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Le arti marziali sudamericane

Il Sudamerica è una terra di vitalità dirompente, di culto del copo, di immigrazione. Molti immigrati portarono le loro arti marziali: cinesi, giapponesi, africani, europei: tutti a modo loro hanno contribuito al rendere il Sudamerica una delle superpotenze mondiali nel campo delle arti marziali

Le arti marziali sudamericane

Il Sudamerica, e in generale l’America Latina, ha uno spirito comune molto forte e le identità nazionali spesso sono superate dal carattere dei Latinos, che supera ogni tipo di barriera.

È uno spirito tosto, guerriero, gioioso, fiero, creativo, pieno di vita. Si parla infatti della garra argentina per identificare lo spirito battagliero che non si tira mai indietro neanche di fronte a smacco certo, o della malandrameg brasiliana per definire l’astuzia di chi è pronto a tutto pur di avere la meglio e vincere.

Nota inoltre, è la durezza dei pugili messicani e di quelli andini, vere e proprie macchine da guerra che non temono nulla, e l’antico retaggio guerriero dei grandi imperi del passato come i Maya, gli Aztechi, gli Inca, e dei popoli indigeni dell’area che va dall’Amazzonia fino giù alle foreste dei Guarani e oltre, fino alla Patagonia.

Tutti questi popoli hanno sviluppato le proprie arti marziali tradizionali prima che gli africani producessero una delle arti marziali più estetiche di sempre, la capoeira, e prima che gli immigrati giapponesi creassero un’arte marziale di nuova generazione che è riuscita a rivoluzionare tutto il panorama mondiale delle arti marziali: il brazilian jiu jitsu.

 

Arti marziali sudamericane: il brazilian jiu jitsu

È impossibile negare che il brazilian jiu jitsu sia l’arte marziale maggiormente in voga negli ultimi decenni. Estremamente pratica ed efficace, venne creata negli anni 20 dalla famosa famiglia Gracie, specie dal suo capostipite Helio, che apprese il ju jitsu tradizionale adattandolo al combattimento moderno e studiando la famosa lotta a terra.

Tramite il brazilian jiu jitsu è facile combattere spalle a terra contro un avversario più forte o più pesante di noi: una volta a terra sarà facile disinnescare l’origine della sua forza, dal movimenteo delle anche e delle spalle, immobilizzarlo, e cercare di sottometterlo.

Tutti i moderni combattenti professionisti di arti marziali miste studiano senza eccezione alcuna il brazilian jiu jitsu, disciplina fondamentale quando si tratta di combattere a terra, dove generalmente il combattimento reale finisce dopo pochi secondi.

Il brazilian jiu jitsu ha adottato un sistema di cinture simile a quello delle arti marziali giapponesi, che si sviluppa però in bianco, blu, viola, marrone, nera, rossa.

 

Arti marziali sudamericane: la capoeira

Ecco un’altra arte marziale che ha conquistato un notevole terreno nel panorama marziale mondiale: la capoeira.

Non è solo questione di combattimento e acrobazie: in essa confluiscono danza, musica, canto, arte, cultura, identità, storia della deportazione degli schiavi africani, che svilupparono i primi rudimenti di capoeria, poiché, avendo le mani legate, dovevano combattere usando prevalentemente calci e posizionandosi in verticale con capriole e flip; inoltre, erano costretti a dissimulare i loro allenamenti spacciandoli per sessioni di musica e danza agli occhi degli schiavisti che certamente non vedevano di buon occhio degli schiavi capaci di lottare.

La capoeira si divide in diverse scuole e, benché non venga ritenuta un’arte marziale specializzata nell’efficacia, raggruppa un numero incalcolabile di praticanti in giro per il mondo per via della sua bellezza, per la sua capacità aggregativa e per il suo aspetto poco violento.

 

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Evoluzione delle arti marziali sudamericane

Quando i conquistadores arrivarono in Sudamerica, trovarono popoli battaglieri, amanti di stili di lotta tradizionali ancora in voga tra le tribù della foresta amazzonica.

Nel tempo gli immigrati in cerca di fortuna introdussero arti marziali propriamente dette, come la boxe, il karate, il kung fu, il judo e il jiu jitsu. Fu in quel momento che le varie scuole collisero e diedero vita ad una serie di tornei hard core per vedere quale fosse in verità l’arte marziale più forte: naque così il vale tudo, in portoghese “tutto valido”, per sottolineare che si poteva tirare pugni e gomitate con le braccia, calci e ginocchiate con le gambe, ma anche proiettare ed atterrare l’avversario e infine tentare di sottometterli con leve, soffocamenti, trazioni.

 

Le arti marziali sudamericane oggi

Al giorno d’oggi il sudamerica, specie il Brasile, è una fucina di artisti marziali di primissimo livello, tra i quali fighter leggendari come Anderson Silva, Vanderlei Silva, Minotauro Nogueira, Lyoto Machida, e gli attuali campioni o ex campioni del mondo di arti marziali miste come Fabricio Werdum, Jacaré Souza, Rafael Dos Anjos, Junior Dos Santos, José Aldo, Renan Barao.

I maestri brasiliani di brasilian jiu jitsu dominano la scena mondiale dei tornei di lotta e grappling e insegnano in tutto il mondo. Come non citare Marcelo Garcia, André Galvao, Draculino, Kron Gracie e tutti i membri della famiglia Gracie?

 

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