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Terapie assistite con animali: come funzionano concretamente

Le terapie assistite con animali, comunemente note come pet therapy, sfruttano il legame ancestrale tra uomo e natura.

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Le terapie assistite con animali, comunemente note come pet therapy, sfruttano il legame ancestrale tra uomo e natura: negli ultimi anni diversi studi hanno dimostrato che il contatto con gli animali è in grado di influenzare alcune risposte dell’organismo, come il rilascio di ossitocina, l’ormone coinvolto nei legami affettivi, nella regolazione delle emozioni e nella riduzione dello stress. Per questo motivo, tali interventi vengono sempre più utilizzati come supporto non farmacologico nei percorsi di cura legati ad ansia, stress e difficoltà relazionali.

In Italia, queste pratiche sono state formalmente riconosciute dalle Linee Guida Nazionali del 2015, che distinguono tra Interventi Assistiti con Animali (IAA), a prevalente finalità educativa o socio-assistenziale, e Terapie Assistite con Animali (TAA), intese come veri e propri interventi terapeutici strutturati. L’applicazione di protocolli definiti e la presenza di équipe multidisciplinari certificate mirano a garantire sicurezza, appropriatezza e coerenza con le cure convenzionali. 
 

Cosa sono le terapie assistite con animali


Le terapie assistite con animali (TAA) sono interventi terapeutici strutturati che rientrano a pieno titolo nei percorsi di cura. Secondo le Linee Guida Nazionali italiane, si tratta di attività condotte da professionisti sanitari qualificati – come psicologi, medici o fisioterapisti – con il supporto di veterinari e di animali appositamente selezionati e addestrati.
A differenza degli interventi assistiti più generici, le TAA prevedono progetti personalizzati, con obiettivi chiari e verificabili, una valutazione iniziale e finale e un monitoraggio continuo del percorso. L’intervento con l’animale non è mai improvvisato, ma inserito in un piano terapeutico più ampio e integrato con le cure convenzionali. Un aspetto centrale del modello italiano è l’attenzione al benessere di entrambi i soggetti coinvolti, persona e animale, considerati parte di una relazione regolata e tutelata.

 

 

Quali animali vengono coinvolti



Gli animali impiegati nelle Terapie Assistite vengono scelti in base a criteri precisi, che riguardano il comportamento, lo stato di salute e la capacità di interagire in modo equilibrato con le persone.
I cani sono tra gli animali più utilizzati, in particolare razze note per il temperamento stabile e collaborativo - come Labrador e Golden Retriever - selezionati per la loro tolleranza al contatto fisico, la capacità di lavorare in ambienti complessi e la predisposizione alla relazione.
In alcuni contesti vengono coinvolti anche gatti e piccoli mammiferi, come conigli o porcellini d’India, soprattutto in ambito pediatrico o con persone che necessitano di interazioni più delicate e contenute: questi animali favoriscono un contatto gentile e possono aiutare a creare un clima di calma e sicurezza.
Nell’ippoterapia, invece, vengono utilizzati cavalli e asini per il loro movimento ritmico, che stimola equilibrio, coordinazione e consapevolezza corporea, con benefici che possono estendersi anche alla sfera emotiva.
In contesti molto specifici possono essere impiegati anche altri animali, come uccelli o alpaca: in tutti i casi si tratta di animali non destinati alla produzione, sottoposti a controlli veterinari regolari, valutazioni comportamentali e inseriti in programmi che prevedono pause e rotazioni per evitare stress o affaticamento.

 

Come si svolge una seduta


Ogni seduta di terapia assistita con animali è preceduta da una fase di preparazione: vengono valutate le caratteristiche della persona, il consenso informato, la presenza di eventuali allergie o paure, e lo stato di benessere dell’animale. L’équipe definisce gli obiettivi dell’intervento e le attività più adatte, mentre la seduta vera e propria si svolge in ambienti controllati e dura in genere dai 30 ai 60 minuti. 
Le attività sono graduate: si può iniziare con l’osservazione dell’animale, passare al contatto tattile, come le carezze, e arrivare a interazioni più attive, come il gioco, la cura dell’animale o una passeggiata guidata. L’animale è sempre gestito dal coadiutore, che ne monitora le risposte e garantisce la sicurezza.
Al termine è previsto un momento di restituzione e osservazione degli effetti della seduta, sia sul piano emotivo sia, quando possibile, su quello fisiologico. I percorsi sono generalmente organizzati in cicli settimanali di alcune settimane, con particolare attenzione a non sovraccaricare l’animale.

 

 

 

Benefici osservati nei diversi contesti


I benefici delle terapie assistite con animali non dipendono da un unico meccanismo e non si manifestano allo stesso modo in tutte le persone: diverse ricerche infatti suggeriscono effetti graduali, legati all’interazione tra aspetti biologici, emotivi e relazionali, all’interno di contesti strutturati. Per questo motivo, questi interventi sono considerati un supporto alle cure tradizionali, e non un’alternativa. 

I benefici osservati si distribuiscono in diversi ambiti e contesti:

 

  • Pediatrico: le terapie assistite con animali vengono spesso utilizzate con i bambini per ridurre l’ansia, soprattutto in situazioni ospedaliere o pre-operatorie. In diversi studi si osserva una diminuzione dello stress percepito e una maggiore disponibilità alla comunicazione. Nei bambini con disturbi dello spettro autistico, l’interazione con l’animale può facilitare il linguaggio, l’attenzione condivisa e la socializzazione, probabilmente grazie a un contesto relazionale meno giudicante e più prevedibile.
     
  • Geriatrico: in particolare nelle persone con demenza, le TAA sono associate a una riduzione del senso di solitudine e a un contenimento degli stati di agitazione. L’interazione con l’animale può stimolare ricordi autobiografici e favorire una maggiore partecipazione emotiva, con ricadute positive sulla qualità della vita percepita, sia per i pazienti sia per chi se ne prende cura.
     
  • Riabilitazione fisica: la presenza dell’animale tende ad aumentare la motivazione e l’adesione agli esercizi. L’attività viene vissuta come più coinvolgente e meno faticosa, con una riduzione della percezione del dolore e dello sforzo. Questi effetti sono spesso messi in relazione a una modulazione delle risposte allo stress e del sistema nervoso autonomo.
     
  • Salute mentale: le terapie assistite con animali sono utilizzate come supporto nei percorsi di gestione dello stress, della depressione e dei disturbi post-traumatici. In alcuni casi vengono impiegate anche per lavorare sulle competenze relazionali ed empatiche. Le evidenze riportano miglioramenti dell’umore e riduzioni di alcuni parametri fisiologici legati allo stress, sempre all’interno di un approccio integrato.
     
  • Oncologia e hospice: qui l’obiettivo principale è il sollievo emotivo. La presenza dell’animale può offrire momenti di distrazione durante terapie impegnative, ridurre l’ansia e sostenere non solo il paziente, ma anche i familiari e i caregiver, contribuendo a un clima di maggiore umanizzazione della cura.