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Nuovi solventi “green” per estrarre principi attivi dalle piante

Quando si parla di piante medicinali si pensa spesso ai loro principi attivi: molecole che la ricerca studia e che la fitoterapia utilizza in diverse forme, come tinture, estratti o integratori. Per ottenere queste sostanze è necessario un processo di estrazione, cioè un metodo che permetta di separare i composti utili dal resto della materia vegetale.

Perché si cercano alternative ai solventi tradizionali


I solventi tradizionali sono stati utilizzati per decenni perché efficaci e relativamente semplici da gestire. Tuttavia, con il tempo sono emersi alcuni limiti importanti. Alcuni solventi derivano dal petrolio, altri possono risultare tossici o richiedere processi di smaltimento complessi.
Quando si parla di prodotti destinati al benessere e alla salute, diventa sempre più importante anche ridurre al minimo la presenza di residui indesiderati negli estratti finali.
Un altro aspetto riguarda la delicatezza delle molecole vegetali. Alcuni composti presenti nelle piante sono sensibili al calore o a solventi troppo aggressivi e possono degradarsi durante il processo di estrazione. Per questo motivo la ricerca sta cercando metodi che permettano di lavorare in modo più selettivo e rispettoso del fitocomplesso naturale.

 

Tipologie di solventi green

Tra le tecniche più studiate negli ultimi anni troviamo l’estrazione con CO₂ supercritica. In condizioni particolari di temperatura e pressione, l’anidride carbonica assume proprietà che le permettono di penetrare nei tessuti vegetali e di sciogliere alcune sostanze attive. Una volta terminato il processo, la CO₂ torna allo stato gassoso senza lasciare residui.
Un’altra linea di ricerca riguarda i solventi eutettici naturali, ottenuti combinando sostanze come zuccheri, aminoacidi o acidi organici. Queste miscele possono dissolvere diversi composti vegetali mantenendo una buona biodegradabilità e una bassa tossicità.
Esistono poi tecniche che utilizzano acqua ad alte temperature e pressioni, modificandone le proprietà solventi. In queste condizioni l’acqua può estrarre molecole che normalmente richiederebbero solventi organici.
Infine si stanno sviluppando versioni più sostenibili di solventi già conosciuti, come bioetanolo ottenuto da biomasse o glicerolo derivato da sottoprodotti di altre filiere produttive.

 

Vantaggi e limiti


I solventi green offrono diversi vantaggi. Innanzitutto riducono l’impatto ambientale dei processi di estrazione e migliorano la sicurezza per chi lavora nella produzione degli estratti.
In molti casi permettono anche di ottenere prodotti più puliti, con una minore presenza di residui chimici e una maggiore selettività nell’estrazione di alcuni composti vegetali.
Allo stesso tempo queste tecnologie presentano ancora alcuni limiti. Alcuni metodi richiedono impianti complessi e costosi, mentre altri sono ancora in fase di studio e non sempre sono applicabili a tutte le piante medicinali.
La ricerca sta quindi cercando di trovare il giusto equilibrio tra efficacia, sostenibilità e costi di produzione.
 

Impatto sulla qualità dell’estratto

Uno degli aspetti più interessanti dei nuovi solventi riguarda la qualità degli estratti ottenuti. Alcune tecniche permettono di lavorare a temperature più basse, preservando molecole sensibili che potrebbero degradarsi con metodi più aggressivi.
Inoltre, in alcuni casi sembra possibile mantenere meglio le sinergie tra i diversi composti presenti nella pianta, un elemento molto importante nella fitoterapia.
Questo non significa che i metodi tradizionali siano destinati a scomparire. L’alcol, ad esempio, rimane ancora oggi uno dei solventi più utilizzati per la preparazione di molte tinture erboristiche.
La possibilità di affiancare nuovi sistemi di estrazione rappresenta però un passo importante verso una fitoterapia sempre più attenta sia alla qualità dei prodotti sia all’impatto ambientale dei processi produttivi.
 

Fonti

  • Francesco Capasso, Farmacognosia. Catia Trevisani, Piante medicinali.
  • Marco Biagi, Fitoterapia. Impiego razionale delle droghe vegetali, Elsevier.