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LA166: a Potenza nasce la birra antispreco

LA166 è una birra sociale, realizzata con il pane invenduto dei panifici. Progetto dell'associazione Io Potentino Onlus, permette da un lato di ridurre lo spreco alimentare, dall'altro di aiutare chi si trova in situazioni di difficoltà economica.

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Credit foto
©Potentino Onlus

Una birra per contrastare lo spreco di cibo e, nel contempo, dare una mano a chi a bisogno. Si chiama LA166, ed è la prima birra lucana prodotta utilizzando parte del pane recuperato dalle attività di produzione e distribuzione.

Frutto della collaborazione fra l'associazione lo Potentino Onlus con il birrificio Basilisca di Potenza, prende il nome dalla legge Nazionale 166/2016, alias “legge Gadda”, nata allo scopo di ridurre gli sprechi alimentari e di altri prodotti in Italia.
 

LA166: una birra buona come il pane

Il lancio della Birra 166-una delle poche birre in Italia ad usare un’antica ricetta babilonese a base di pane- è avvenuto lo scorso 7 ottobre, con una degustazione in un noto locale potentino.

L'iniziativa è stata un successo: “600 bottiglie polverizzate in 24 ore”, ha affermato il team felice e sorpreso, mentre il birrificio Basilisca-anch'esso autenticamente lucano- si rimetteva prontamente all'opera per produrre una nuova scorta.

La birra sarà a breve disponibile per la distribuzione nei vari esercizi commerciali del territorio, ma è già possibile ordinarla, con consegna a partire dal 15 dicembre, attraverso un apposito canale di e-commerce

Secondo quanto annunciato, la birra non è che il primo prodotto di una più ampia linea antispreco, anch'essa chiamata LA166: un vero e proprio esempio di economia circolare, che diffonderà e racconterà prodotti alimentari di qualità, salvando le eccedenze di cibo dalla pattumiera.

C'è un'ulteriore particolarità, che aggiunge un risvolto solidale al beneficio ambientale di LA166: tutti i proventi saranno destinati al progetto Magazzini Sociali, attivo a Potenza dal 2014 e da allora impegnato nella lotta allo spreco alimentare, alla povertà e al disagio sociale delle fasce più deboli della popolazione. 

Le donazioni- registrate in un database- potranno essere tracciate grazie all'assegnazione di specifici barcode, che garantiranno la trasparenza della filiera di solidarietà. 
 

La legge Gadda

La legge 166/2016, nota come legge Gadda, consente “la donazione di prodotti invenduti, con difetti di confezionamento o con TMC (Termine Minimo di Conservazione) superato consentendo di destinare gli stessi primariamente al sostegno di quelle fasce della popolazione che vive una condizione fragilità economica”.

Ne consegue, da un lato, una riduzione degli sprechi di cibo; dall'altro, una forma di assistenza in più- a basso costoi per il sistema- per le fasce più deboli della popolazione.
 

I numeri dello spreco alimentare in Italia

Contribuire a contrastare lo spreco alimentare significa prendere parte a una battaglia che mira a sconfiggere uno dei maggiori paradossi dei nostri tempi.

Secondo l'ultimo rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market, nonostante il risultato storico che ha fatto registrare un decremento degli scarti di cibo in Italia di ben il 25%, il costo complessivo dello spreco in Italia ammonta a quasi 10 miliardi € annui.

Se, da un lato, la pandemia e il conseguente lockdown hanno orientato gli acquisti e i consumi nella direzione della morigeratezza, c'è ancora molta strada da fare per ridurre gli sprechi nel sistema alimentare.

L’istituto di ricerca GFK ha condotto recentemente una serie di indagini sul tema in quattro Paesi europei, tra cui l'Italia. La ricerca ha confermato che il pane- insieme a frutta e verdura- figura tra i prodotti che fanno registrare una maggiore incidenza di spreco

A fronte del fatto che fame e malnutrizione sono ancora una triste realtà in molte parti del mondo e che anche nel nostro Paese - dove sovrappeso, obesità e disturbi medici ad essi collegati sono all'ordine del giorno- l'indigenza costringe un numero crescente di persone a vivere di assistenzialismo
 

Quanto pane salva LA166

Riduzione a monte dei rifiuti e prevenzione degli scarti sono, dunque, alla base dei progetti #166 e Magazzini Sociali. Nel caso specifico, con 15 chili di pane avanzato si possono produrre circa 600 bottiglie di birra da 33 cl

Un numero di tutto rispetto per un prodotto che- come recita l'etichetta parlante ideata da un'agenzia di comunicazione e grafica del territorio-  “mette in rete solidarietà, sostenibilità ed eccellenze del territorio lucano, per portare nella tua casa prodotti alimentari che aiutano famiglie in difficoltà e fanno bene al nostro pianeta”. Un'iniziativa che- se implementata e replicata a dovere- potrà fare la sua parte in termini di economia circolare e di solidarietà.  
 

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