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Centella e ippocastano per l’insufficienza venosa

La centella e l'ippocastano sono due rimedi utili per combattere i sintomi dell'insufficienza venosa cronica.

Centella e ippocastano per l’insufficienza venosa

La centella e l’ippocastano sono due tra le piante più efficaci nell’alleviare i sintomi dell’insufficienza venosa cronica: gonfiore agli arti inferiori, senso di pesantezza alle gambe ed edema possono migliorare sensibilmente proprio grazie all’assunzione di centella e ippocastano.

Cos’è l’insufficienza venosa

L’insufficienza venosa cronica è una patologia comune, nella quale le vene non favoriscono il ritorno del flusso sanguigno, con conseguente ristagno di sangue nei tessuti, soprattutto negli arti inferiori.

I sintomi dell’insufficienza venosa includono gonfiore degli arti inferiori, sensazione di pesantezza alle gambe, crampi notturni, dolore, capillari dilatati, varici. Nei casi più gravi si hanno complicanze quali flebiti, trombosi e ulcerazioni.

In fitoterapia esistono diverse piante utili per alleviare i sintomi legati all’insufficienza venosa cronica: tra queste troviamo la centella e l’ippocastano.

 

Centella per l’insufficienza venosa

La Centella asiatica è una pianta erbacea spontanea delle aree tropicali e subtropicali, oggi coltivata in diversi Paesi orientali.

La droga della centella è data dalle parti aeree della pianta e contiene triterpeni, flavonoidi, aminoacidi e olio essenziale.

La centella è efficace in diversi disturbi legati all’insufficienza venosa poiché la sua assunzione porta a un aumento dell’elasticità delle vene e a una riduzione della capacità di dilatazione dei vasi sangigni: questi effetti sono legati a un aumento di collagene e di mucopolisaccaridi, responsabili dell’amento della resistenza e del tono delle vene.

La centella inoltre favorisce la rimozione dei liquidi in eccesso, riducendo edemi e cellulite.

L’assunzione di centella risulta quindi utile in caso di insufficienza venosa, flebiti, varici, capillari dilatati, emorroidi e ritenzione idrica.

La centella può essere assunta sotto foma di tisana, estratto secco o liquido e generalmente viene associata al mirtillo, al Ginkgo biloba e all’ippocastano.

 

Ippocastano per l’insufficienza venosa

Anche i semi dell’Aesculus hippocastanum sono un valido aiuto per alleviare i sintomi legati all’insufficienza venosa.

I semi dell’ippocastano contengono una miscela di saponine chiamata escina, oltre a tannini, flavonoidi e cumarine: grazie a questi componenti, l’ippocastano risulta efficace nell’aumentare il tono venoso, rinforzare la parete dei vasi e nel ridurre l’infiammazione, effetti che si traducono in una riduzione dei sintomi dell’insufficienza venosa.

L’ippocastano è dunque consigliato in caso di insufficienza venosa, flebiti, varici, emorroidi; si assume in tisana o estratto, spesso associato ad altre droghe come la centella, il ginkgo, l’olivo e il mirtillo.

I prodotti cosmetici a base di ippocastano vengono utilizzati per combattere cellulite e couperose.

 

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Foto: cokemomo / 123RF Archivio Fotografico