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La tutela dell'ambiente entra nella Costituzione

Se ne parla da anni, l'iter è lunghissimo, ma finalmente il Senato ha impresso un fondamentale passo avanti al ddl che introduce nella Costituzione italiana la tutela dell'ambiente e degli animali.

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©Fratello Gracco / Wikimedia Commons

Lo storico via libera da parte del Senato

L’iter legislativo è lunghissimo, come quello di qualsiasi modifica alla Costituzione. In questo caso è stato anche particolarmente tortuoso visto che si è dovuto scontrare con l’ostruzionismo orchestrato dalla Lega.

 

Il 9 giugno 2021, però, è stato segnato un passo importante. Perché, dopo il primo via libera della Commissione affari costituzionali, il Senato ha dato il via libera al ddl che introduce nella Costituzione la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi.

 

L’Aula si è espressa in modo compatto con 224 voti favorevoli, nessun contrario e 24 astenuti. Trattandosi di un ddl costituzionale, però, ora passerà alla Camera per la seconda delle quattro letture previste. L’iter richiederà un anno di tempo.

 

Come cambierà la Costituzione italiana

Le modifiche riguardano innanzitutto l’articolo 9, per cui “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”

 

Il ddl aggiunge altri tre commi: “Tutela l’ambiente e gli ecosistemi, come diritto fondamentale della persona e della comunità, promuovendo le condizioni che rendono effettivo questo diritto.

Persegue il miglioramento delle condizioni dell’aria, delle acque, del suolo e del territorio, nel complesso e nelle sue componenti, protegge la biodiversità e promuove il rispetto degli animali.

La tutela dell’ambiente è fondata sui princìpi della precauzione, dell’azione preventiva, della responsabilità e della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente”.

 

Interviene anche sull’articolo 41: “L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” e, secondo il nuovo testo, “alla salute e all’ambiente”.

 

Il secondo comma sancisce che “la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”; anche in questo caso, si dovrebbe aggiungere “e ambientali”.

 

L’entusiasmo delle associazioni ambientaliste

Il Senato ha dato prova di maturità riuscendo a comprendere come questi valori siano ormai parte integrante della nostra società e non possano più essere ritenuti secondari, come confermato dalle vigenti norme europee e dalla costante giurisprudenza”, commenta il Wwf tramite una nota, esortando la Camera a essere altrettanto rapida nel licenziare il testo. E ricordando come anche le leggi ordinarie – statali e regionali – debbano adeguarsi ai princìpi introdotti nella Costituzione.

 

Quello del 9 giugno è “un passo avanti verso un cambiamento epocale” anche secondo la Lav (Lega anti vivisezione). Un cambiamento per giunta pienamente coerente con il Trattato dell’Unione europea che riconosce gli animali come esseri senzienti.

 

“Mai come in questo tempo tanto difficile e complesso è emersa la evidenza che il mondo si salva, il futuro si costruisce se si riconoscono diritti condivisi”: questa la riflessione di Carla Rocchi, presidente di Enpa. “La tutela degli ecosistemi e della biodiversità sono obiettivi che non si possono raggiungere se non attraverso la tutela delle specie animali. Il volontariato animalista è tra i più aperti a questa evidenza proprio perché si misura ogni giorno nella difesa dei diritti dei più deboli tra i deboli”.