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Aerofagia in gravidanza

Durante la gestazione si può essere soggette a eruttazione o flatulenza, aerofagia e gonfiore addominale molto più del normale. Semplici rimedi naturali possono aiutare a eliminare l’aria in eccesso, senza arrecare danni al bambino.

di Redazione

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©Garon Piceli/Pexels

Durante il periodo della gestazione, molte funzioni organiche si modificano per adattarsi a questa nuova condizione. Uno degli apparati maggiormente interessati è il sistema gastro-intestinale, che va incontro a numerosi fenomeni di tipo chimico, ormonale e meccanico che ne alterano equilibri e funzionalità. Classici esempi sono: 

  • la nausea, a volte accompagnata da vomito (che nel caso dell’iperemesi gravidica diventa invalidante); 
  • la scialorrea (aumento della salivazione); 
  • il bruciore di stomaco
  • la stipsi;
  • il meteorismo.

 

Correlata alla stitichezza e ai disturbi della digestione è l’aerofagia, cioè l’ingestione di aria che si accumula nello stomaco e nell’intestino provocando una certa sensazione di fastidio. Vediamo meglio le cause dell'aria nella pancia in gravidanza e i rimedi naturali che risultano sicuri anche per le gestanti.

 

 

Cos’è l’aerofagia

Si parla di aerofagia quando, mangiando e bevendo troppo velocemente o abusando di chewing gum, bevande gassate o caramelle gommose, si ingoia aria che finisce per accumularsi nello stomaco e nell’intestino.

 

Nella stragrande maggioranza dei casi, è un fenomeno del tutto fisiologico che provoca al più un leggero fastidio. Quando diventa più intenso genera gonfiore, gorgoglii gastrici, eruttazione frequente, tensione addominale e – più raramente – dolore dietro lo sterno

 

Diverso è il meteorismo, perché è dovuto ai gas in eccesso che si vengono a produrre nell’intestino per la fermentazione di alcuni alimenti; quando vengono espulsi per via rettale si parla di flatulenza.

 

Quali sono le cause dell’aerofagia in gravidanza?

La maggior parte delle donne soffrono di aerofagia e meteorismo in gravidanza e il motivo principale è che si hanno livelli molto più alti di progesterone, un ormone che rilassa i tessuti della muscolatura liscia in tutto il corpo, compreso il tratto gastrointestinale. Questo rilassamento rallenta la digestione, e può portare ad un aumento di gas, eruttazione e flatulenza, soprattutto dopo un pasto abbondante.

 

In gravidanza, inoltre, la pressione che il feto esercita sull’apparato digerente della madre sfavorisce ulteriormente la digestione, aumentando la sensazione di gonfiore.

 

Il gas si forma nel tratto digestivo in quattro modi:

  • Ingestione eccessiva di aria: la maggior parte dei gas viene immagazzinata inghiottendo l’aria, quando si mangia di fretta o in piedi o con nervosismo. In questi casi vengono emessi come eruttazione, anche se una piccola quantità può continuare a fare il suo percorso fino all'intestino, per essere rilasciato come flatulenza.
  • Alterazione della flora batterica: altre volte il meteorismo è prodotta dai batteri che cercano di digerire il cibo pesante e dagli enzimi nello stomaco.
  • Stitichezza: quando rimangono le feci nel colon, provocando i gas di fermentazione.
  • Alimentazione scorretta: l’aerofagia è legata soprattutto al consumo di bibite gassate, chewing gum e caramelle, mentre a favorire il meteorismo sono cibi come legumi, verdure crucifere, aglio e cipolle, alcuni tipi di frutta, latte e latticini, dolcificanti artificiali. È indispensabile seguire un'alimentazione sana ed equilibrata in gravidanza, limitando eventualmente quegli alimenti che danno particolare fastidio.

 

Rimedi naturali contro l’aerofagia

La prima cura per l’aerofagia in gravidanza è una dieta equilibrata che fa a meno di bevande gassate, caramelle gommose e chewing gum (che, peraltro, non hanno alcun valore in termini nutrizionali).

 

Per limitare questo disturbo è necessario assumere una posizione corretta mentre si mangia, seduti con la schiena dritta, masticare lentamente ed evitare di stendersi a letto immediatamente dopo il pasto. 

 

Di norma, i rimedi naturali per l’aerofagia si avvalgono di erbe e piante officinali ad azione carminativa, cioè in grado di eliminare l'aria che si è accumulata nello stomaco e nell'intestino e alleviare i dolori, da essi derivanti. Prima di assumere qualsiasi rimedio erboristico o fitoterapico in un momento così delicato, però, bisogna consultare il proprio medico

 

  • Malva: I fiori e in particolare le foglie della malva sono ricche di mucillagini, che conferiscono alla pianta proprietà emollienti e antinfiammatorie per tutti i tessuti molli del corpo. Questi principi attivi agiscono rivestendo le mucose con uno strato vischioso che le proteggoe da agenti irritanti. Per questa ragione è impiegata nella preparazione di tisane digestive e calmanti del tratto gastrointestinale.
  • Semi di finocchio: sono utilizzati da sempre da chi ha difficoltà digestive, aerofagia, vomito. È noto infatti che una tisana fatta con i semi di questa pianta sia molto efficace nel trattamento di gonfiori addominali da aerofagia. Inoltre combatte i processi fermentativi dell'intestino crasso, e quindi diminuisce il gas intestinale. Quindi può essere utile per ridurre la componente dolorosa della sindrome da intestino irritabile. Tuttavia, i semi di finocchio non vanno assunti in gravidanza, allattamento e da bambini e bambine di età inferiore ai quattro anni, perché contengono estragolo.
  • Semi di anice verde: l'effetto più conosciuto dell'anice è quello digestivo, apprezzato già dai Romani che lo utilizzavano alla fine dei banchetti più impegnativi. L'anice è inoltre carminativo e antispasmodico, per questo viene utilizzato per tisane digestive e antigonfiore. Anche questo rimedio però è controindicato in gravidanza.
  • Zenzero: viene usato come antinfiammatorio e digestivo ed è tra i più efficaci medicinali antinausea e antivertigine. Con lo zenzero si possono trattare disturbi come il mal d'auto, il mal di mare, la nausea mattutina. Le sue proprietà antiemetiche sembrano risiedere in effetti locali sulle pareti dello stomaco e dell'intestino, per questo è utilizzato anche come protettivo della mucosa gastrica.