativa lieve e sinergica, utile soprattutto nei risvegli notturni.
La passiflora è un'altra pianta dall'azione calmante che agisce in modo più rapido della valeriana, anche se con una minore intensità. Si tratta di un rimedio indicato quando l'insonnia è causata da ansia, agitazione, irrequietezza.
Anche il tiglio è un ottimo rimedio rilassante, utile quando il sonno è disturbato da tensioni leggere e usato spesso in associazione con altre piante.
Infine, per dormire meglio si può utilizzare anche la melissa, rimedio dall'azione rilassante e digestiva, particolarmente indicata quando il sonno disturbato si accompagna a gonfiore o tensione addominale dopo cena.
Come inserirle in una routine serale
Le piante per l'insonnia si assumono generalmente in tisana, sotto forma di miscele di più piante dall'azione sinergica.
La scelta della tisana per la routine serale è sicuramente la più indicata perché giù l'atto della preparazione e del consumo dell'infuso possono essere rilassanti, specialmente se la tisana viene sorseggiata con calma, luci soffuse e lontano da televisori, tablet e smartphone.
In genere le tisane rilassanti si assumono almeno mezz’ora prima di andare a letto e, per avere effetto, vanno utilizzate con costanza. Alcuni rimedi come la valeriana, infatti, hanno azione sul lungo periodo e non nell'immediato.
Cosa aspettarsi realisticamente
Le piante per il sonno ovviamente non hanno la stessa azione dei farmaci sedativi o sonniferi, quindi non hanno effetto immediato e non sono efficaci in caso di insonnia grave.
Il loro effetto è graduale e possono aitare a ridurre il tempo di addormentamento, migliorare la qualità del sonno e favorire il rilassamento serale, ma richiedono costanza e un minimo di igiene del sonno e di modifica delle proprie abitudini.
Se il disturbo lieve o transitorio, come nel caso del sonno disturbato dopo le feste, possono sicuramente aiutare, ma se invece il disturbo è intenso, dura da molte settimane o si accompagna a forte ansia o depressione, è necessario rivolgersi al medico.