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Capelli crespi e opachi: come il calcare della doccia distrugge la cheratina (e il rimedio botanico)

L'acqua dura può contribuire a rendere i capelli opachi, ruvidi e difficili da pettinare, ma il calcare non distrugge direttamente la cheratina: ecco cosa sappiamo sui depositi minerali e sui risciacqui acidi.

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©Foto di Doucefleur su iStock

La chimica dell'acqua dura: come i sali di calcio e magnesio si cristallizzano sulle squame del capello

La durezza dell'acqua dipende principalmente dalla concentrazione di ioni calcio e magnesio disciolti che, quando presenti in quantità elevate, l'acqua rende l'acqua dura e in grado di formare depositi sulle superfici con cui entra in contatto, compresi i capelli.

Calcio e magnesio possono infatti depositarsi sulla fibra capillare o reagire con alcune sostanze presenti nei prodotti detergenti formando sali insolubili di calcio e magnesio, che contribuiscono alla creare residui difficili da eliminare con un normale risciacquo.

Lavare i capelli con acqua dura può quindi aumentare la presenza di minerali come calcio e magnesio e, anche se il calcare non distrugge fisicamente la cheratina (proteina strutturale che costituisce gran parte della fibra capillare) può modificare la superficie della fibra con conseguenze su sensazione al tatto, la pettinabilità e la lucentezza dei capelli.

Per distruggere la cheratina sono necessari trattamenti chimici, decolorazioni, calore e attrito meccanico ma l'acqua dura può rappresentare un elemento in più che rende i capelli crespi, fragili o opachi.

Il pH alcalino dell'acqua del rubinetto: perché le cuticole rimangono aperte rendendo il capello "ruvido"

Il pH indica quanto una soluzione sia acida o alcalina e può influenzare le caratteristiche della fibra capillare. I capelli hanno infatti una superficie naturalmente carica e la distribuzione delle cariche elettriche cambia in funzione del pH. In condizioni più alcaline, la fibra tende ad acquisire una maggiore carica negativa, con conseguente aumento della repulsione elettrostatica e dell'attrito tra i capelli.

Per questo, prodotti detergenti con pH elevato possono favorire crespo, attrito e difficoltà di pettinatura mentre formulazioni a pH moderatamente acido limitano questi fenomeni.

La situazione diventa più evidente quando si utilizzano prodotti molto alcalini come i normali saponi, che aumentano il rigonfiamento della fibra e modificano temporaneamente l'organizzazione della cuticola. Le cuticole sono formate da cellule sovrapposte che rivestono il capello per proteggere gli strati interni e, quando la superficie diventa irregolare, aumenta l'attrito e la luce viene riflessa in modo meno uniforme.

Il pH dell'acqua però non dipende dalla concentrazione di calcio e magnesio, quindi non è detto che un'acqua dura sia anche alcalina, perché durezza e alcalinità dell'acqua non sono sinonimi. Di conseguenza, i capelli crespi potrebbero dipendere più dai detergenti usati o da trattamenti come la decolorazione, che danneggiano i capelli e li rendono più  sensibili a variazioni di pH e attrito.

La scienza del risciacquo acido: non basta l'acqua fredda per chiudere le squame!

Il risciacquo finale con acqua fredda è un rimedio tradizionale spesso consigliato per ottenere capelli più lucidi ma l'acqua fredda non chiude le cuticole.  

A influenzare le proprietà superficiali della struttura del capello è il pH, perché un ambiente moderatamente acido tende a ridurre la carica elettrica negativa dei capelli rispetto a condizioni più alcaline e può contribuire a limitare repulsione elettrostatica e attrito.

Non a caso, esistono prodotti cosmetici acidificanti, formulati proprio per favorire una superficie più uniforme e migliorare la pettinabilità anche grazie alla presenza di condizionanti, polimeri e ingredienti lubrificanti.

Alcuni prodotti possono anche contenere agenti chelanti, cioè sostanze capaci di legare gli ioni metallici e facilitarne l'allontanamento durante il lavaggio.

L'aceto di mele contiene acido acetico e può quindi abbassare il pH dell'acqua nella quale viene diluito ma bisogna prestare attenzione a non usarne troppo o troppo frequentemente perché potrebbe irritare il cuoio capelluto.

 

La ricetta botanica definitiva: infuso di Ibisco e Aceto di Mele per neutralizzare il calcare in 10 secondi

L'ibisco è una pianta utilizzata per preparare infusi dal caratteristico colore rosso e dal sapore acidulo. I suoi fiori contengono infatti diversi acidi organici, oltre ad antociani e altri composti fenolici che rendono l'infuso naturalmente acido. L'infuso di ibisco può essere usato con aceto di mel diluito da usare come rimedio tradizionale per un risciacquo finale dei capelli.

Per preparare il risciacquo si possono utilizzare:

  • 500 ml di acqua demineralizzata;
  • 1 cucchiaino di calici essiccati di ibisco;
  • 1 cucchiaino di aceto di mele.

Dopo aver portato l'acqua a ebollizione, si aggiunge l'ibisco e si lascia in infusione per circa 5-10 minuti. Si filtra poi accuratamente, si lascia raffreddare e si misura il pH utilizzando cartine tornasole. 

Per un risciacquo cosmetico occasionale è meglio mantenersi in un intervallo moderatamente acido, indicativamente intorno a pH 4,5-5,5, evitando preparazioni molto più acide. Se il pH dell'infuso è più elevato, si può aggiungere gradualmente una piccola quantità di aceto di mele, controllando nuovamente il pH.

Dopo lo shampoo e l'eventuale balsamo, si distribuisce il liquido sulle lunghezze, evitando il contatto con gli occhi, poi si risciacqua.

Il rimendio non va usato in caso di cuoio capelluto irritato e trattandosi di una preparazione acquosa priva di conservanti, va utilizzata subito e la si può conservare per lavaggi successivi. Sui capelli molto chiari o decolorati bisogna prestare attenzione ai pigmenti dell'ibisco, che potrebbero lasciare colorazioni temporanee.

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