Intervista

Tumori della pelle, i sintomi da non sottovalutare

Ogni anno in Italia si ammalano di tumori cutanei circa 120 uomini e 90 donne su 100 mila persone. Mario Santinami, direttore della Struttura complessa di Chirurgia generale a indirizzo oncologico 4 (Melanomi e Sarcomi) dell’Istituto nazionale dei Tumori di Milano, ci spiega come prestare la dovuta attenzione a nei e macchie della pelle.

tumori-della-pelle-sintomi-da-non-sottovalutare

Credit foto
©Wavebreak Media Ltd / 123rf.com

Di Rosy Matrangolo

 

Diamo per scontato l’importante compito che la pelle svolge per il nostro organismo. Ci protegge dagli agenti patogeni esterni, regola la temperatura corporea, filtra l’assorbimento dei raggi del sole e permette un corretto bilanciamento idro-salino con l’esterno.

 

Alla nostra pelle dobbiamo molto: questo scudo elastico sottile e resistente ha infatti un ruolo attivo per il nostro sistema immunitario le cui cellule specializzate, interagendo tra loro, sono un valido strumento di difesa.

 

Proprio la continua esposizione alle radiazioni, a sostanze tossiche e ad altri fattori mutogeni può determinare l‘insorgenza di tumori alla pelle che, i dati dell’Associazione italiana registri tumori (Airtum) confermano, sono i più diffusi tra le patologie oncologiche.

 

Ne abbiamo parlato con Mario Santinami, direttore della Struttura complessa di Chirurgia generale a indirizzo oncologico 4 (Melanomi e Sarcomi) dell’Istituto nazionale dei Tumori di Milano.

 

Perché i tumori della pelle sono i più diffusi?

I tumori cutanei non melanomatosi sono tra i tumori più diffusi in assoluto: secondo i registri Airtum sono al primo posto tra gli uomini (15,2 % di tutti i tumori) e al secondo tra le donne dopo il tumore della mammella (14,8 % di tutti i tumori).

 

In media ogni anno si registrano circa 120 casi di tumore cutaneo non melanomatoso ogni 100.000 uomini e circa 90 casi ogni 100.000 donne.

 

Uno dei principali fattori di rischio è l'esposizione ai raggi ultravioletti (UVA e UVB) che deriva principalmente dal sole, ma anche da lettini e lampade solari che devono quindi essere utilizzati con estrema attenzione. 

 

La pelle, essendo un organo più immediatamente a contatto con l’ambiente esterno, è maggiormente sottoposta a danni ambientali diretti, e questa può essere la causa del così elevato numero dei tumori cutanei rispetto ai tumori che originano in altri organi.

 

Quali sono le tipologie più comuni di tumore della pelle?

I tumori della cute propriamente detti, a esclusione del melanoma a insorgenza cutanea, comprendono linfomi, tumori degli annessi cutanei, carcinoma di Merkel e altri rari istotipi a insorgenza cutanea, ma principalmente ci si riferisce ai carcinomi spinocellulari (altresì chiamati a cellule squamose o squamocellulari) e basocellulari.

 

> I carcinomi basocellulari e squamocellulari sono i due istotipi di tumori umani più comuni e, nonostante la aumentata attenzione alla prevenzione degli effetti dannosi dei raggi solari, questi tumori sono in continua crescita. 

 

A partire dal 1960, globalmente, si è visto un aumento di incidenza annuale che va dal 3% all’8% . L’incidenza del carcinoma basocellulare è aumentata del 10% all’anno, arrivando ad avere un carico di prevalenza paragonabile a quello di tutti i tumori considerati nel loro insieme.

 

I carcinomi basocellulari e spinocellulari si sviluppano soprattutto a livello delle parti del corpo più esposte al sole: viso, orecchie, collo, cuoio capelluto, spalle e dorso.

 

In particolare, il carcinoma basocellulare rappresenta il 15% di tutte le neoplasie e, sebbene di prognosi favorevole, costituisce un problema di salute pubblica: sia perché frequente, sia perché costituisce un notevole carico assistenziale con rilevanti ricadute economiche. 

 

Nella popolazione in studio, l’incidenza standardizzata nei maschi è di 31,9 casi per ogni 100.000 abitanti, mentre nelle femmine è pari a 22,8 per 100.000

 

> Se si considerano solo le forme invasive, il carcinoma squamocellulare è il secondo tumore cutaneo per frequenza: la sua incidenza nella popolazione in studio per i maschi si attesta su 4,2 casi per 100.000 abitanti, nelle femmine su 2,4 casi per 100.000 (tasso medio di incidenza).

 

Più della metà dei casi insorge nei maschi, con un rapporto M:F di 1,32; l’età media è simile: 70 anni nei maschi e 69 anni nelle femmine; la classe di età con maggior numero di casi è quella dei pazienti anziani, tra 75-84 anni per entrambi i sessi. 

