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Coronavirus, cosa sappiamo

Come riconoscere i sintomi provocati dal coronavirus (2019-nCoV) e come proteggersi evitando la diffusione dell’epidemia.

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©Abhijith Ar /123rf - Dettaglio del virus Sars, il cui Coronavirus è un nuovo ceppo

Il coronavirus è un particolare virus di cui esistono diverse varianti, tra cui il recente novel coronavirus (2019-nCoV) di cui l'Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato lo stato di pandemia nel marzo 2020. Gli esperti ritengono che l’infezione - identificata per la prima volta nel 2019 a Wuhan, nella Cina Centrale - sia stata trasmessa originariamente da animali infetti all’uomo. 


L'agente patogeno appartiene alla stessa famiglia della Sars (Severe Acute Respiratory Syndrome), un’epidemia che tra il 2002 e il 2003 causò circa 800 morti e 8000 contagi e con la quale il coronavirus sembra avere in comune circa l’80% del quadro genetico.
 

Sintomi del coronavirus 2019-nCoV

Come la Sars, anche questo virus colpisce inizialmente il sistema respiratorio. I principali sintomi riscontrati dai soggetti infetti, quindi, sono tosse secca persistente, febbre, mal di gola ed insufficienza respiratoria. Nei casi più gravi, come riferisce l'Istituto superiore di sanità, può causare polmonite e sindrome respiratoria acuta grave.  

 

Al momento non esiste un vaccino per il coronavirus, ma per individuare la presenza dell’agente patogeno è possibile fare dei test diagnostici mirati
 

Come si trasmette il virus

Un team di ricercatori cinesi sostiene che il virus sia trasmesso inizialmente dai serpenti all’uomo e ad altri animali (come ad esempio i gatti), ma altri esperti contestano il fatto che non ci siano prove sufficienti a sostegno di questa teoria. L'ipotesi a oggi più probabile è che il virus sia stato trasmesso dal pipistrello all'uomo, non è precisato se per via diretta o secondo altre specie intermediarie.

 

Di certo il coronavirus si trasmette attraverso il contatto diretto con una persona infetta. Per questo motivo, onde evitate la diffusione dell’epidemia, i soggetti che hanno contratto il virus devono essere messi in quarantena. Inoltre, secondo Epicentro, il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica, il contagio avviene attraverso la saliva, le feci, ma anche toccando un oggetto contaminato e portando poi le mani alla bocca o al viso senza prima averle lavate adeguatamente.  
 

Come evitare il contagio

Le raccomandazioni generali per evitare un possibile contagio sono di carattere generale. È buona prassi, infatti, lavare spesso e accuratamente le mani, utilizzare apposite mascherine nei luoghi pubblici, gettare i fazzoletti dopo il loro utilizzo ed evitare il contatto diretto con persone malate. 


Inoltre, è opportuno non consumare carne e pesce crudi, frutta e verdura non lavate, così come rivolgersi ad uno specialista se si teme di essere stati contagiati, avendo cura di disinfettare eventuali superfici potenzialmente contaminate. 


Per chi necessita di ulteriori informazioni, è attivo 7 giorni su 7 il numero verde 1500 del Ministero della Salute. 

 

La Fase 2 in Italia

In Italia il lockdown è iniziato il 10 marzo e attualmente gli esperti stanno studiando come verrà attuata la fase successiva a partire dal 4 maggio.

 

Un’ipotesi prevede delle riaperture differenziate per macroaree e un eventuale monitoraggio dopo 15 giorni, con la possibilità di ulteriori chiusure qualora ci siano ripercussioni negative sul numero dei contagi. Tuttavia, nelle zone in cui la diffusione del virus è maggiore, è possibile che vengano confermate misure più stringenti - anche per quel che riguarda mobilità e spostamenti - al contrario di altre aree meno colpite.

 

Stando all'epidemiologo Giovanni Rezza dell'Istituto superiore di Sanità (Iss), inoltre, nella “fase due” sarà importante “rafforzare soprattutto il controllo del territorio con l'identificazione rapida dei focolai, test, rintraccio e isolamento dei contatti e azioni di contenimento ed eventuale creazione di  zone rosse. Ripensando e riorganizzando l’organizzazione della vita sia nei trasporti che nel lavoro e nelle attività quotidiane”. 

 

Nella seconda metà di aprile in Italia abbiamo assistito alla diminuzione del numero di contagi. Il picco nel nostro Paese è stato raggiunto ai primi del mese e i dati confortanti rispetto ai nuovi positivi permette di pensare all'attuazione della Fase 2. Al 20 aprile il ministero della Sanità italiano ha confermato 181.228 casi totali dall'inizio della pandemia mentre 108.237 le persone attualmente positive, 24.114 deceduti e 48.877 i guariti.

 

Come nel mondo si affronta la pandemia

In diversi Paesi d'Europa la Fase 2 è già iniziata con le prime riaperture in Germania, Danimarca e Austria. La Norvegia ha iniziato ad aprire nuovamente le scuole materne, mentre in Italia la riapertura delle scuole è prevista a settembre con molta probabilità.

 

Facendo una stima dei morti a causa del virus e delle persone che hanno contratto l’infezione a livello mondiale, gli ultimi dati riportati dalla Johns Hopkins University parlano di oltre 165mila decessi e di oltre 2,4 milioni di persone contagiate. 

