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La medicina ayurvedica: principi e riconoscimento in Italia e nel mondo

Intervista al Dott. Antonio Morandi, medico, neurologo ed Ayurveda Vaidya, sulla medicina ayurvedica, i suoi benefici e il suo riconoscimento in Italia e nel mondo al giorno d'oggi

La medicina ayurvedica: principi e riconoscimento in Italia e nel mondo

Antonio Morandi, medico neurologo e Direttore dal 2001 della Scuola di Medicina Ayurvedica Ayurvedic Point, e Presidente della Società Scientifica Italiana di Medicina Ayurvedica, SSIMA di Milano, risponde ad alcune domande riguardo alla medicina ayurvedica, il suo uso e la sua diffusione in Italia e nel mondo.

antonio morandi

 

Che cos’è l’Ayurveda?

L’Ayurveda è l’antico sistema terapeutico tradizionale indiano, la cui dottrina risale ad un’epoca molto lontana e la sua sistematizzazione avvenne attorno al 2000 a.C. in India.

ll termine Ayurveda deriva dal sanscrito Veda “conoscenza” e Ayu “vita”, intesa come “scienza della conoscenza della vita”. La vita è la continua interazione tra corpo, organi di senso, mente e anima. L’Ayurveda si prefigge quattro scopi fondamentali: prevenire le malattie, curarle, mantenere la salute, promuovere la longevità. Per fare ciò occorre raggiungere un equilibrio delle energie del corpo e della mente.

Tali energie derivano da una combinazione variamente articolata dei Cinque Elementi di base (etere/spazio, aria, fuoco, acqua e terra) e vengono espresse nei tre principi, chiamati Dosha, che possiamo definire come espressioni bioenergetiche che, per struttura e caratteristiche proprie, governano le funzioni psico-fisiologiche dell’individuo.

Secondo l’Ayurveda l’individuo è l’espressione unica e irripetibile della combinazione di questi tre principi fondamentali (Dosha): Vata, Pitta e Kapha, la cui prevalenza identifica varie tipologie costituzionali.

Recenti studi scientifici mostrano che persone con prevalenza Vata, Pitta o Kapha, presentano un corredo genetico diverso, che spiega una differente espressione genica in geni dell’area del metabolismo, trasporto cellulare, immunità, ciclo cellulare etc.

Chi parteciperà al terzo congresso internazionale di Ayurveda (Milano dal 17  al 19 settembre) avrà modo di ascoltare direttamente gli autori dei lavori scientifici. Conoscere quali sono le predisposizioni a determinate patologie, attraverso l’analisi della propria tipologia costituzionale, può aiutare a scegliere un’alimentazione e uno stile di vita adatto a noi.

 

In cosa ci aiuta l’Ayurveda?

In tutto. Lo comprendiamo se conosciamo la sua suddivisione in otto branche: la tossicologia (Agadatantra), la pediatria (Baalatantra), la chirurgia generale (Shalyatantra), la medicina interna (Kaayachikitsa), la psichiatria (Bhutavidya), le malattie di capo e collo (Saalaakyatantra), il trattamento della fertilità (Vaajikarana), il trattamento per il ringiovanimento dei tessuti (Rasaayanatantra).

L’Ayurveda indica al paziente come mantenere il suo stato di salute attraverso la conoscenza di sé e della propria costituzione e come recuperare la propria capacità di autoguarigione, attraverso uno “specchio intelligente” rappresentato dal medico.

Ma l’Ayurveda è soprattutto uno stile di vita, una filosofia dell’esistere che conduce al conseguimento della salute e dell’equilibrio psicofisico, che si avvale di pratiche quotidiane finalizzate alla prevenzione delle malattie e dell'invecchiamento, all'eliminazione delle tossine accumulate e alla limitazione della loro futura formazione.

Nutrizione, utilizzo di piante medicinali, trattamenti fisici esterni come i massaggi (Abyangam) effettuati con oli e tecniche particolari, terapie disintossicanti (Panchakarma), tecniche di purificazione e Asana yoga sono quanto consigliato per il raggiungimento dello stato di salute.

