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L'appello di 200 celebrities: non vogliamo tornare al pre-pandemia

Dalle pagine del quotidiano Le Monde 200 tra artisti e scienziati lanciano un appello per ripensare il futuro salvaguardando il Pianeta. Tra i firmatari Juliette Binoche, Madonna, Robert De Niro e Jane Fonda.

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©Le Monde

La crisi legata all’emergenza sanitaria in atto può essere un’occasione per cambiare stile di vita e per questo non va sprecata. Questo è il senso dell’appello lanciato sul quotidiano francese Le Monde da 200 celebrities internazionali.

 

Attori tra cui spiccano nomi quali Robert De Niro e Juliette Binoche, cantanti del calibro di Madonna, ma anche scienziati ed esponenti del mondo della cultura hanno condiviso un messaggio unico: "Ci sembra inimmaginabile tornare alla normalità".
 

Indietro non si può tornare

Questa posizione nasce dalla convinzione che il mondo stia andando verso un punto di rottura, con il rischio che possano estinguersi molte specie sulla Terra. Le celebrities che hanno firmato l’appello, infatti, sono concordi nel sostenere che l’inquinamento e il riscaldamento globale siano sintomi evidenti di una grave malattia del sistema.

 

Gli aggiustamenti non bastano più- si legge su Le Monde- perché il problema è sistemico. Ci vuole una riforma profonda degli obiettivi, dei valori e delle economie. La catastrofe ecologica in corso, infatti, fa parte di una metacrisi e il consumismo ci ha portati a negare la vita: quella dei vegetali, quella degli animali e quella di un gran numero di umani”.
 

Impegno globale, audacia e coraggio

L’iniziativa è stata lanciata da Juliette Binoche e dall'astrofisico Aurelién Barrau ed è stata sostenuta (anche) da molti personaggi noti del mondo dello spettacolo, del cinema e della moda. Tra i duecento firmatari, infatti, figurano tra gli altri Joaquin Phoenix, Ricky Martin, Eva Green, Penélope Cruz,Willem Dafoe e Christian Loubutin.

 

L’appello, dunque, è stato lanciato con la volontà di ripensare il futuro alla luce dell’emergenza in atto, affrontando contestualmente questioni come clima e diseguaglianze sociale. Perché se è vero che la pandemia è una tragedia, "la crisi ha il vantaggio di invitarci a far fronte alle domande essenziali".

 

Il testo del collettivo di artisti si concentra sulla battaglia ambientalista e sulle priorità future: “La trasformazione globale che si impone a tutti i livelli– si legge nell'appello- esige audacia e coraggio. E non avrà luogo senza un impegno di massa, perché è una questione di sopravvivenza, di dignità e di coerenza".

 

Nel post-pandemia, infatti, c’è il rischio che le diseguaglianze sociali aumentino. E per questo i firmatari concludono l’appello chiedendo di "uscire dalla logica insostenibile che ancora prevale, per lavorare a una profonda rifondazione degli obiettivi, dei valori e delle economie". 
 

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