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Tinte naturali per capelli, come sceglierle

Le tinte naturali sono prodotti a base di erbe che avvolgono il capello e ne modificano le sfumature di colore. Il prodotto giusto e un utilizzo corretto permettono di riuscire a coprire anche i capelli bianchi. Ecco come sceglierle.

Tinte naturali per capelli, come sceglierle

Vegetali o chimiche: ecco le tinte naturali per capelli

In commercio esistono oggi davvero tantissimi prodotti per colorare i capelli, dai più naturali, a quelli via via addizionati di sostanze chimiche.

Si parte in ogni caso dal presupposto di dividere le tinte in due tipologie: quelle permanenti e quelle semipermanenti.

Le prime, più aggressive per cute, cuoio capelluto e capelli, sfruttano un processo di ossidazione chimica per colorare e coprire i primi capelli bianchi.

Le seconde, invece, temporanee, hanno il vantaggio di fissare il colore in modo non permanente e naturale, che dura fino a cinque o sei lavaggi in genere. 

All’interno di questo secondo gruppo di colorazioni, possiamo trovare moltissimi prodotti in commercio, venduti come tinte naturali per capelli, ma anche qui è importante saperne conoscere la varietà.

A differenza delle tinte chimiche, le tinte vegetali non penetrano nella struttura del capello, ma lo avvolgono, formando una pellicola.

Bisogna tuttavia fare attenzione e imparare a leggere bene l’indice Inci e a comprare il prodotto a seconda delle esigenze personali di tempo, praticità, ma anche e soprattutto salute dei propri capelli.

 

Le colorazioni naturali per capelli

Si tratta anzitutto in genere di miscele in polvere o gel che hanno la denominazione “eco-bio” oppure “naturale” oppure “a base vegetale”.

Se da un lato queste colorazioni si avvalgono di pigmenti naturali e vegetali - privi di nichel, ammoniaca, perossido o acqua ossigenata, resorcina, per esempio - dall’altro lato magari possono non coprire totalmente i capelli bianchi o virarli verso tonalità metalliche, innaturali e sgradevoli, per cui è necessario capire come usarle e magari ripetere il trattamento a tempi più ravvicinati.

Si può dire che anche le tinte naturali presentano i loro vantaggi e svantaggi: vediamo di capire quali possano essere le colorazioni naturali più efficaci e meno aggressive

 

Linee vegetali per tingere

La scelta va dalle singole erbe da miscelare, ai prodotti preconfezionati.

Nel primo caso è importante saper conoscere il colore che fa davvero al caso proprio - per esempio, per ottenere un colore castano, si può usare un mix di cassia, lawsonia e indigo o katam, in percentuali variabili a seconda della tonalità desiderata - saper maneggiare guanti e pennelli e avere tanta pazienza prima di ottenere il risultato sperato. 

Nel caso invece di prodotti già pronti, ottime diciture sono quelle che annoverano una lunga lista di “senza”: per essere naturali, queste tinte dovrebbero risultare senza profumi, senza petrolati, senza parabeni, senza siliconi, senza coloranti, senza glutine.

Tra le righe dell’indice Inci dovrebbero in pratica leggersi solo nomi di piante ed estratti naturali - per esempio lawsonia, cassia, indigo, katam, camomilla, mallo di noce, rabarbaro, caffè, mirtillo, robbia, curcuma o ibisco - , e sostanze nutrienti - come proteine del grano o nutrienti come olio di jojoba o polvere di amla, polline, estratto di miglio -, ma non sempre è così. 

Quando vi accingete dunque ad acquistare la vostra tinta naturale a base di erbe, gel o polvere che sia, controllate:

> La polvere: se è fine e sottile e ha la consistenza di un talco sarà più facile da maneggiare e da applicare, diventando un composto cremoso che aderisce meglio al capello;

> La presenza di una sostanza nutriente: come visto sono ottime le proteine del grano, l’amla o l’olio di jojoba;

> La consistenza: la migliore l’hanno quei prodotti che contengono anche alginato, un derivato dalle alghe;

Bisogna avere pazienza: con le erbe il risultato finale si vede dopo un paio di giorni, quando il colore viene ben assorbito dal capello;

In genere non si schiariscono i capelli con le erbe tintorie, si possono avere riflessi dorati con cassia o camomilla o curcuma, in quanto non contengono alcun agente schiarente. Anzi, più spesso accade che tendono a scurirsi o intenificarsi sempre più: questo effetto si può evitare tingendo di volta in volta solo le radici;

Considerate anche che i capelli hanno porosità distinte, per cui se per alcuni l'henné "prende" già dopo un'ora di posa (e poi dura molto a lungo!), per altri non ne sono magari abbastanza quattro.

 

Il libro: "L'henné e le altre erbe tintorie..." ed. Del Baldo 

 

Ecco per finire un utile video per spiegare l’uso e la funzionalità delle erbe tintorie. 

 

Leggi anche Henné? No, parliamo di colori vegetali >>

 

 
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