Intervista

Contro lo spreco alimentare, nasce la piattaforma NO.W No Waste!

L'impresa innovativa ThinkAbout ha realizzato una piattaforma dove gli alimenti destinati a diventare scarto, vengono messi a disposizione dei dipendenti delle aziende produttrici.

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Credit foto
©Think About

"Se è buono, non sempre è bello". È questo lo slogan adottato da ThinkAbout, realtà imprenditoriale innovativa nata a Milano, per promuovere soluzioni che combattono lo spreco alimentare.

In Italia, le dimensioni dello spreco ammontano a oltre 3,6 milioni di tonnellate, ovvero 14 volte il peso del Colosseo, e sono dovute per il 68% al consumo dei cittadini, il 19% ai punti vendita, il 6% alla ristorazione il 5% alla trasformazione alimentare, il 2% alla GDO e ai centri distributivi.

ThinkAbout si rivolge ai punti vendita, mettendo in contatto aziende etiche di qualsiasi settore con produttori di cibo per recuperare alimenti ancora consumabili prima che vengano smaltiti.

La prima iniziativa di ThinkAbout è stata quella di creare una piattaforma, NO.W! “NO Waste”, e a raccontarcela è il founder Andrea Briganti.
 

Solo per i lettori di Cure-Naturali

 

Qual è l’obiettivo di NO.W?

Il cuore del progetto NO.W! è la re-immissione sul mercato secondario di alimenti di qualità, ancora perfettamente consumabili ma che i produttori sarebbero altrimenti costretti a smaltire.

ThinkAbout mette in contatto aziende di qualsiasi settore con i produttori, sia di grandi sia di piccole dimensioni, per recuperare -lungo tutte le filiere- alimenti ancora consumabili prima che vengano smaltiti.
 

Come funziona?

Il meccanismo è semplice: ThinkAbout propone una vetrina, aggiornata settimanalmente, di alimenti destinati altrimenti all’alimentazione animale o alla distruzione che vengono messi a disposizione dalle aziende produttrici.

La vetrina non è però pubblica e aperta a chiunque, ma solo ai dipendenti di quelle imprese (dagli studi professionali o laboratori artigianali fino alle multinazionali) che hanno aderito al progetto NO.W!.

Nel dettaglio:

  1. il produttore ogni settimana comunica a ThinkAbout gli alimenti ancora buoni ma condannati allo spreco. ThinkAbout aggiorna la piattaforma NO.W! con i nuovi prodotti e la rende visibile ai dipendenti delle aziende aderenti.
  2. I dipendenti dell’azienda, collegandosi alla piattaforma, possono acquistare i prodotti con sconti fino al 50%. ThinkAbout riceve gli ordini e consegna la spesa direttamente in azienda o a casa entro 48 ore.
     

Quali prodotti si possono trovare?

Sulla piattaforma NO.W! vengono venduti prodotti alimentari confezionati ancora consumabili che rischiano di essere smaltiti perché in eccedenza, per scadenza ravvicinata, packaging difettoso o non conformità del prodotto.

Tutte motivazioni che non incidono sulla qualità intrinseca dei prodotti.
 

Quali sono i vantaggi di questo modello?

Il modello proposto da NO.W! garantisce la valorizzazione delle eccedenze alimentari sotto tre aspetti.
 

  1. Il primo è sicuramente quello della sostenibilità, poiché consente alle aziende che aderiscono al progetto di sviluppare comunicazione di filiera con i propri stakeholder in virtù dell’impatto positivo sull’ambiente e poiché evita sprechi e implementa l’economia circolare.
  2. Quello etico-sociale perché attraverso l’e-commerce, che consente l’acquisto di prodotti alimentari a prezzi fortemente scontati per i dipendenti delle aziende, si sollecitano comportamenti virtuosi e consumi etici e responsabili.
  3. Infine l’aspetto economico, per le aziende produttrici che vendono in aftermarket e i dipendenti delle aziende aderenti.
     

Come vengono misurati tali vantaggi?

Sotto il profilo ambientale i vantaggi offerti da NO.W! possono essere misurati sia dai produttori sia dalle aziende aderenti al progetto.

ThinkAbout sta elaborando un sistema, innovativo e proprietario, di metriche di life-cycle assessment che consentono il calcolo della riduzione della carbon foot-print per ogni singolo alimento sottratto allo spreco grazie alle azioni degli aderenti al progetto.

In concreto, per ogni acquisto di un prodotto destinato a uscire altrimenti dalla catena alimentare umana, sarà possibile calcolare i benefici in termini ambientali.

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