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Occhi rossi da piscina o salsedine: l'alternativa naturale ai colliri chimici

Gli occhi rossi dopo una giornata trascorsa in piscina o al mare sono un disturbo molto comune, soprattutto nei mesi estivi, quando gli occhi vengono sottoposti per molte ore a diversi fattori irritanti contemporaneamente: il contatto con il cloro, l’acqua salata, il vento, la sabbia e la luce solare intensa può alterare temporaneamente il delicato equilibrio della superficie oculare, provocando bruciore, arrossamento e una fastidiosa sensazione di secchezza.

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©Foto di antondotsenko su iStock

Nella maggior parte dei casi si tratta di un’irritazione transitoria che tende a risolversi spontaneamente, ma il disagio può essere intenso e spingere molte persone a utilizzare colliri per risolvere rapidamente il problema, ma questi prodotti, soprattutto quelli vasocostrittori, agiscono principalmente sul sintomo riducendo momentaneamente il rossore, senza intervenire sulla causa dell’irritazione e, se usati frequentemente, possono non essere la scelta più indicata.
Prima di ricorrere automaticamente a soluzioni farmacologiche, esistono alcuni accorgimenti delicati che possono aiutare a favorire il recupero naturale dell’occhio, come impacchi freschi, corretta igiene oculare e misure preventive durante l’esposizione all’acqua. Tuttavia, è importante ricordare che anche i rimedi naturali devono essere utilizzati con attenzione: non tutto ciò che è naturale è necessariamente adatto per essere applicato direttamente sugli occhi.
 

Perché cloro e acqua di mare irritano gli occhi

L’occhio è un organo particolarmente sensibile in quanto la sua superficie esterna è costantemente protetta dal film lacrimale, una sottile pellicola composta da acqua, lipidi e sostanze nutritive che mantiene la cornea idratata e contribuisce alla difesa contro gli agenti esterni. Quando questo equilibrio viene alterato da sostanze chimiche, sale, impurità o condizioni ambientali sfavorevoli, possono comparire rossore e fastidio.
Nelle piscine l’irritazione viene spesso attribuita esclusivamente al cloro, ma il fenomeno è più complesso: il cloro viene utilizzato per disinfettare l’acqua, ma quando entra in contatto con residui organici presenti sulla pelle e nel corpo dei bagnanti, come sudore, creme solari e cosmetici, può formare composti chiamati clorammine e sono proprio queste sostanze volatili, presenti soprattutto nelle piscine molto frequentate o poco ventilate, a contribuire alla caratteristica sensazione di bruciore agli occhi.
L’acqua di mare provoca invece un’irritazione legata soprattutto all’elevata concentrazione di sali: la salsedine può richiamare acqua dalla superficie oculare alterando temporaneamente l’idratazione della cornea e della congiuntiva. Il risultato può essere una sensazione di secchezza, pizzicore o corpo estraneo, spesso descritta come “sabbia negli occhi”.
A peggiorare la situazione possono intervenire anche altri elementi tipici delle giornate al mare o in piscina, come il vento, che accelera l’evaporazione delle lacrime, la sabbia, che può entrare nell’occhio causando irritazione meccanica oppure i raggi ultravioletti, che sottopongono gli occhi a stress ossidativo.
 

Impacchi e rimedi naturali per lenire rossore e bruciore

Quando compare il rossore, l’obiettivo principale è ridurre l’irritazione e permettere alla superficie dell’occhio di recuperare il proprio equilibrio: nelle situazioni lievi, alcuni semplici interventi possono offrire sollievo senza ricorrere immediatamente a prodotti specifici contro il rossore.
Uno dei rimedi più utilizzati è l’applicazione di impacchi freddi sugli occhi chiusi: il fresco esercita un effetto calmante sulla zona perioculare, può contribuire a diminuire la sensazione di calore e attenuare un eventuale lieve gonfiore. Per farlo in modo corretto è sufficiente utilizzare un panno morbido e pulito inumidito con acqua fresca, lasciandolo appoggiato sugli occhi per alcuni minuti.
È importante però evitare alcune pratiche diffuse ma non sempre sicure: applicare direttamente sull’occhio sostanze preparate in casa, come infusi di camomilla o altri rimedi fai-da-te, può introdurre particelle o contaminanti e aumentare il rischio di irritazione. La superficie oculare, infatti, richiede prodotti sterili e formulati specificamente per il contatto con gli occhi.
Un altro gesto utile è il risciacquo con soluzione fisiologica sterile o acqua pulita, soprattutto dopo il bagno in piscina o in mare. Questo aiuta a rimuovere residui di sale, cloro e altre sostanze che possono rimanere sulla superficie dell’occhio.
Quando il problema principale è la sensazione di secchezza, possono essere utili anche lacrime artificiali prive di conservanti, che aiutano a ripristinare l’idratazione dell’occhio: pur non essendo un rimedio naturale in senso stretto, rappresentano spesso una soluzione più delicata rispetto all’uso frequente di colliri vasocostrittori.
 

Come prevenire le irritazioni durante le giornate in acqua

Prevenire il rossore agli occhi dopo piscina o mare è spesso più semplice che intervenire quando l’irritazione è già comparsa. Piccoli comportamenti quotidiani possono ridurre il contatto dell’occhio con sostanze irritanti e preservare più a lungo l’equilibrio del film lacrimale.
In primis, gli occhialini da nuoto rappresentano una delle strategie più efficaci perché creano una barriera fisica tra la superficie oculare e l’acqua e sono particolarmente utili per chi trascorre molte ore in piscina, pratica nuoto regolarmente o tende ad avere occhi sensibili.
Anche alcune abitudini apparentemente banali possono fare la differenza:

  • sciacquare il viso con acqua dolce dopo il bagno per eliminare residui di sale o cloro;
  • evitare di strofinare gli occhi, perché il gesto può aumentare l’infiammazione;
  • rimuovere eventuali residui di crema solare vicino agli occhi;
  • evitare di nuotare con le lenti a contatto, perché possono trattenere microrganismi e aumentare il rischio di infezioni.
  • Una corretta idratazione e pause regolari dall’esposizione al sole - magari utilizzando occhiali da sole certificati con protezione dai raggi UV -  aiutano inoltre a limitare la secchezza oculare, soprattutto nelle giornate molto calde e ventose.


 

Quando rivolgersi all'oculista per occhi rossi persistenti

Nella maggior parte dei casi il rossore agli occhi causato da piscina o mare migliora nell’arco di poche ore, tuttavia, quando il rossore persiste, peggiora o si associa ad altri sintomi, potrebbe non trattarsi più di una semplice irritazione dovuta all’acqua.
È consigliabile rivolgersi a un oculista se compaiono segnali come dolore significativo, vista annebbiata, forte sensibilità alla luce, secrezioni anomale o una sensazione continua di corpo estraneo nell’occhio: un controllo specialistico permette di distinguere un’irritazione temporanea da condizioni che richiedono un trattamento specifico, come alcune forme di congiuntivite o infiammazioni della cornea.
Prendersi cura degli occhi dopo l’esposizione a cloro e salsedine significa combinare prevenzione, igiene corretta e attenzione ai segnali che il corpo invia: nella maggior parte dei casi bastano pochi accorgimenti, ma quando il disturbo non passa è importante non sottovalutarlo.