Intervista

Green storytellers, la docuserie dedicata al tema ambientale in Italia

Ha preso il via la campagna crowdfunding per realizzare la seconda stagione di Green Storytellers, la fortunata serie tv ideata, scritta e realizzata da Mauro Cortesi e Mara Moschini. Stavolta il filo conduttore sarà lo spreco alimentare.

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©Ass. Moka/Infinity Lab

Per ogni episodio, la storia di una persona che lotta per difendere l’ambiente. È il concept di Green storytellers, fortunata serie tv ideata, scritta e realizzata da Mauro Cortesi e Mara Moschini.

 

La prima stagione è stata una scommessa riuscita: finanziata dal basso mediante una campagna crowdfunding, ha convinto per la qualità tecnica e la forza narrativa con cui ha parlato di inquinamento, turismo sostenibile, slow fashion, tutela degli ecosistemi marini, solidarietà.

 

È per questo che hanno preso ufficialmente il via i lavori per la seconda stagione che sarà composta da sei episodi da 40 minuti, accomunati dal grande tema dello spreco alimentare.

 

Anche stavolta ciascuno di noi può fare la sua parte con una donazione sulla piattaforma Produzioni dal basso. Una volta raggiunta la metà del target, Infinity Lab provvederà a coprire il resto dei costi di realizzazione. La serie si inserisce all’interno dell’iniziativa Mediaset ha a cuore il futuro che mira ad esplorare temi importanti e urgenti per costruire un futuro più solidale e consapevole.

 

Mauro Cortesi condivide con noi le aspettative per questa nuova avventura.

 

Vi aspettavate il successo della prima stagione di Green storytellers?

Sinceramente non ci saremmo mai aspettati un’accoglienza così calorosa da parte di pubblico e media. Tuttora ci chiediamo da cosa sia nato questo fortissimo entusiasmo… Credo che molto risieda nel fatto che abbiamo cercato di vivere realmente le storie che lo spettatore vede sullo schermo. 

 

Nel classico meccanismo televisivo infatti la troupe giunge in loco, svolge le sue interviste, il conduttore presenta, dialoga, interagisce e poi si rientra in studio dopo una giornata di lavoro. Non avevamo né i mezzi né i collaboratori per adottare un approccio similare. Così abbiamo semplicemente scelto di vivere realmente al fianco delle persone la cui storia raccontiamo sullo schermo. Abbiamo condiviso giornate intere, abbiamo mangiato insieme, lavorato insieme

 

È stato semplicemente straordinario: non siamo stati semplici testimoni, spettatori che giungono e se ne vanno ma, grazie alle realtà che ci hanno accolto, abbiamo potuto noi stessi imparare e cambiare. Molte volte negli episodi di Green Storytellers ci si vede commossi… non è un effetto speciale. È la realtà.

 

Dopo aver vissuto 5 giorni in mezzo al Tirreno su una nave di Sea Shepherd in una difficile missione di contrasto alla pesca illegale, la nostra imbarcazione viene affiancata da un gruppo di meravigliosi delfini che nuotano al nostro fianco. La camera ci inquadra con le lacrime agli occhi per l’emozione. Quell’emozione è reale e mai sarebbe stata così forte e travolgente senza avere vissuto a contatto con un gruppo di straordinari volontari che dedicano la loro vita alla salvaguardia dei mari.

 

Cosa vi portate dietro da quest’avventura?

Il dono più grande che questa avventura ci ha fatto è quello di regalarci un incredibile ottimismo ed entusiasmo. È facile, di fronte alle tematiche ambientali, perdersi d’animo e pensare che la situazione sia drammatica e senza soluzioni… Per due interi mesi della nostra vita abbiamo vissuto invece con chi cerca, con coraggio, creatività, inventiva e passione, di cambiare realmente le cose e un passo alla volta ci sta realmente riuscendo. Loro non si arrendono, mai. Noi non possiamo che fare lo stesso.

 

Per la seconda stagione di Green storytellers avete scelto il grande tema del cibo come filo conduttore. Per quale motivo?