 

> Il melanoma cutaneo è un tumore in continua crescita soprattutto in Europa e Nord America, oltre all’Australia dove l’incidenza è la più elevata. 

 

È un tumore molto raro nei bambini e colpisce soprattutto attorno ai 45-50 anni, anche se l'età media alla diagnosi si è abbassata negli ultimi decenni. In Italia, i dati dell’Associazione italiana registri tumori del 2017 stimano circa 7.300 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 6.700 tra le donne. 

 

L’incidenza è in continua crescita ed è addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni. E costituisce circa il 5% di tutti i tumori che colpiscono la pelle.

 

Quali sono le cause principali?

Per quanto riguarda i carcinomi baso e squamocellulari, le cause di insorgenza sono legate al genotipo, al fenotipo (fototipo I-III) e a fattori ambientali.

 

Le radiazioni ultraviolette UVB causano un danno diretto al DNA e all’RNA con la formazione di legami covalenti tra pirimidine adiacenti, portando alla formazione di composti tossici mutageni. 

 

I virus oncogeni esercitano un ruolo importante nella insorgenza dei carcinomi cutanei, così come sono stati identificati come fattori di rischio anche il contatto con l'arsenico, l'esposizione a radiazioni ionizzanti, alcune anomalie genetiche e un'insufficienza del sistema immunitario.

 

Inoltre, il fumo e alcuni trattamenti per la psoriasi possono aumentare il rischio di sviluppare un carcinoma spinocellulare (soprattutto a livello delle labbra nei fumatori). Per quanto riguarda il melanoma, i fattori causali prevalenti sono di natura genetica.

 

Esiste comunque una relazione tra l'esposizione eccessiva alla luce ultravioletta, che arriva fino a noi sotto forma di raggi UVA e UVB, l’età e il rischio di sviluppare un melanoma

 

Anche l’esposizione intermittente e prolungata - specie in età infantile e adolescenziale - è associata a un maggior rischio: esporsi troppo al sole può danneggiare il DNA delle cellule della pelle e innescare la trasformazione tumorale. 

 

È importante ricordare che anche le lampade e i lettini solari sono sorgente di raggi ultravioletti e devono quindi essere utilizzati con estrema attenzione e senza abusarne.

 

I "segnali" a cui prestare attenzione per una diagnosi tempestiva di tumore della pelle

I tumori cutanei causano solo raramente sintomi nelle fasi iniziali.

 

È importante controllare periodicamente l'aspetto dei propri nei consultando il dermatologo e guardandosi allo specchio o facendosi guardare da un familiare nei punti non raggiungibili alla propria visuale. 

 

Il segno principale del melanoma cutaneo è il cambiamento nell'aspetto di un neo o la comparsa di uno nuovo. Le caratteristiche di un neo che possono indicare l'insorgenza di un melanoma sono riassunte nella sigla ABCDE:

 

  • A come Asimmetria: nella forma (un neo benigno è generalmente circolare o comunque tondeggiante, un melanoma è più irregolare);
  • B come Bordi: irregolari e indistinti;
  • C come Colore variabile: (ovvero con sfumature diverse all'interno del neo stesso);
  • D come Dimensioni in aumento: sia in larghezza sia in spessore;
  • E come Evoluzione del neo che, in un tempo piuttosto breve, mostra cambiamenti di aspetto. 

 

Altri campanelli d'allarme che devono essere valutati da un medico sono un neo che sanguina, che determina prurito, bruciore o dolore, o che è circondato da un nodulo o da un'area arrossata.

 

Per quanto riguarda i carcinomi cutanei, i carcinomi spinocellulari appaiono come noduli o aree con bordi più alti e una depressione centrale, talvolta sono ulcerati, sanguinano raramente e, di solito, hanno margini poco definiti.

 

Per quanto riguarda i carcinomi basocellulari appaiono invece come piccoli noduli di aspetto perlaceo oppure come chiazze di colore rosa, aumentano lentamente di dimensione e qualche volta possono essere pigmentati e venire scambiati per melanomi. 

 

In presenza di questi segni, è sempre consigliato rivolgersi allo specialista.

 

Quali alimenti possono allontanare il rischio di tumore alla pelle?

La Cancer Cure Foundation ha deciso di stilare una lista di alimenti che aiutano la prevenzione: la tapioca, ad esempio, se assunta da tenera età può aiutare la non formazione di melanomi. Il suo utilizzo alimentare è prevalentemente sotto forma di farina.

 

Il rosmarino, invece, contribuisce ad aumentare l’attività degli enzimi di disintossicazione: un estratto di rosmarino, il carnosol, secondo quanto riportato dall’organizzazione, inibirebbe lo sviluppo di tumori della pelle.

 

Queste segnalazioni, ovviamente, necessitano di una validazione scientifica.