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#NonComePrima: il Manifesto LAV

Il Manifesto LAV #Noncomeprima mette in guardia dai rischi derivanti da un modello economico e sociale poco rispettoso dell'ambiente e dei diritti degli animali, proponendo al contempo alcune soluzioni. Il documento trova spazio nel mag-book “Animali”, frutto della collaborazione di ricercatori ed esperti in ambito zoologico.

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©LAV

Un documento che racchiude, al suo interno, una denuncia e un appello: il Manifesto LAV #Noncomeprima ricorda come la crisi pandemica abbia origine da un rapporto malato con gli animali. Ammassati, sfruttati e oggetto di ogni sorta di traffico, sono al contempo vittime e veicolo di malattie trasmissibili all'uomo.

Per evitare, in futuro, nuove pandemie, LAV propone una ricetta: ripensare radicalmente il nostro sistema economico e sociale, sostituendo a meri interessi economici un nuovo paradigma che parta dal rispetto dell'ambiente e di tutte le forme di vita.
 

Un mag-book sul rapporto uomo/animale

Il Manifesto LAV trova spazio e collocazione all'interno del nuovo mag-book Animali. Sintesi fra un saggio e un magazine tematico, il volume approfondisce le complesse relazioni tra esseri umani e animali, attraverso il contributo di ricercatori ed esperti. 

Realizzato dalla psicoterapeuta Giusy Mantione, Animali ha infatti potuto contare sui contenuti offerti da molti protagonisti dell'attivismo animalista, e non solo: da Jo Anne McArthur, founder di We Animals a Jill Robinson, founder di Animals Asia Foundation; da Niccolò Rinaldi, attivista in Europa per i diritti degli animali a Luisella Battaglia, ordinaria di Filosofia Morale e di Bioetica all’Università degli studi di Genova; da Roberto Marchesini, direttore dell’Istituto di formazione zooantropologica SIUA a Monica Cirinnà, senatrice della Repubblica Italiana, che ha istituito il primo ufficio comunale in Italia per i diritti degli animali.

Le testimonianze, anche fotografiche, sono condivise allo scopo di mettere in rete esperienze di cura e progetti costruttivi, così da ripartire fattivamente da una nuova prospettiva, attingendo da un bacino diversificato di conoscenze e competenze.
 

Industria animale fra le principali cause della pandemia

Introdotto dalla premessa del Presidente LAV Gianluca Farinetti, il Manifesto #NonComePrima conclude il volume Animali con una riflessione: da un lato, si analizzano le cause della pandemia, dall'altro si attesta la necessità di evitare ulteriori, future crisi sanitarie andando oltre una visione puramente antropocentrica del mondo.

Nella sua disamina, LAV riporta dati riferiti in passato dalle maggiori organizzazioni mondiali in materia di salute, per ricordare quanto il predominante stile di vita- consumistico e poco rispettoso nei confronti di animali e risorse- abbia contribuito all'attuale situazione di emergenza.

Già nel 2004 l’OMS-Organizzazione mondiale della sanità, l’OIE-Organizzazione mondiale della salute animale e la FAO-Organizzazione delle Nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura, segnalarono l’incremento della domanda di proteine animali e l’intensificazione della loro produzione industriale come principali cause dell’apparizione e propagazione di nuove malattie zoonotiche sconosciute, ossia di nuove patologie trasmesse dagli animali agli esseri umani” si legge nel Manifesto.

“[...] L’UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, descrive un preoccupante aumento delle zoonosi negli ultimi anni, legato alla rapida distruzione degli ecosistemi, alla deforestazione e al traffico di specie selvatiche, e amplificato dall’intensificazione degli allevamenti e dai cambiamenti climatici”.
 

Il Manifesto in 6 buoni propositi

Nel suo Manifesto, LAV identifica inoltre sei buoni propositi utili a scongiurare nuove epidemie, a partire dalla creazione di un nuovo paradigma di “normalità”: sostenibile, cruelty-free, rispettoso dei diritti di uomini e animali.

  • Più cibi vegetali: optare per un'alimentazione plant-based è una scelta alla portata di tutti che consente di minimizzare i rischi legati alla promiscuità tra animali tipica degli allevamenti intensivi e alle disastrose conseguenze ambientali provocate dall'industria animale. 
  • Un’economia davvero green:  il Manifesto auspica una vera rivoluzione sostenibile per le aziende, a partire da quelle dell'alimentazione e dell'abbigliamento, tramite l'accesso al “Recovery Fund-Next Generation EU”.
  • Stop al commercio di animali esotici: l'importazione, il commercio e la detenzione di animali selvatici ed esotici possono diventare facilmente veicolo per la diffusione di nuovi virus.
  • Basta soldi pubblici agli allevamenti: con lo spostamento de i finanziamenti pubblici dagli allevamenti alla produzione di alimenti vegetali.
  • Più ricerca senza animali: con l'utilizzo di metodi di sperimentazione alternativi, più efficaci per i pazienti.
  • Aiuti alle famiglie con animali: un sostegno che ammortizzi i danni della crisi sanitaria ed economica per chi si prende cura di animali, contribuendo a contrastare il dilagante fenomeno dell'abbandono.