Il decotto freddo di radice di tarassaco: il gommage interno per liberare il fegato dagli eccessi delle vacanze
Se durante le vacanze si è esagerato con aperitivi e pasti abbondanti o orari irregolari, il decotto di radice di tarassaco può accompagnare il ritorno alle normali abitudini alimentari
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Perché la radice di tarassaco è più efficace delle foglie per la depurazione epatica
Il tarassaco è una pianta spontanea molto comune della quale si utilizzano sia le foglie sia la radice con scopi diversi. le due parti della pianta hanno composizione e impieghi tradizionali in parte differenti.
Le foglie sono conosciute soprattutto per l'azione diuretica e vengono utilizzate tradizionalmente per aumentare la quantità di urina e favorire il lavaggio delle vie urinarie.
La radice, ricca di inulina e sostanze amare, è invece indicata per alleviare lievi disturbi digestivi come sensazione di pienezza, flatulenza e digestione lenta, oltre che in caso di temporanea perdita dell'appetito.
La radice di tarassaco ha anche delle potenziali proprietà epatoprotettive ed è tradizionalmente utilizzata come rimedio depurativo per il fegato.
Il tarassaco, quindi, grazie alla sua azione antiossidante e antinfiammatoria, potrebbe contribuoire a sostenere l’attività di un fegato sano al rientro delle vacanze, quando si torna alle normali abitudini alimentari.
Il meccanismo d'azione: stimolazione della bile e drenaggio profondo
Tradizionalmente alla radice di tarassaco viene attribuita anche un'azione coleretica, cioè la capacità di favorire la produzione e il flusso della bile, migliorando la digestione di alcuni nutrienti, in particolare i grassi.
L'espressione drenaggio profondo si riferisce a questa sua capacità, ma va comunque precisanto che il nostro organismo dispone già di sistemi molto efficienti per trasformare ed eliminare le sostanze di scarto, soprattutto attraverso fegato, reni, intestino e polmoni.
Come già detto, il tarassaco può essere un aiuto quando inserito in una routine di fine estate per le sue tradizionali proprietà digestive e diuretiche.
Come preparare il decotto e perché consumarlo freddo d'estate
A differenza delle foglie e dei fiori, la radice è una parte dura della pianta e si presta quindi alla preparazione di un decotto.
Per prepararlo, si utilizzano circa 3-5 grammi di radice essiccata e tagliata per una tazza d'acqua, portando il tutto a ebollizione e lasciando sobbollire per una decina di minuti. Dopo aver spento il fuoco si lascia riposare qualche minuto e si filtra.
In estate il decotto può essere preparato in anticipo, fatto raffreddare e conservato in frigorifero in un recipiente chiuso. Poiché si tratta di una preparazione acquosa priva di conservanti, meglio consumare il decotto nell’arco di uno o due giorni.
Berlo freddo non ne aumenta le proprietà depurative o digestive ma è sicuramente più gradevole quando le temperature sono elevate.
Il protocollo detox: tempi e modalità di assunzione a fine agosto
Non esiste un vero "protocollo detox" scientificamente validato a base di tarassaco e non c'è un motivo fisiologico per cui un fegato sano abbia bisogno di essere depurato. Infatti, dopo un periodo in cui si è mangiato o bevuto più del solito, il modo più efficace per tornare alla normalità è riprendere gradualmente un'alimentazione equilibrata, bere a sufficienza, muoversi regolarmente e limitare il consumo di alcol.
Il tarassaco è una delle classiche piante amare della tradizione erboristica che può essere inserito nella routine di fine estate per un breve periodo ma, più che ripulire il fegato dagli eccessi delle vacanze, il decotto di tarassaco rappresenta un modo semplice e naturale per accompagnare il ritorno ad abitudini e ritmi più regolari e per migliorare la digestione dopo i pasti.
Il decotto di tarassaco è controindicato in caso di ostruzione delle vie biliari, colangite, calcoli biliari, malattie epatiche e altri disturbi delle vie biliari. L'uso non è inoltre raccomandato in gravidanza e allattamento per mancanza di sufficienti dati.