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Orzaiolo, come curarlo naturalmente

Riconoscere l'orzaiolo fra le varie infiammazioni dell'occhio è facile, così come curarlo con efficaci rimedi naturali.

Orzaiolo, come curarlo naturalmente

Orzaiolo, come riconoscerlo

Le affezioni degli occhi possono essere dovute a orzaiolo, calazio o congiuntivite.

Le differenze tra orzaiolo e calazio riguardano la parte interessata e l'insorgenza: entrambi si manifestano come foruncoli, ma il calazio non ha ascesso purulento e non si accompagna a dolore, ma solo a fastidio.

Solitamente il calazio è più esteso dell'orzaiolo, ed è dovuto all'ostruzione di ghiandole (dette di Meibomio) che secernono lipidi che agevolano la distribuzione lacrimale sulla superficie dell'occhio.

Il calazio, inoltre, ha un decorso più lento e duraturo dell'orzaiolo, che al contrario insorge molto velocemente e altrettanto velocemente si risolve. Calazio e orzaiolo possono manifestarsi insieme o essere conseguenze l'uno dell'altro.

Le differenze tra orzaiolo e congiuntivite riguardano invece l'estensione e la forma dei sintomi: il calazio si manifesta sulle palpebre, la congiuntivite invece riguarda la congiuntiva ed è dovuta a batteri, ma anche a virus e allergie.

Mentre nell'orzaiolo il gonfiore è localizzato, la congiuntivite estende il gonfiore e l'arrossamento a tutta la palpebra e provoca dolore, suppurazione, prurito, fotofobia e sensazione di corpo estraneo.

La congiuntivite risulta contagiosa, può estendersi da un occhio all'altro, prevede un decorso più lungo e un trattamento medicinale specifico.

 

Orzaiolo, cause e sintomi

L'orzaiolo è un'infiammazione di origine batterica delle palpebre, con ostruzione delle ghiandole di Zeiss. Può essere sia interno che esterno e si accompagna a dolore, gonfiore con manifestazione di un rigonfiamento rosso e/o un piccolo ascesso purulento, lacrimazione, prurito e arrossamento.

Le cause possono essere diverse:

> scarsa igiene o contatto con sostanze irritanti: quando le palpebre non risultano pulite, il terreno che si crea può agevolare la proliferazione di batteri e l'abbassamento delle naturali difese dell'occhio;

> scarsa lacrimazione: compito delle lacrime è quello di idratate e pulire l'occhio. Se per varie cause (ambientali o organiche) questo compito non viene svolto efficacemente, ecco che la superficie delicata dell'occhio è soggetta a fragilità agli agenti esterni, quali vento, temperature rigide, batteri e corpuscoli che possono entrare in contatto con le palpebre;

> sistema immunitario compromesso: se il sistema immunitario è debole, ne risente tutto il corpo. Essendo l'orzaiolo un'infiammazione di origine batterica, rientra tra le conseguente di una carente difesa da parte del corpo.

 

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Orzaiolo, come curarlo con rimedi naturali

L'orzaiolo si risolve naturalmente in qualche giorno, solitamente senza complicazioni. I sintomi però possono essere molto fastidiosi. È possibile trattarlo con semplici rimedi naturali:

> oli essenziali: gli oli essenziali, utilizzati seguendo i dovuti accorgimenti, possono accelerare il processo di risoluzione dei sintomi legati all'orzaiolo. In particolare si possono usare olio essenziale di camomilla e di tea tree, opportunamente diluiti e mai a contatto diretto con gli occhi;

> impacchi con infusi di camomilla e tè verde: le proprietà lenitive della camomilla si associano a quelle antibiotiche del tè verde. Si fa bollire una tazza di acqua e si lasciano in infusione una bustina di camomilla e e una di tè verde per almeno sette minuti. Si lascia raffreddare e si imbeve una garza sterile o un panno di cotone o lino pulito (lavato senza ammorbidente), si posa sull'occhio e si lascia agire per 15 minuti, il maggior numero di volte possibile al giorno. L'infuso può essere usato anche per pulire gli occhi;

> estratto totale di aloe e gel di aloe vera: quando naturali e freschi, si possono utilizzare direttamente sulle palpebre chiuse. Il gel defluirà naturalmente all'interno dell'occhio, disinfettando e contrastando la proliferazione batterica che causa l'orzaiolo.

Quando l'orzaiolo non si risolve nell'arco di due o tre settimane, è possibile che sia subentrata un'ulteriore infezione che ha portato a congiuntivite o blefarite. È quindi necessario rivolgersi a un medico.

 

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Foto: bellanatella / 123rf.com