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Breve viaggio tra i trattamenti ayurvedici

Molti sono i trattamenti ayurvedici diffusi in occidente: ecco una carrellata sulle tecniche principali e su alcuni dei principi fondamentali di questa disciplina millenaria.

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La disciplina ayurvedica è una vera e propria filosofia di vita che guarda all’uomo nella sua intierezza, fatta di materia, fluido, anima/spirito e fattori ambientali a lui esterni che lo condizionano.

Infatti l’approccio che la medicina ayurvedica sceglie nella cura del paziente è assai lontano da quello a cui siamo abituati e si avvale di pratiche e terapie basate, generalmente, sull’interazione di trattamenti e su una pluralità di approcci: non ci si concentra solo sull’individuo e sul disturbo che lo affligge, ma si considera lo stile di vita, l’alimentazione, il contesto che costituisce la sua realtà.

Come sappiamo, la medicina ayurvedica è una scienza medica antichissima che affonda le sue radici nella tradizione indiana.

La farmacopea ayurvedica poi utilizza principalmente rimedi di origine naturale quali piante, radici, foglie e fiori; opportunamente trattati, questi rimedi, possono essere utilizzati in base alle loro specifiche proprietà sotto forma di unguenti, creme o soluzioni.

 

Trattamenti ayurvedici: benefici

I trattamenti ayurvedici hanno come scopo primario la salute della persona, attraverso il ripristino dell’equilibrio dei tre dosha, ovvero le tre costituzioni che, in misura maggiore o minore, riguardano ogni individuo: vata, pitta e kapha.


Una condizione di perfetto equilibrio è piuttosto rara, e per allineare queste tre energie è necessario intervenire attraverso varie pratiche, in primis l’alimentazione, considerata una vera e propria risorsa medicamentosa, poi lo stile di vita in genere, e, infine, con veri e propri trattamenti.

I trattamenti ayurvedici agiscono su molti disturbi psico-fisici:

  • Migliorano la circolazione sanguigna e linfatica;
  • agiscono sugli organi interni favorendo la loro fisiologica funzionalità;
  • inducono al rilassamento profondo, per contrastare stress e stati ansiosi.
     

Utilizzando oli naturali e unguenti specifici, ai benefici dei trattamenti si uniscono quelli di questi conduttori usati per far scivolare le mani sul corpo con particolare benessere dell’epidermide che ne acquisterà luminosità, morbidezza e idratazione.

Un aspetto affatto trascurabile dei trattamenti ayurvedici è che, in condizioni normali, non presentano effetti collaterali e sono adatti anche ai soggetti più delicati; alcuni massaggi sono rivolti e consigliati persino ai neonati.

 

Trattamentiayurvedici per la mamma e il bambino

La gravidanza può portare con sé alcuni disturbi da appesantimento e rallentamento circolatorio e stasi linfatica ma anche stanchezza, ansia, insofferenza.
 

Uno dei molti strumenti a servizio della donna per trovare sollievo da fastidi quali agitazione, cattiva circolazione, ritenzione idrica è il massaggio ayurvedico in gravidanza: si tratta di un massaggio delicato, che smuove con dolcezza i blocchi energetici e riossigena i tessuti.
 

Riguardo al neonato, una volta uscito dall'abbraccio dell'utero materno, visto l'innato bisogno di contatto e cure che, secondo l’ayurveda, si manifestano anche attraverso il massaggio, la mamma o una operatrice possono massaggiare il bimbo fin dai primi istanti della sua vita con specifiche tecniche.

 

Trattamenti ayurvedici: qualche esempio

I trattamenti ayurvedici più noti anche in occidente sono principalmente i massaggi e i fanghi. Non includiamo in questa descrizione le terapie vere e proprie perché devono essere prescritte unicamente da un medico ayurvedico competente.


Il massaggio Abhyanga è il re dei massaggi dell’ayurveda e coinvolge l’intero corpo, letteralmente dai piedi alla testa. Si esegue con olio a temperatura ambiente, se possibile specifico per il dosha del ricevente. Esistono infatti prodotti ad hoc per i massaggi ayurvedici, preparati in base ad antiche ricette indiane e messi a punto per i diversi dosha.

L’operatore effettua delle manovre di picchiettamento, impastamento, frizionamento che hanno lo scopo di sciogliere le tensioni, cancellare la fatica e migliorare le funzioni del corpo. Antinvecchiamento e rilassante, è un tonico per il sistema nervoso.
 

Shirodhara

Questo trattamento coinvolge unicamente la testa eppure è in grado di regalare degli stati di rilassamento profondissimi. Consiste nel versare dell’olio colato a filo in modo continuo sulla fronte, nel punto fra le sopracciglia, andando a stimolare l'epifisi.

