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Piante medicinali e regolamenti

Con il Testo unico per le piante officinali viene finalmente riconosciuta la competenza esclusiva della figura dell'erborista, insieme a quella del farmacista, nella preparazione estemporanea della piante medicinali.

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©Natallia Khlapushyna / 123rf.com

Un passo avanti è stato compiuto nel riconoscimento dell'autorevolezza della professione dell'erborista: dopo l'ultimo decreto legge che intendeva liberalizzare la trasformazione delle piante officinali senza la supervisione e il controllo di personale qualificato, ecco che intervengono importanti novità.

Con un Decreto legge varato dal Ministero dell’Agricoltura e ripreso da quello della Salute si arricchisce l'elenco delle specie facenti parte delle erbe e si norma la vendita delle varietà sfuse tali quali o miscelate, che dovrà ora attenersi al rispetto di norme più precise.

 

Nuovi regolamenti sulle piante medicinali

Il Decreto legislativo del 21/5/18 n. 75 è una conquista importante in quanto disciplina la coltivazione, la raccolta e la prima trasformazione delle piante officinali.

Cosa si intende per piante officinali? La definizione secondo questo testo: “Sono le piante cosiddette medicinali, aromatiche e da profumo, le alghe, i funghi macroscopici e i licheni destinati ai medesimi usi. Le piante officinali comprendono altresì alcune specie vegetali che in considerazione delle loro proprietà e delle loro caratteristiche funzionali possono essere impiegate, anche in seguito a trasformazione, nelle categorie di prodotti per le quali ciò è consentito dalla normativa di settore, previa verifica del rispetto dei requisiti di conformità richiesti”.

Con questo decreto, la coltivazione, raccolta e prima trasformazione sono considerate attività agricole.

Le preparazioni estemporanee a uso alimentare (che sono destinate al singolo cliente) vendute sfuse e non preconfezionate costituite da piante tal quali, da sole o in miscela, sono consentite ai farmacisti e a coloro che sono in possesso del diploma di erborista o laurea in Scienze e tecniche erboristiche.

Il 24 gennaio 2019 Il ministero della Salute ha pubblicato una nota che ribadisce quanto sancito dal Decreto e aggiunge che gli operatori abilitati alle preparazioni estemporanee devono operare in un laboratorio registrato dalla ASL di competenza per la manipolazione degli alimenti.

 

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Elenco dei botanicals e delle piante officinali

Dal Ministero sono stati emanati elenchi per i cosiddetti “botanicals”, piante e relative parti ammesse all’impiego negli integratori alimentari, ai sensi del Decreto Ministeriale del 10 agosto 2018, come modificato nell’allegato del Decreto del 9 gennaio 2019 che va a sostituire sia quello del 2012 sia la lista BELFRIT (quella sancita da Belgio, Francia e Italia).

Un elenco dettagliato che indica il nome botanico della pianta, la famiglia a cui appartiene, la parte da utilizzare negli integratori, e gli effetti fisiologici della parte della pianta utilizzata.

A tutela del consumatore, ma anche dell’operatore titolato alla preparazione dell’integratore, vengono indicate le prescrizioni e le avvertenze supplementari da inserire in etichetta, per esempio se sconsigliato in gravidanza o la titolazione.

In merito all’elenco di quelle che verranno considerate piante officinali per miscele sfuse, deve ancora essere pubblicata la lista aggiornata.

Provvisoriamente si deve far riferimento al Decreto Regio del 1932 n. 772 che verrà abrogato non appena emanato il nuovo decreto relativo.

 

Piante antitumorali

Tra queste piante medicinali ve ne sono alcune, e tutto sommato non poche che sono allo studio per loro possibili proprietà citotossiche e anticancro.

L'ambito è delicato e si presta a una trasmissione di informazioni incomplete e travisabili.

Non esistono rimedi naturali che guariscono da un tumore, sicuramente non nella nostra società occidentale, esistono rimedi naturali che possono aiutare, coadiuvare una terapia oncologica, tanto che ormai sentiamo parlare sempre più spesso di oncologia integrata.

Quando si approccia a questo argomento, occorre rivolgersi a medici, preparatissimi anche in materia erboristica, in nutrizione. Questo non è certo argomento da naturopati.

Spesso la cronaca riporta di sedicenti esperti guaritori: preservare il benessere, però, è altro da curare malattie.

Detto questo, è possibile rintracciare un elenco delle piante che possiedono alcuni principi attivi interessanti e che sono al vaglio di studi scientifici approfonditi come l’artemisia annua, la boswellia serrata, il cacao, la dioscorea, la genziana  triflora, il vischio, per citarne alcuni.

Tali rimedi devono in ogni caso essere valutati dal medico, per definirne le possibili interazioni con i farmaci assunti e non devono essere considerati un’alternativa fai da te.

 

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