Intervista

Prevenzione oncologica a tavola: intervista ad Anna Villarini

Alimentazione mediterranea abbinata ad attività fisica e sane abitudini ci allontanano dal rischio del tumore. Anna Villarini, biologa nutrizionista e ricercatrice dell’Istituto dei Tumori di Milano, ci spiega quanto conta mangiare bene (e tornare a cucinare) per mantenerci in salute.

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Tastare, annusare, selezionare scrupolosamente. E poi, finalmente, mettere nel carrello.

 

La spesa così intesa rimanda a una responsabilità che pensiamo di aver perso, quella di assicurarci in prima persona della qualità dei cibi da portare sulla nostra tavola. 

 

Eppure non ne siamo troppo dispiaciuti. Sono dappertutto le soluzioni che la società ci propone per sollevarci volentieri da questa incombenza: ordiniamo la cena tramite app, conciliamo il tempo con gli amici e la necessità di un pasto organizzando brunch e aperitivi per locali, la spesa settimanale la facciamo online e se non riusciamo a passare da casa tra un impegno e l’altro, a salvarci ci sarà qualche street food.

 

Queste abitudini sempre più diffuse non si conciliano per nulla con l’importanza di uno stile di vita sano che tuteli la nostra salute

 

Una soluzione però c’è, ed è a portata di tutti. A suggerirla è Anna Villarini, nutrizionista e ricercatrice all’Istituto dei Tumori di Milano, esperta in materia di prevenzione alimentare contro le patologie oncologiche. 

 

Torniamo a cucinare – raccomanda Villarini -. È vero che i ritmi frenetici della vita quotidiana non permettono di dedicare tutto il tempo che vorremmo alla preparazione dei pasti per noi e per le persone con cui viviamo, ma fare una spesa adeguata, scegliere gli ingredienti e creare da noi il piatto da portare in tavola è una prima, importantissima, forma di prevenzione perché sapremo in questo modo cosa stiamo mangiando”.

 

Il pericolo dei prodotti "fast food"

Secondo le stime del Codice europeo contro il cancro, il 30% dei tumori sarebbe evitabile con una corretta alimentazione. 

 

Ma non è facile sfuggire ai “tranelli” che si celano tra le corsie di un supermercato o sulle etichette degli alimenti.

 

Il Fondo mondiale per la ricerca sul cancro ci dà un’importante raccomandazione, ossia di limitare i cibi fast food – spiega la ricercatrice -: Con questa dicitura non si intendono soltanto i prodotti di alcune catene di ristorazione. Appartengono, più in generale, a questa categoria tutti i cibi in commercio già  pronti per essere mangiati. 

 

Questi prodotti sono troppo lavorati, e dunque impoveriti di micronutrienti (come vitamine e minerali) ma ricchi in amidi, sale, zuccheri semplici e grassi: sono realizzati, per esempio, con farine raffinate che hanno perso tutti quei nutrienti importanti fibre contenuti nei chicci integrali. Generalmente questi piatti ‘pronti’, essendo molto trattati, tendono soprattutto a farci ingrassare invece di nutrirci adeguatamente.

 

La popolazione occidentale, purtroppo, ne sta mangiando davvero troppi”.

 

Alimentazione mediterranea e salute

La ricerca scientifica sta dando ampie conferme sulla validità della dieta mediterranea come la più preventiva e protettiva per la nostra salute – continua la nutrizionista -. 

 

Alla base della piramide dello schema mediterraneo troviamo i cereali integrali, i legumi la verdura e la frutta e anche un pochino di frutta secca a guscio; verdura e frutta vanno consumate di stagione e di colori diversi mentre per i cereali è importante variare spesso: sì, dunque, anche ad alternative come la quinoa o il miglio da intervallare al consumo di pasta, riso e pane rigorosamente integrali.

 

In questo regime alimentare sono importanti anche i cibi di origine animale: il pesce ha la precedenza in quanto questa dieta nasce nelle zone di mare dove questo alimento è stato da sempre la fonte di proteine più facilmente reperibile”.

 

 

Stili di vita e tumori

Una vita attiva associata a un’alimentazione sana può allontanare ulteriormente il rischio di alcune tipologie dei tumori: secondo le stime dei più recenti studi, una regolare attività fisica quotidiana, una alimentazione sana e non fumare ridurrebbero del 50% l’incidenza di nuovi casi di tumore. 

 

In particolare, alcune scorrette abitudini è dimostrato abbiano una diretta correlazione con determinate patologie oncologiche. 

 

Il tumore dei polmoni è molto più frequente nei fumatori – ricorda Villarini – mentre il tumore allo stomaco e al colon-retto sono associabili maggiormente al consumo di carni conservate

 

Altre forme, invece, si sviluppano con più forza quando abbiamo un’infiammazione cronica all’interno dell’organismo, ossia quando diventano numerose delle molecole legate ai processi infiammatori.

 

L’alimentazione condiziona la produzione di questi fattori infiammatori facendoli aumentare e in particolare l’alimentazione ‘western’, ricca di cibo animale e molto povera di alimenti vegetali.

 

Anche l’obesità addominale è pericolosa perchè il grasso addominale in eccesso produce molte sostazne pericolose per la salute. 

 

Per stimare se abbiamo accumulato troppo grasso nella pancia è bene misurare il girovita 2 cm sopra l’ombelico: i livelli di riferimento per la circonferenza del girovita sono di non oltre i 94 cm per l’uomo e 84 cm per la donna. 

 

Qui non c’entra la silhouette, si tratta di uno strumento in più di prevenzione”.

 

Lotta ai tumori: tra ricerca scientifica e strumenti per il cittadino

Se possiamo parlare di “guarigione” in ambito oncologico, è a conferma dei numerosi passi avanti fatti dalla ricerca scientifica nel campo della cura. 

 

“A livello nazionale possiamo contare un 27% di persone guarite dal cancro – commenta Anna Villarini – mentre fino a pochi anni fa non si parlava di guarigione. Il dato è ancora più rilevante se rapportato al fatto che oggi si ammalano più persone rispetto a 30 anni fa. 

 

Le terapie odierne sono sempre più mirate per ciascuna particolare forma tumorale e per il tipo particolare di cellula coinvolta. La terapia personalizzata si sta rivelando sempre più efficace e comporta meno effetti collaterali. 

 

L’altro importante fronte di studio è la diagnosi precoce, fondamentale per una cura efficace: prima si fa la diagnosi e meglio si cura il timore. 

 

Per questo è importantissimo aderire agli screening. I più importanti su cui il Sistema sanitario nazionale ci richiama sono il Pap test per i tumori del collo dell’utero; la mammografia per il tumore alla mammella e gli esami per il tumore al colon-retto”.

 

Il cittadino oggi ha internet per informarsi. O per credere nelle bufale. Come orientarsi, allora, nella ricerca di notizie utili per la propria salute?

 

"I siti dei maggiori Istituti oncologi sono sicuramente affidabili perché ciascun contenuto è stato approfondito e certificato da chi studia questi temi ogni giorno – rassicura la ricercatrice – ma non solo: diverse testate giornalistiche sono impegnate nel fornire approfondimenti validi e comprensibili al pubblico al fine di sensibilizzare la popolazione e aumentare la consapevolezza sui rischi connessi agli scorretti stili di vita. 

 

Ancora, giornali e istituzioni fanno un gran lavoro di informazione sui servizi a disposizione del cittadino per la cura e la prevenzione. Il mio consiglio è cercare di attingere le informazioni da fonti serie e accreditate diffidando dai ciarlatani o dai guaritori improvvisati”.