È particolarmente indicato per le problematiche connesse all’insonnia, all’esaurimento psico-fisico e al mal di testa.
Fanghi ayurvedici

Nell’ayurveda non si usa solo l’olio quale conduttore durante i trattamenti, ma anche i fanghi ayurvedici. Questi non sono materia inerte, ma sono ricchi di numerose sostanze che restituiscono generosamente all’epidermide durante il massaggio.

Cosparsi su tutto il corpo, vengono arricchiti di essenze adatte a ogni dosha. Sono particolarmente indicati per le problematiche della pelle.

 

Pindaswedana

Questo tipo di trattamento è piuttosto caratteristico perché prevede l’utilizzo di tamponi caldi su tutto il corpo. Dopo aver cosparso il corpo di olio, l’operatore utilizza questi specifici tamponi, fagottini di lino riempiti di erbe, spezie o riso cotto in specifici decotti, che vengono sapientemente premuti su tutto il corpo donando un grande effetto rilassante.

 

Urdvartana

Il massaggio Urdvartana è effettuato con delle polveri che hanno il compito di costituire un delicato peeling per tutta l’epidermide. Un impasto di farine e oli viene infatti strofinato sul corpo attivando e rinvigorendo la pelle.

Questo trattamento si conclude con un bagno di vapore detossinante detto swedana.
 

Hukka

Il massaggio con l’olio viene arricchito da pietre levigate calde poste in specifici punti del corpo. L’uso delle pietre è piuttosto diffuso nella tradizione dei massaggi e, talvolta, alcune di esse possono essere anche preziose (massaggio ratna).

 

Trattamenti ayurvedici per capelli

Oltre al trattamento con la tecnica shirodhara, che rilassa i muscoli della testa e del viso, nutre la pelle e scioglie le tensioni con un’azione diretta sull’epifisi, esistono prodotti specifici con cui effettuare auto-trattamenti per la cura dei capelli.


Un principio fondamentale che riguarda la visione del capello secondo la tradizione ayurvedica: i capelli sono considerati un sub-tessuto di quello osseo e per il loro sviluppo, la crescita e la pigmentazione sono necessari l’elemento terra e quello etere.

Il talapotichili è l’applicazione di polveri e olii per la cura a largo spettro dei capelli

I rimedi che stimolano queste funzioni sono a base di fieno greco, aloe vera, gelsomino, latte di cocco, ibisco, uva spina, loto, phyllanthus indica.

A questi preparati si possono associare olii per stimolare la pigmentazione naturale del capello, come Amla Thailam, Bhringaraja Thailam, Neelibhringadi Thailam.

I prodotti ayurvedici possono essere acquistati in punti vendita che trattano nello specifico questo genere di rimedi.

 

Alimentazione ayurvedica

Secondo la filosofia ayurvedica è necessario nutrirsi di alimenti che risuonino con la nostra caratteristica energia e con il dosha dominante.

Gli alimenti di cui ci nutriamo possiedono una forza vitale che deve essere preservata sia nel modo in cui avviene la coltivazione, sia quando vengono cucinati.

Si identificano 3 qualità, dette guna, associate al cibo:

  • Rajas: attività, passione, movimento. Cibi fritti e piccanti, o energizzati come la caffeina sono alimenti rajasici.
  • Sattva: purezza, conoscenza, armonia. Frutta e verdura fresca, cereali e legumi sono cibi sattvici perché crescono dal suolo e ricevono l’energia positiva del sole.
  • Tamas: distruzione, impurità, pigrizia. Alcol, carne, alimenti trasformati sono cibi tamasici.
     

I guna sono presenti in tutto, oggetti inanimati, esseri umani, alimenti, animali. L’essere umano ne può modificare la carica energetica.
 

I sapori ricoprono un’importanza primaria e ogni dosha è caratterizzato da sapori specifici:

  • Vata: è aggravato da sapori amari, pungenti e astringenti, mentre trova giovamento con il sapore salato, aspro o dolce
  • Pitta: è aggravato da sapori aspri, pungenti, salati, mentre è alleggerito da sapori amari, astringenti e dolci
  • Kapha: è aggravato da sapori aspri, salati o dolci, mentre ne giova con sapori amari e astringenti.

L’indagine alimentare come possiamo capire, non è così semplice, ma proprio per la complessità dell’analisi, la ricerca porta a risultati particolarmente precisi, che consentono di “curare” l’organismo nella sua intierezza partendo dal cibo.

 

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