Per esempio la routine igienica quotidiana mattutina (Dinacharya), come la pulizia della lingua con il nettalingua e la tecnica dell’automassaggio, oppure bere acqua calda durante il giorno sono abitudini semplici ed economiche meravigliosamente purificanti per l’organismo.

 

L’Ayurveda è riconosciuta nel mondo e in Italia?

Circa un terzo della popolazione mondiale si cura con l’Ayurveda. L’Organizzazione Mondiale della Sanità già da tempo riconosce la Medicina Ayurvedica e in un recente documento ha invitato i governi a integrare le medicine tradizionali e non convenzionali nei sistemi sanitari nazionali, per un approccio al paziente più completo basato in primo luogo sulla prevenzione.

In Italia la medicina Ayurvedica è riconosciuta come atto medico dalla Federazione degli Ordini dei Medici (FNOMCeO) dal 2002. Ancora molti sono i passi da compiere tuttavia per rendere l’Ayurveda fruibile per tutti, come già accade in altri paesi europei (in Germania è praticata presso l’Ospedale Universitario Charitè di Berlino, in Svizzera è riconosciuta dalle Casse Malati). La libertà di scelta terapeutica del cittadino è un diritto fondamentale così come quella del medico di scegliere, in scienza e coscienza, il metodo migliore di cura.

A questo scopo, la Società Scientifica Italiana di Medicina Ayurvedica (SSIMA), membro del comitato permanente di consenso sulle medicine non convenzionali, si propone di essere interlocutore presso le istituzioni, in particolar modo nella attuale fase di definizione della legislazione sulle medicine non convenzionali.

Più complessa la situazione per il riconoscimento dei terapisti ayurvedici, i cui criteri sono ora sotto discussione dell’Uni (ente italiano di normazione, che si occupa delle attività professionali non regolamentate): anche per questo è importante che medici e terapisti ayurvedici, operatori delle medicine non convenzionali e pazienti interessati alla medicina integrata/collaborativa si riuniscano al Congresso Internazionale di Ayurveda, un’occasione unica per confrontarsi con ospiti di fama internazionale, ma anche per dare la giusta visibilità alla cultura ayurvedica e al suo valore terapeutico e scientifico.

A livello istituzione, il Congresso vanta il patrocinio dell’Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Fisiopatologia Chirurgica e dei Trapianti, dell’Università Milano-Bicocca, Osservatorio per i Metodi per la Salute OSMESA, dell’Ospedale Immanuel associato all’Università Charitè di Berlino, e delle più prestigiose università ayurvediche indiane.

 

Ma di cosa si parlerà esattamente al Congresso?

Tanti i temi affrontati! Si inizia il 16 settembre con tre workshop, presso la sede di AyurvedicPoint, scuola per medici e terapisti: il primo, consigliato anche agli appassionati di yoga, è tenuto dal Dr R.Manohar e guiderà attraverso l’affascinante mondo dei testi classici in sanscrito; il secondo con Dr N.Nambi tratterà la tematica del Pancakarma (pratica di depurazione); e il terzo del Dr Atreya Smith sarà sul mondo delle erbe occidentali rivisitate in chiave ayurvedica.

I lavori del congresso inizieranno il 17 settembre, presso Villa Torretta Sesto S.Giovanni (Milano) e continueranno sino al 18 settembre suddivisi in tre grandi sessioni (Nuovi concetti, Ricerca di base, Studi clinici) con la partecipazione dei più grandi clinici e ricercatori a livello mondiale sull’Ayurveda. Sarà inoltre presente un’area espositiva aperta al pubblico “Expo Salute futura”, divisa in quattro aree (Salute, Alimentazione naturale, Cultura, Formazione) con conferenze divulgative ad ingresso libero.

Sabato 17 alle 21.30 presso l’auditorium del Grand Hotel Villa La Torretta si terrà il concerto di musica indiana per Sitar e Tabla, tenuto dai maestri Paolo Avanzo – Sitar, Maurizio Murdocca – Tabla e Maria Antonietta De Checchi - Tampura, musicisti di fama internazionale.

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