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Un caricabatteria standardizzato: sogno o realtà?

La Commissione europea propone un caricabatterie universale standardizzato per i dispositivi elettronici. L'obiettivo? Mettere fine a inutili quantità di RAEE, nonché ai disagi causati ai consumatori dall'esistenza di caricabatteria diversi e incompatibili ai vari device.

caricabatterie

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©dzmitrock - 123rf

Un unico caricabatterie per tutti i dispositivi elettronici. La proposta di legge, presentata recentemente dalla Commissione Europea, porta con sé una duplice svolta nel mondo della tecnologia: da un lato, un passo importante per affrontare il problema dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE); dall'altro, la fine dei disagi causati nei decenni ai consumatori dall'esistenza di caricabatterie diversi e incompatibili.

Una misura che segue anni di collaborazione con gli operatori del settore, che non hanno permesso tuttavia di raggiungere una soluzione completa e soddisfacente.
 

Cosa prevede la proposta

La proposta di revisione della direttiva richiede che le porte di ricarica e la tecnologia di ricarica rapida siano armonizzate in tutta Europa: le porte USB-C diventeranno il formato standard per tutti gli smartphone, i tablet, le videocamere, le cuffie, gli altoparlanti portatili e le console portatili per videogiochi

Allo scopo di sostenere la transizione verde e digitale, la Commissione ha inoltre proposto di separare la vendita dei caricabatteria da quella dei dispositivi elettronici, con maggiori vantaggi per i consumatori e una riduzione dell'impronta ambientale associata alla produzione e allo smaltimento dei caricabatteria.

I produttori saranno chiamati, infine a fornire ai consumatori informazioni dettagliate sulle prestazioni di ricarica, indicando tra l'altro la potenza necessaria per ricaricare un determinato dispositivo e se quest'ultimo supporta la ricarica rapida. Tali dati permetteranno agli acquirenti di verificare con maggiore facilità se i caricatori che già possiedono soddisfano i requisiti dei loro nuovi dispositivi o li aiuterà a scegliere un caricabatteria compatibile. 

L'intento dichiarato è uno, e molto chiaro: consentire agli utenti di limitare il numero di nuovi caricabatteria acquistati, con un risparmio notevole (250 milioni di € l'anno, stando ai dati della Commissione) spesi finora per l'acquisto di caricabatteria superflui.
 

Un vantaggio per i consumatori e per l'ambiente

Secondo quanto dichiarato dalla Commissione, nel 2020 nel Vecchio Continente sono stati venduti circa 420 milioni di telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici portatili. I consumatori possiedono in media circa tre caricabatteria per telefoni cellulari e ne usano due regolarmente. Eppure, il 38% di loro dichiara di aver incontrato difficoltà almeno una volta nel ricaricare il proprio telefono cellulare perché i caricabatteria disponibili erano incompatibili.

"I caricabatteria alimentano tutti i nostri dispositivi elettronici più essenziali. Con l'aumento del numero dei dispositivi, cresce anche il numero dei caricabatteria venduti che sono incompatibili o superflui” ha dichiarato Thierry Breton, Commissario europeo per il Mercato interno. “Con la nostra proposta mettiamo fine a questa situazione. I consumatori europei potranno utilizzare un caricabatteria unico per tutti i dispositivi elettronici portatili: un passo importante per aumentare la comodità e ridurre i rifiuti".

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un'Europa pronta per l'era digitale, ha dichiarato: "I consumatori europei hanno subito troppo a lungo il disagio di dover accumulare diversi caricabatteria incompatibili. Abbiamo lasciato all'industria molto tempo per trovare una soluzione, ma ora è giunto il momento di agire a livello legislativo per promuovere caricabatteria standardizzati. Si tratta di un vantaggio importante per i consumatori e per l'ambiente, in linea con le nostre ambizioni in materia di transizione verde e digitale".
 

Caricabatterie standardizzato: una missione possibile?

E' dal 2009 che la Commissione Europea si adopera per una soluzione di ricarica standardizzata per i telefoni cellulari e i dispositivi elettronici analoghi. In primo luogo, ha promosso un accordo volontario tra gli operatori del settore che ha condotto all'adozione del primo protocollo d'intesa e ha permesso di ridurre il numero di soluzioni di ricarica per telefoni cellulari disponibili sul mercato da 30 a 3

A seguito della scadenza del protocollo nel 2014, nel 2018 gli operatori del settore hanno presentato una nuova proposta, che però si è rivelata insufficiente per fornire una soluzione di ricarica standardizzata o soddisfare la necessità di ridurre i disagi per i consumatori e i rifiuti elettronici.

L'attuale proposta dovrà ora essere adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio. A partire da quel momento, l'industria avrà a disposizione 24 mesi per adeguarsi alle nuove prescrizioni, e trasformare l'obiettivo in tangibile realtà.