La riduzione dello spreco alimentare e la lotta alla fame nel mondo è una delle direttive dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite proprio per l’anno 2021 e Green storytellers vuole onorare questo importante invito all’azione e alla sensibilizzazione. 

 

Devo ammettere che ignoravamo moltissimo del problema. L’opera di documentazione che precede la realizzazione degli episodi ci ha permesso di capire la gravità della questione, ma allo stesso tempo la semplicità della soluzione. 

 

Lo spreco alimentare è causa di una enorme perdita di risorse e denaro ed è strettamente connesso al riscaldamento globale, dato che la quantità di CO2 emessa da sostanze organiche in decomposizione è elevatissima.

 

Ma il dato forse più impressionante (e positivo, se letto nel modo giusto) è il seguente: quanto sprechiamo ogni anno basterebbe a sfamare il quadruplo delle persone che vivono oggi in condizione di malnutrizione. Con un briciolo di consapevolezza e nuove piccole abitudini quotidiane possiamo realmente aiutare il Pianeta accorgendoci che piccolissime azioni hanno effetti positivi straordinari.

 

Potete già darci qualche anticipazione sulle storie che racconterete?

Documenteremo in prima persona, con lo stile diretto e positivo che ci contraddistingue, alcune delle principali realtà che lottano contro lo spreco alimentare: 6 episodi dal Nord al Sud della Penisola in cui non solo capiremo come contrastare lo spreco, ma anche come implementare una maggiore sostenibilità all’interno delle nostre cucine.

 

Nella prima stagione avete girato e montato gli episodi da soli. Farete lo stesso anche per la prossima?

Assolutamente sì! Può sembrare qualcosa di difficile e in effetti lo è. Ma è proprio questa scelta ad aver reso possibile questo nuovo processo creativo così appassionante e avvincente. 

 

Io e Mara siamo una coppia sul palco, davanti alla telecamera e nella vita: questo ci permette (litigate a parte) di essere incredibilmente in sintonia e soprattutto di creare un vero rapporto con i protagonisti delle storie che andiamo a raccontare. 

 

Immaginate la scena: suona il campanello, voi andate ad aprire, ma dall’altra parte non vi trovate operatori, macchinisti, furgoni, cavi… ma solo due strani individui – i sottoscritti – con una telecamera in mano e il solo desiderio di conoscere la vostra storia. L’empatia è immediata… e diventa velocemente una reale amicizia. Essere solo in due è più difficile? Certo, ma quello che riceviamo in cambio supera ogni fatica!

 

Il vostro settore, lo spettacolo, sta passando una fase molto critica per via delle restrizioni anti-Covid. Come state vivendo questo momento e qual è il vostro auspicio per il prossimo futuro?

Il Covid è giunto come un’ondata, come una sorta di tsunami capace realmente si spazzare via un intero settore nel giro di ore… Nel nostro caso tutto corrisponde ad una data: il 5 marzo 2020 quando ufficialmente tutti i nostri spettacoli (e viaggiavamo su una media di oltre 200 appuntamenti all’anno) sono stati annullati. Quel giorno la scritta rossa “annullato” capeggiava su ogni singola data in calendario. In sostanza nulla è cambiato da allora. 

 

Ma una cosa ci è sempre riuscita male: arrenderci (e soprattutto smettere di vedere ogni difficoltà come un’occasione sotto mentite spoglie). La genialità, l’intuizione è sempre “donna” e probabilmente senza Mara al mio fianco niente di quanto realizzato ad oggi sarebbe mai stato possibile. È stata lei a esclamare: “Dovremmo fare qualcosa per il Pianeta”. Quel giorno nasceva Green storytellers diventando a tutti gli effetti una delle esperienze più belle della nostra vita.

 

Il Covid ha portato via amici, persone care, ha rivoluzionato le nostre abitudini e colpito drammaticamente interi settori… ma forse in mezzo all’oscurità tante piccole cose hanno preso a brillare come non avevano mai fatto prima.

 

Il nostro auspicio è che il nostro settore possa ripartire alla grande e soprattutto che la consapevolezza comune sia quella che, nonostante le limitazioni, la gente ha ancora bisogno di teatro, poesia ed emozioni.

 

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