Articolo

Le novità per i pazienti cronici in Lombardia

Lettera dall'ATS territoriale per i pazienti cronici in Lombardia: ecco in breve cosa riguarda la riforma del "gestore" e quali novità porterebbe con sé.

Le novità per i pazienti cronici in Lombardia

Malati cronici, novità in Lombardia

L'aumento continuo di casi di cronicità - come indica il sito dell Regione Lombardia sono circa 3,5 milioni le persone affette da patologie croniche che impegnano il sistema sociosanitario con differenti bisogni di cura - il mutare delle condizioni demografiche, la necessità di alleggerire il sistema sanitario e lo sviluppo e la diffusione d'uso delle nuove tecnologie, hanno portato la Regione Lombardia a istituire un nuovo processo di assistenza per i pazienti cosiddetti cronici. 

L'obiettivo è quello di miglirare la qualità del servizio di assistenza per tali pazienti, ma anche di alleggerire il sistema sanitario, in quanto oggi, la cura di queste persone, assorbe circa il 70% delle risorse.

Si tratta di una riforma riguardante i malati cronici, ovvero persone che devono sottoporsi regolarmente a controlli periodici o terapie farmacologiche ricorrenti, monitoraggi continui e a scadenze definite. Per fare in modo che queste persone continuino e incrementino la possibilità di essere assistite nel modo migliore possibile, in Lombardia è stato attivato un percorso di presa in carico dedicato

 

Leggi anche Medicina Naturale >>

 

Lettera per il percorso di presa in carico 

Come indica un video pubblicato sul sito della Regione Lombardia, arriverà, o è arrivato, a casa di  alcunicittadini che soffrono di patologie croniche una lettera attraverso la quale si potrà scegliere se aderire o meno a questo percorso di presa in carico delle cronicità e fragilità.

In particolare, a partire dal 15 gennaio 2018, i cittadini con patologie croniche assistiti in Lombardia da almeno due anni, sono invitati dall' Agenzia di Tutela della Salute (la nuova ATS) territorialmente competente ad aderire alla nuova opportunità di avere un "gestore".

 

Tutor-gestore: sì o no al manager del malato cronico

Accettato l’invito, il cittadino sceglierà il "gestore" - che potrà essere un medico, un pediatra (per la verità una bassa percentuale di questi ha aderito alla nuova riforma, come riporta Il Corriere.it) o una struttura ospedaliera e assistenziale privata o pubblica - incaricato di seguire i suoi bisogni di salute, con il quale sottoscriverà un “Patto di Cura” di validità annuale.

Successivamente verrà anche redatto il “Piano di Assistenza Individuale” (PAI), con tutte le prescrizioni necessarie alla gestione delle patologie croniche di cui il malato soffre. Da quel momento il gestore accompagnerà il paziente nel percorso di cura, programmando visite, esami ( indicati in una lista che include quelli inserenti alla patologia ) ed altro, affiancandolo nel corso del suo personale piano terapeutico. 

La persona che riceverà la suddetta lettera, potrà anche rifiutare il percorso assistenziale indicato e quindi dire no al gestore, semplicemente non rispondendo alla lettera e continuando a fare riferimento al proprio medico di base per le cure a l'assistenza.

La questione in sè resta ancora piuttosto complessa, in tanti parlano di "flop" sanitario ( Corriere.it) e lo stesso TAR (Quotidianosanità.it) aveva respinto il ricorso portato avanti da varie associazioni contro questa riforma. 

 

Leggi anche

> Disuguaglianze sanitarie in Italia 
Medicina antroposofica