Il segreto delle radici di settembre: l'inulina e il prebiotico perfetto che non puoi comprare
A partire dall'autunno molte piante perenni iniziano una fase di accumulo delle riserve e, nelle radici di alcune Asteraceae, tra cui tarassaco e bardana, una delle sostanze di riserva più interessanti è l'inulina.
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Il letargo botanico: come le piante spostano la loro energia chimica nel sottosuolo
Con l'arrivo dell'autunno, la crescita delle parti aeree delle piante rallenta e una parte dei prodotti della fotosintesi viene destinata agli organi sotterranei di riserva, che consentiranno alla pianta di superare la stagione invernale per poi riprendere a vegetare in primavera.
Nelle radici, alcune immagazzinano prevalentemente glucosio sotto forma di amido, altre accumulano fruttani, carboidrati costituiti principalmente da unità di fruttosio. Tra questi troviamo l'inulina, presente in quantità particolarmente interessanti negli organi sotterranei delle Asteraceae, come cicoria, topinambur, bardana e tarassaco.
Per questo motivo, il tempo balsamico delle radici, cioè il momento in cui raccogliere le parti delle piante da utilizzare in erboristeria e fitoterapia, coincide con il riposo vegetativo delle piante.
Radice di Bardana e Tarassaco: le miniere autunnali di inulina pura
Bardana e tarassaco appartengono entrambe alla famiglia delle Asteraceae e le loro radici contengono inulina, oltre ad acqua, zuccheri semplici, salo minerali e numerosi altri costituenti vegetali.
La bardana (Arctium lappa) è particolarmente interessante come fonte di fruttani di tipo inulinico e di altri composti bioattivi, tra cui acidi fenolici e lignani anche se la quantità cambia notevolmente a causa di diverse variabili. La radice di bardana è tradizionalmente usata per aumentare la quantità di urina come coadiuvante nei disturbi minori delle vie urinarie e per la temporanea perdita dell'appetito e per il trattamento della pelle seborroica.
Anche la radice di tarassaco contiene inulina e altri fruttani, oltre ai caratteristici principi amari, e si usa tradizionalmente per alleviare disturbi digestivi come sensazione di pienezza, flatulenza e digestione lenta e in caso di inappetenza.
Il nutrimento selettivo del microbiota: come le fibre prebiotiche modulano i Bifidobatteri
L'inulina appartiene alle fibre alimentari fermentescibili cioè quelle che resistono alla digestione nell'intestino tenue e raggiungon il colon, dove possono essere utilizzata dal microbiota intestinale.
Durante la fermentazione, i fruttani di tipo inulinico possono fungere da prebiotici, modificando la composizione e l'attività della comunità microbica e portare alla produzione di metaboliti, compresi gli acidi grassi a corta catena.
In particolare, i fruttani di tipo inulinico possono modulare selettivamente alcune specie di Bifidobacterium.
Decotto vs Infuso: le regole di estrazione corretta dei principi attivi legnosi
In erboristeria si tende generalmente a riservare l'infuso alle parti più tenere della pianta, come foglie e fiori, mentre per radici, cortecce e altri tessuti più consistenti si ricorre spesso al decotto. In quest'ultimo caso la droga vegetale sminuzzata viene messa in acqua e sottoposta a ebollizione per un certo periodo, in modo da facilitare il passaggio nell'acqua dei componenti estraibili.
Non è però la consistenza legnosa a stabilire se sia meglio fare un infuso o un decotto perché la scelta dipende anche da solubilità e stabilità dei singoli costituenti.
Nel caso dell'inulina, il decotto è da preferire perché si tratta di una fibra solubile in acqua, la cui solubilità aumenta con la temperatura, infatti l'estrazione acquosa a caldo viene utilizzata anche nei processi tecnologici per ricavare inulina dalle matrici vegetali.
Per preparare a casa una bevanda di radice di bardana o tarassaco si utilizza quindi la droga essiccata e opportunamente sminuzzata da sistemare in acqua, per poi portarla a ebollizione, lasciarla sobbollire per alcuni minuti e filtrarla.
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