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La guida zero waste di Marevivo

Marevivo è un’associazione che tutela il mare e l’ambiente e che ha redatto una guida per attuare uno stile di vita zero waste. Scopriamola nel dettaglio.

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Credit foto
©Marevivo.it

Per quanto grandi, i nostri mari ci chiedono di essere difesi.  

 

Marevivo è una onlus nata con la finalità di tutelare il mare e l’ambiente. È attiva da oltre 35 anni con l’obiettivo di conservare le biodiversità, favorire lo sviluppo sostenibile e valorizzare le aree marine protette. Ma non è tutto: è un’associazione presente anche nella lotta all’inquinamento e nell’educazione ambientale

 

Per promuovere uno stile di vita sostenibile, dunque, Marevivo ha redatto anche una guida zero waste in cui vengono enunciati dei principi e delle buone norme comportamentali per ridurre gli sprechi. 

 

Riutilizzare gli oggetti, puntare su un’economia circolare, riciclare quello che viene buttato o riconsiderare ciò che realmente serve, ad esempio, sono alcuni pilastri di questa filosofia di pensiero.
 

Come si attua uno stile di vita (più) sostenibile

Un approccio zero waste permette di salvaguardare il pianeta, proteggendo al tempo stesso la salute della comunità e degli individui. Conservare le risorse naturali, ridurre l’inquinamento e promuovere la solidarietà, infatti, sono un buon punto di partenza per chi vuole approcciarsi a questa modalità di pensiero.

 

Nella guida curata da Marevivo, inoltre, si invita il consumatore a diventare consapevole, acquistando meno e - di conseguenza - riusando (e riutilizzando) di più. Zero waste, infatti, significa anche trovare soddisfazione da ciò che si possiede già, preferendo qualità a quantità.

 

Un approccio zero waste

In un’ottica di questo tipo, dunque, è importante anche ridurre il consumo quotidiano della plastica, sostituendo quest’ultima con altri materiali come vetro, bambù, acciaio, carta, alluminio, tela o rete. Via libera, dunque, a oggetti riutilizzabili, lavabili e riciclabili. 

 

Anche fare la spesa deve essere un’attività pensata e sensata: vanno ridotti gli imballaggi, ad esempio, a favore di ciò che è sfuso. In molte città sono attivi dei gruppi di acquisto solidali, senza contare che in tutto il territorio nazionale sono presenti anche molti negozi zero waste

 

Infine, prima di acquistare (o gettare) nuovi capi di abbigliamento si può aggiustare o rinnovare quello che è già presente nell’armadio, magari scambiando o regalando degli indumenti che non si utilizzano più a parenti e amici.  

 

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