Articolo

Amari da reset: perché a gennaio tornano di moda genziana, centaurea e assenzio

Dopo le festività, l'uso di amari erboristici può aiutare a ristabilire l'equilibrio fisiologico degli organi digestivi messi a dura prova dagli eccessi alimentari

genziana-assenzio

Credit foto
©Immagine di freepik

 

Perché il gusto amaro è legato al riequilibrio

Dal punto di vista evolutivo, la percezione del gusto si è sviluppata per motivi specifici. Il dolce e la percezione della presenza di grassi erano e sono segnali di nutrienti energetici, il salato segnala un buon contenuto di sali minerali, l'acido e l'amaro di potenziali pericoli.

Il gusto amaro è infatti il segnale di sostanze potenzialmente tossiche, come ad esempio gli alcaloidi, e il corpo ha quindi sviluppato meccanismi di difesa per riconoscerlo e reagire rapidamente.

A piccole dosi, però, questa attivazione diventa un vantaggio perché migliora la digestione. Il gusto amaro stimola infatti recettori lungo tutto il tratto gastrointestinale, innescando una risposta che aumenta la produzione di saliva, succhi gastrici, bile e secrezioni pancreatiche, preparando e sostenendo la digestione.

Dopo periodi di alimentazione più ricca, come le settimane delle feste, è possibile che la digestione sia lenta e causi gonfiore, scarso appetito al mattino o desiderio continuo di cibo.

In questi casi si fa spesso ricorso all’uso di amari, non perché depurino ma  ma per riattivare le funzioni digestive e biliari, aiutando il corpo a ritrovare il proprio ritmo.
 

Gli amari nella tradizione erboristica

La tradizione erboristica utilizza da sempre infusi, decotti, tinture, elisir amari, un tempo consigliate per risvegliare lo stomaco e depurare l'organismo, quindi per la loro azione sulla digestione ma anche per la loro capacità di stimolare il fegato.

Gli amari venivano prescritti prima o dopo i pasti, in base alla problematica da trattare.

Assunte prima del pasto, le sostanze amare hanno azione aperitiva, quindi stimolano l'appetito; vengono consigliate in caso di inappetenza o scarso interesse verso il cibo.

Dopo i pasti, invece, stimolano la produzione di succhi gastrici e di bileaiutando a contrastare senso di pienezza, gonfiore e dolore addominale.
 

Genziana, centaurea e assenzio: caratteristiche

La genziana (Gentiana lutea) è considerata una delle piante più amare in assoluto. In erboristeria si utilizza la radice, che contiene secoiridoidi amari, in particolare gentiopicroside, sostanze in grado di stimolare in modo marcato la secrezione gastrica e biliare. La radice di genziana è tradizionalmente usata nei casi di inappetenza, digestione lenta e senso di pesantezza dopo i pasti. 

La centaurea (Centaurium erythraea) appartiene alla stessa famiglia botanica della genziana, ma ha un'azione più delicata ed è più tollerata da chi è sensibile o ha uno stomaco reattivo.

L’assenzio (Artemisia absinthium) è una pianta amara e aromatica, utilizzata come rimedio digestivo, carminativo e regolatore della motilità intestinale. Oggi se ne impiegano estratti controllati, facendo attenzione ai dosaggi e ai tempi di somministrazione, perché la pianta contiene anche tujone, sostanza che in eccesso può risultare neuroattiva.

Queste tre piante condividono dunque l’azione amara e vengono utilizzate per rimedi erboristici o nella preparazione di liquori digestivi, da sole o in combinazione con altre piante che ne modulano l'effetto.
 

Perché gennaio è il periodo più indicato

Gennaio arriva dopo settimane di eccessi a tavola e rappresenta un momento di nuovi inizi e buoni propositi, tra cui quello di depurarsi e rimettersi in forma. 

Il mese di gennaio è quindi visto come il mese più indicato per iniziare diete o cercare rimedi detox, che aiutino a “ripulire il fegato”, ridurre il gonfiore e magari facilitino la perdita di peso. 

In realtà i rimedi amari non hanno questa funzione ma possono aiutare a riattivare segnali digestivi fisiologici, rieducare il gusto e ristabilire una relazione più regolare con il cibo.

L’effetto percepito è spesso un ritorno dell’appetito vero, una digestione più fluida e una riduzione della ricerca continua di snack.

 

Durata e modalità d’uso

Gli amari si assumono generalmente prima dei pasti principali per aumentare l'appetito o dopo i pasti se lo scopo è quello di migliorare la digestione. Possono essere assunti sotto forma di tintura madre da diluire in acqua, estratto fluido o infuso.

Generalmente si assumono per cicli di 2–4 settimane, sufficienti per ristimolare la funzione digestiva. 

Per quanto riguarda le controindicazioni, gli amari intensi sono sconsigliati in caso di gastrite acuta, ulcera, reflusso gastrointestinale e non andrebbero assunti in gravidanza e durante l'allattamento. Prima di assumere rimedi erboristici è sempre consigliato chiedere consiglio al medico, al farmacista o all'erborista, specialmente se si soffre di patologie, se si assumono farmaci o altri integratori.