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Medicina ayurvedica: principi e riconoscimento in Italia e nel mondo

Il sentiero del riconoscimento della medicina tradizionale in Occidente procede in maniera asincrona e non in tutti i Paesi la medicina ayurvedica, ad esempio, è riconosciuta e praticata sotto le stesse tutele. Vediamo com'è la situazione nel nostro Paese.

Ayurveda regolamento

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© Olena Yakobchuk / 123rf.com

L'Ayurveda e l'India

L’Ayurveda è l’antico sistema terapeutico tradizionale indiano, la cui dottrina risale a un’epoca molto lontana e la sua sistematizzazione avvenne attorno al 2000 a.C. in India.

 

Il termine Ayurveda deriva dal sanscrito Veda “conoscenza” e Ayu vita”, intesa come “scienza della conoscenza della vita”. L’Ayurveda si prefigge quattro scopi fondamentali:

  • prevenire le malattie,
  • curarle,
  • mantenere la salute,
  • promuovere la longevità.

 

Per fare ciò occorre raggiungere un equilibrio delle energie del corpo e quelle interiori. 

 

Tali energie derivano da una combinazione variamente articolata dei Cinque elementi di base, identificati con etere, aria, fuoco, acqua e terra, che vengono espresse nei tre principi, chiamati Dosha, definibili come espressioni bioenergetiche che, per struttura e caratteristiche proprie, governano le funzioni psico-fisiologiche dell’individuo. 

 

Secondo l’Ayurveda l’individuo è l’espressione unica e irripetibile della combinazione di questi tre principi fondamentali o Dosha: Vata, Pitta e Kapha, la cui prevalenza identifica varie tipologie costituzionali.

 

Recenti studi scientifici mostrano che persone con prevalenza Vata, Pitta o Kapha, presentano un corredo genetico diverso, che spiega una differente espressione genica delle aree del metabolismo, del trasporto cellulare, dell'immunità, del ciclo cellulare.

 

Ayurveda e salute

Le otto branche in cui si suddivide l'Ayurdeva fanno di esso una scienza completa includendo tutta le geografia della salute umana:

  • Tossicologia (Agadatantra),
  • pediatria (Baalatantra),
  • chirurgia generale (Shalyatantra),
  • medicina interna (Kaayachikitsa),
  • psichiatria (Bhutavidya),
  • studio dell malattie di capo e collo (Saalaakyatantra), 
  • trattamento della fertilità (Vaajikarana),
  • trattamento per il ringiovanimento dei tessuti (Rasaayanatantra).

 

Il medico ayurvedico indica al paziente come mantenere il proprio stato di salute attraverso la conoscenza di sé e della propria costituzione e come recuperare la propria capacità di autoguarigione.

 

Ma l’Ayurveda è soprattutto uno stile di vita che conduce al conseguimento della salute e dell’equilibrio psicofisico, che si avvale di pratiche quotidiane finalizzate alla prevenzione delle malattie e dell'invecchiamento, all'eliminazione delle tossine accumulate e alla limitazione della loro futura formazione. 

 

Nutrizione, utilizzo di piante medicinali, trattamenti fisici esterni come i massaggi (Abyangam) effettuati con oli e tecniche particolari, terapie disintossicanti (Panchakarma), tecniche di purificazione e Asana dello Hatha Yoga sono quanto consigliato per il raggiungimento dello stato di salute.

 

Per esempio la routine igienica quotidiana mattutina (Dinacharya), come la pulizia della lingua con il nettalingua e la tecnica dell’automassaggio, oppure bere acqua calda durante il giorno sono abitudini semplici per mantenere l’organismo purificato. 

 

Riconoscimento dell'Ayurveda in Italia e nel mondo

Circa un terzo della popolazione mondiale si cura con l’Ayurveda e L’Organizzazione Mondiale della Sanità già da tempo riconosce la Medicina Ayurvedica, infatti in un recente documento ha invitato i governi a integrare le medicine tradizionali e non convenzionali nei sistemi sanitari nazionali, per un approccio al paziente più completo basato in primo luogo sulla prevenzione

 

In Italia la medicina Ayurvedica è riconosciuta come atto medico dalla Federazione degli Ordini dei Medici (FNOMCeO) dal 2002. Ancora molti sono i passi da compiere tuttavia per rendere l’Ayurveda fruibile per tutti, come già accade in altri paesi europei (in Germania è praticata presso l’Ospedale Universitario Charitè di Berlino, in Svizzera è riconosciuta dalle Casse Malati). A questo scopo, la Società Scientifica Italiana di Medicina Ayurvedica (SSIMA), membro del comitato permanente di consenso sulle medicine non convenzionali, si propone di essere interlocutore presso le istituzioni, in particolar modo nella attuale fase di definizione della legislazione sulle medicine non convenzionali.

 

Al momento, per fare il punto della situazione, esistono proposte di legge sulla regolamentazzione dell'Ayurveda, che però sono da lungo tempo in fase di stallo. Manca pertanto una standardizzazione per quanto riguada riconoscimenti, licenze e certificazioni, situazione che permette a un grande numero di centri, operatori e scuole, di natura molto diversa tra loro, di operare ancora con un discreto margine di libertà nel panorama dei trattamenti alternativi. 

 

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