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Aglio orsino, proprietà e caratteristiche

Aglio orsino, chiamato cosi' perche' amato daglio orsi... ma non solo. Leggiamo assieme qualche curiosita' riguardo questa Liliacea, comprese le sue proprieta' e dove e quando trovarlo.

Aglio orsino, proprietà e caratteristiche

A dispetto del nome, l’aglio orsino, nome scentifico Allium ursinum, é un parente stretto dell’erba cipollina, potremmo dire il suo cugino selvatico, e come essa appartiene al genere Allium della famiglia delle Liliaceae.

Il nome volgare, che calca quello scientifico, è dovuto al fatto che il suo odore ricorda fortemente quello dell'aglio, così come il sapore, lievemente meno marcato, e che è uno dei cibi preferiti degli orsi bruni, che amano, assieme ai cinghiali, scavare delle buche per gustarne i bulbi.

 

Aglio orsino: quali parti usarne

Si tratta di una Liliacea tipica Europea, distribuita dalle isole Britanniche fino al Caucaso e l'Asia Centrale passando per il Mediterraneo, Turchia inclusa. Le prime testimonianze del suo comsumo da parte di esseri umani risale al Mesolitico, in Danimarca, dove ancora oggi cresce cospicuamente nei boschi.

Oltre all’interessante bulbo se ne consumano le foglie, come erbe per insalata o verdure da cuocere; il fusto, come si utilizzerebbe l’erba cipollina o un aglietto; e persino le infiorescenze, dal profumo gradevole, con cui si possono condire le insalate, aromatizzare l’olio o i formaggi durante la loro stagionatura.

 

Attenzione alle piante velenose

Da marzo a giugno, ovvero tutta la primavera, rappresenta il momento ideale per la sua raccolta e per il suo uso. Tuttavia bisogna fare attenzione per la sua somiglianza a piante velenose che ogni anno sono causa di casi di intossicazione. Una di queste è il mughetto, che presenta però un fiore del tutto diverso; un’altra è, in casi più rari, il gigaro scuro, che ha anch’esso un rizoma edibile (solo se ben cotto) ma delle foglie (simili a quelle dell’aglio orsino) velenose; per ultima citiamo il colchico d’autunno, simile nel fiore anche se di un colore violaceo che rarissimamente l’aglio orsino presenta.

Altri parenti “buoni” dell’aglio orsino sono l’aglio pippolino e l’aglio selvatico o aglio dei fossi.

 

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Usi dell'aglio orsino

Oltre all’olio aromatizzato ai fiori o al bulbo di aglio orsino e alle insalate di erbe di campo coi fiori e le foglie, esistono altre ricette tradizionali che contemplano l’uso di questa Liliacea. Una su tutte è il pesto con le foglie e gli steli di aglio orsino, che possono in un colpo solo sostituire sia l’aglio che le foglie di basilico della ricetta originale ligure.

Le frittate regionali coi bulbi d’aglio orsino, o il loro impiego nelle zuppe di legumi si sprecano, sono famosi come i tagliolini all’aglio orsino, mentre dalla Svizzera fino al Mare del Nord si ama consumare sui toast. Esiste anche una polenta che si basa su una salsa aromatizzata all’aglio orsino. Ma perché approfittare della primavera per consumarlo?

 

Aglio orsino: proprietà

Come l’aglio comune e molte altre piante della Famiglia delle Liliaceae, l’aglio orsino è un potente antimicrobico, un antibatterico, un vermifugo e un antimicotico (ragion per cui in origine usato durante la conservazione dei formaggi).

Aiuta la diuresi ed è un buon alleato nella lotta al colesterolo, oltre ad avere un forte potere detossificante e disintossicante. E’ stata riscontrata la sua capacità di prevenire gli infarti e i problemi cardiaci, così come fa anche il comune aglio, grazie alla sua proprietà ipotensiva.

 

Aglio orsino: dove trovarlo

E’ particolarmente consumato in Germania, Danimarca e Galles, nonchè amato in Francia e in Svizzera. Cresce fino ai 1000 metri circa di altezza, con preferenza nelle aree boscose all’ombra degli alberi, ma spesso lo si trova anche in campagna, a ridosso dei muretti o vicino piccoli o medi corsi d’acqua.

Come detto in precedenza si tratta di una pianta tipicamente primaverile, spesso a suo agio tra le graminacee selvatiche, ma se non si ha la certezza di distinguerla dalle piante velenose sopracitate, meglio lasciar perdere.

 

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