 

Non solo post lock-down e riaperture: l’attenzione è rivolta gli Stati Uniti. Il numero di morti è superiore a ogni altra nazione al mondo e Donald Trump ha accusato l'Organizzazione mondiale della sanità di “aver portato avanti la disinformazione della Cina riguardo al coronavirus" coprendone i ritardi e le inefficienze e manifestando un’eccessiva vicinanza a Pechino.

 

Per difendere il direttore generale dell’Oms è sceso in campo l’ONU, ma questo non è stato sufficiente a far rientrare la situazione: gli USA, infatti, il presidente americano ha deciso di sospendere i finanziamenti all'istituzione internazionale per un periodo compreso tra 60 e 90 giorni, ovvero fino a quando Washington non avrà avuto modo di studiare come l'organizzazione ha reagito all’insorgere della pandemia in atto.

 

Una decisione, quella del presidente Trump, che ha destato dure reazioni in tutto il mondo, a partire dalla Finlandia che si è dichiarata disponibile ad incrementare gli aiuti all’organizzazione, fino alla Russia, che ha preso le distanze dal comportamento americano. Il viceministro degli Esteri russo Sergej Rjabkov, infatti, ha definito “molto allarmante la dichiarazione di Washington sulla sospensione dei finanziamenti all'Oms, segno di un approccio egoista delle autorità statunitensi a ciò che sta accadendo nel mondo nel pieno della pandemia”.

 

Nel mondo, intanto, la società si mobilità con ogni mezzo. E' stato un grande successo di raccolta fondi la maratona che ha radunato oltre ottanta artisti di tutto il mondo per sostenere l’Oms con “One World - Together at Home”, uno spettacolo monstre promosso da Lady Gaga andato in onda sabato 18 aprile live e in streaming su milioni di device e televisioni.

 

Otto ore di musica e quasi novanta canzoni: ogni artista ha realizzato la propria esibizione con un video registrato a casa, dando vita a un mega evento benefico. Tra gli altri si sono avvicendati cantanti come Elton John, i Rolling Stones, Andrea Bocelli, Lady Gaga, Paul McCartney, Eddie Vedder dei Pearl Jam e Jennifer Hudson.

 

Satelliti Nasa e inquinamento in Cina

I satelliti della Nasa hanno rilevato un calo significativo dell’inquinamento in Cina, a seguito delle misure adottate contro la diffusione del Coronavirus.  


Un declino importante che viene associato principalmente al rallentamento economico provocato dal Coronavirus. Le misure adottate per ridurre l’epidemia, infatti, hanno comportato indirettamente anche un notevole miglioramento della qualità dell’aria. Nello specifico, le mappe hanno evidenziato come dall’inizio del 2020 siano calati i livelli di biossido di azoto.

Le fabbriche cinesi dall’anno scorso hanno subito un notevole calo di attività: da quando il virus si è diffuso, infatti, i produttori hanno dovuto attuare misure più o meno drastiche per limitare la diffusione dell’epidemia (che attualmente si è diffusa in oltre 50 Paesi). 

Il biossido di azoto è un gas nocivo che viene emesso da fabbriche, industrie e veicoli a motore. Dal momento che la diffusione del Coronavirus ha comportato un’ingente riduzione della produzione cinese, tutto ciò ha influito anche sui livelli di emissioni del gas.
 

Drastico calo del biossido di azoto in soli 15 giorni

Stando agli scienziati della Nasa e alle immagini satellitari, dunque, il calo dell’inquinamento atmosferico inizialmente circoscritto a Wuhan- capoluogo dal quale è partita l’epidemia- successivamente si è esteso anche al resto del Paese. Il tutto in un lasso di tempo davvero minimo: le immagini satellitari, infatti, hanno confrontato la qualità dell’aria rilevata nei primi venti giorni di gennaio con quella del periodo compreso tra il 10 e il 25 febbraio.

L’agenzia spaziale, quindi, ha potuto osservare che la notevole riduzione dell’emissioni nocive coincideva di fatto con le zone nelle quali vi erano maggiori restrizioni sui trasporti e sulle attività produttive. Un fenomeno assolutamente singolare, se si pensa che un così drastico e duraturo calo dei livelli di biossido di azoto era stato precedentemente registrato solo nel 2008, in forma più graduale durante la recessione economica. 

Non è la prima volta che durante le due settimane di celebrazioni del Capodanno lunare viene prodotto meno biossido di azoto. Un calo, infatti, era stato riscontrato anche l’anno scorso verso la fine di gennaio. 

In passato, tuttavia, tale diminuzione dell’inquinamento era solamente un fenomeno transitorio e circoscritto, destinato a cessare con la fine delle celebrazioni stesse. Oggi, quindi, siamo davanti ad un avvenimento diverso, che può essere messo solo parzialmente in relazione con il Capodanno cinese.
 
Alla luce di tutto questo, dunque, i ricercatori statunitensi riportano cifre importanti: gli odierni valori di No2 della Cina orientale, infatti, sono notevolmente più bassi rispetto a quelli rilevati nel 2019 e anche nel 2005, con percentuali che oscillano dal 10 al 30 per cento e che perdurano più a lungo nel tempo.

Senza contare che i dati e le immagini satellitari dimostrano anche un’altra verità: una riduzione dell’inquinamento globale è di fatto possibile, quando si limitano le emissioni nocive delle fabbriche.