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Olimpiadi e sostenibilità nel 2026

Le olimpiadi invernali del 2026, che si terranno a Milano-Cortina, promettono di essere le prime davvero sostenibili a livello ambientale. Siamo andati a scandagliare il dossier italiano per capire un po' meglio cosa significa.

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©inkdrop / 123rf.com

Olimpiadi invernali 2026 a Milano-Cortina

L’annuncio ufficiale, diramato il 24 giugno alle 18, è stato accolto da un’esplosione di gioia. Le Olimpiadi invernali 2026 si terranno in Italia: il Cio (Comitato Olimpico Internazionale) infatti ha preferito la candidatura di Milano-Cortina a quella di Stoccolma-Are, per 47 voti contro 34. 

 

La cerimonia di apertura sarà ospitata dallo stadio di San Siro, a Milano, le gare saranno disputate in tre regioni diverse (Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige) e la cerimonia di chiusura si terrà nella suggestiva Arena di Verona

 

Il nostro Paese torna così protagonista dello sport mondiale, a vent’anni esatti dalle Olimpiadi invernali di Torino 2006. Prima di allora, aveva già ospitato i giochi invernali a Cortina nel 1956 e quelli estivi a Roma nel 1960. 

 

Vuoi ospitare i Giochi? Punta sulla sostenibilità

Da allora, però, i tempi sono cambiati. Se in passato questi grandi eventi erano l’occasione per dare sfoggio del proprio prestigio costruendo opere faraoniche, oggi fin dal primo momento la sostenibilità ambientale è stata messa al centro.

 

La candidatura italiana, d’altra parte, ha conquistato la vittoria anche perché è in linea con le 40 raccomandazioni dell’Agenda Olimpica 2020 e con la New Norm, composta da 118 riforme sull’organizzazione dei Giochi.

 

Nell’auspicio del Cio, le Olimpiadi non vanno più considerate come un grande evento one-spot destinato a lasciare un deserto dietro di sé. Al contrario, devono diventare un motore di sviluppo a lungo termine per lo sport e, in un’ottica più allargata, per il territorio.  

 

L’altro faro da seguire è rappresentato dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che contiene i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdgs). 

 

Nel concreto, però, com’è possibile mettere in modo una macchina organizzativa così colossale limitando l’impatto ambientale? Per trovare una risposta, siamo andati a spulciare il dossier con la candidatura italiana.

 

La strategia green di Milano-Cortina

Tutti questi aspetti faranno capo al dipartimento dedicato alla sostenibilità e alla legacy olimpica, composto da una serie di figure multidisciplinari. Anche sulla scia di Expo 2015, Milano Cortina 2026 adotterà lo standard internazionale ISO 20121:2012 (specifico per i grandi eventi).

 

Scendiamo ancora di più nel dettaglio per approfondire le grandi aree in cui bisognerà lavorare in termini di sostenibilità. 

 

  • Infrastruttura e siti naturali. Come richiesto dalla legge, una commissione indipendente effettuerà una Vas (Valutazione Ambientale Strategica), per evitare che i lavori intacchino la biodiversità, il territorio e le foreste. E se le immagini satellitari sveleranno che qualche danno c’è stato, entreranno in gioco le misure di compensazione.

 

  • Approvvigionamento e gestione delle risorse. Le nuove strutture temporanee saranno progettate sulla base di specifici criteri ambientali, mentre quelle permanenti otterranno delle certificazioni relative al loro impatto ambientale e al loro consumo di energia.
    I fornitori che lavorano in modo etico, provengono dal territorio e hanno un ridotto impatto ambientale avranno una corsia preferenziale rispetto agli altri.
    Divieto assoluto di usare bicchieri, cannucce e piatti in plastica monouso: l’acqua sarà in brocche e tutte le stoviglie saranno lavabili oppure biodegradabili. 
    Milano Cortina 2026 si impegna a riciclare il 100% dei rifiuti urbani e l’80% degli imballaggi, percentuali superiori rispetto a quelle prefissate dall’Europa. Con la collaborazione di alcune Onlus, punta anche ad azzerare gli sprechi alimentari
    Fin da quattro anni prima dei Giochi, ci sarà già un programma per dare una seconda vita ai vari oggetti utilizzati: schermi, computer, attrezzature sportive, vestiti ecc.  

 

  • Trasporti. Tutti coloro che frequenteranno le Olimpiadi, da addetti ai lavori o da spettatori, potranno spostarsi in modo sicuro, sano e sostenibile. Questa è la promessa. Tramite un'app, gli appassionati potranno acquistare un pacchetto che dà loro accesso a mezzi pubblici, bike sharing, car sharing, car pooling e taxi

 

  • Lavoro. Insieme ai sindacati, l’organizzazione vuole garantire contratti regolari, parità di genere e sicurezza. Alla fine della manifestazione, cercherà di ricollocare i lavoratori.

 

  • Clima. Milano Cortina 2026 definirà una strategia per controllare le emissioni di CO2 e ridurle il più possibile, per esempio usando energia da fonti rinnovabili e luci a led. L’obiettivo, ambizioso ma raggiungibile con le pratiche di compensazione, è quello della carbon neutrality.

 

L’adesione allo Sports for climate action framework

Il 28 settembre 2021 è arrivata un’altra notizia di rilievo, mentre a Milano si aprivano i lavori di Youth4Climate: driving ambition, l’evento speciale dedicato ai giovani in vista della Cop 26 di Glasgow
Proprio in una giornata in cui l’attenzione era tutta puntata sul clima, la Fondazione Milano-Cortina 2026 ha annunciato di aver aderito all’iniziativa Sports for Climate Action lanciata dall’Unfccc, la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

 

Questa campagna vuole far sì che lo sport contribuisca in modo determinante al percorso collettivo verso la carbon neutrality, puntando su due grandi obiettivi:

  • Far convergere l’intera comunità sportiva internazionale su una chiara traiettoria per il contrasto ai cambiamenti climatici. Una traiettoria che impone di misurare, ridurre e rendicontare le emissioni di gas serra del mondo dello sport, al fine di renderla coerente con il contenimento del riscaldamento globale “ben al di sotto” dei 2 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali, come prevede l’Accordo di Parigi.
  • Usare lo sport come strumento per creare coesione e collaborazione attorno all’azione per il clima. 

 

Queste due missioni sono declinate in cinque princìpi:

  1. Intraprendere sforzi sistemici per promuovere una maggiore responsabilità ambientale.
  2. Ridurre l’impatto complessivo sul clima.
  3. Educare all’azione per il clima.
  4. Promuovere il consumo sostenibile e responsabile.
  5. Essere fautori dell’azione per il clima attraverso la comunicazione.

 

Per facilitare questo cambiamento, la Sports for Climate Action Initiative istituirà un forum collaborativo dove le varie istituzioni sportive potranno scambiarsi idee, buone pratiche e strumenti per diminuire il proprio impatto sul clima, collaborando sulle aree di interesse comune. I firmatari al momento sono 270, guidati dal Comitato olimpico internazionale (Cio). 

 

Certo, ora siamo soltanto al momento zero, e il lavoro da fare sarà immenso. Ma anche noi, da osservatori e cittadini, possiamo fare la nostra parte: informandoci, facendo domande, entrando nell'ottica per cui questo grande palcoscenico internazionale è anche nostro e va trasformato in un'occasione di crescita. Tutti insieme, in pieno spirito olimpico. 

 

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