Liquirizia: quando fa bene e quando va evitata
La liquirizia è un rimedio espettorante e digestivo utilizzato in caso di tosse e reflusso ma sconsigliato in alcune circostanze, ad esempio in caso di pressione alta e assunzione di determinati farmaci
Credit foto
©Alexander Ruiz / 123rf.com
- Proprietà principali della liquirizia
- Benefici reali e usi comuni
- Controindicazioni e limiti di utilizzo
- Durata e modalità di assunzione
Proprietà principali della liquirizia
La liquirizia è la radice di Glycyrrhiza glabra L., pianta che appartiene alla famiglia delle Fabaceae.
Si tratta di una pianta erbacea perenne, diffusa nell’area mediterranea e in Asia, caratterizzata da radici lunghe e carnose ricche di sostanze attive. La parte utilizzata in erboristeria è proprio la radice essiccata.
Le proprietà più rilevanti della radice di liquirizia sono:
- Lenitiva e protettiva sulla mucosa gastrica, proprietà utili nei disturbi digestivi come bruciore e dispepsia;
- Eespettorante, tradizionalmente impiegata per la tosse associata a raffreddore.
Le proprietà della liquirizia sono attribuite principalmente alla presenza di glicirrizina, sostanza responsabile sia del gusto dolce sia degli effetti.
Benefici reali e usi comuni
La liquirizia è usata tradizionalmente per alleviare disturbi digestivi lievi, come bruciore di stomaco e sensazione di pesantezza dopo i pasti, poiché contiene composti che possono contribuire a una sensazione di protezione e sollievo a livello della mucosa dello stomaco. Per questo motivo la radice di liquirizia è spesso presente in tisane digestive o in preparazioni per il reflusso gastroesofageo.
La liquirizia è inoltre utilizzata come espettorante nella tosse, poiché può aiutare a fluidificare e favorire l’eliminazione del muco nelle forme catarrali leggere.
Controindicazioni e limiti di utilizzo
L’assunzione eccessiva o prolungata di liquirizia può portare a effetti indesiderati come ritenzione idrica, aumento della pressione arteriosa e riduzione del potassio nel sangue.
La glicirrizina, infatti, interferisce con l’equilibrio elettrolitico e ormonale, dunque l'assunzione di liquirizia è scongliata in caso di ipertensione, problemi cardiovascolari, patologie renali o epatiche e ipokaliemia.
L'uso della liquirizia andrebbe poi evitato se si assumono farmaci diuretici, corticosteroidi, glicosidi cardiaci o antipertensivi.
Infine, l'assunzione di liquirizia non è consigliata in gravidanza, allattamento e nei bambini e adolescenti sotto i 18 anni, per mancanza di dati sufficienti sulla sicurezza.
Durata e modalità di assunzione
Quando si utilizza la liquirizia sotto forma di tisana, le indicazioni tradizionali prevedono l'uso di circa 1,5–2 grammi di radice per una tazza di acqua, da assumere dopo i pasti.
La liquirizia è disponibile anche sotto forma di estratti, sciroppi e altri prodotti erboristici da assumere con le modalità indicate sulla confezione.
Per quanto riguarda la durata del trattamento, non bisogna superare le quattro settimane di utilizzo.
In caso di disturbi digestivi o anche tosse e raffreddore, se non si ha miglioramento dei sintomi entro una o due settimane è comunque consigliabile rivolgersi al medico.
Fonte:
EMA