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Coronavirus, cosa sappiamo

Come riconoscere i sintomi provocati dal coronavirus (2019-nCoV) e come proteggersi evitando la diffusione dell’epidemia.

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©Abhijith Ar /123rf - Dettaglio del virus Sars, il cui Coronavirus è un nuovo ceppo

Il coronavirus è un particolare virus di cui esistono diverse varianti, tra cui il recente novel coronavirus (2019-nCoV) che nell’ultimo periodo sta destando preoccupazione in tutto il mondo. Gli esperti ritengono che l’infezione - identificata per la prima volta nel 2019 a Wuhan, nella Cina Centrale - sia stata trasmessa originariamente da animali infetti all’uomo. 


L'agente patogeno appartiene alla stessa famiglia della Sars (Severe Acute Respiratory Syndrome), un’epidemia che tra il 2002 e il 2003 causò circa 800 morti e 8000 contagi e con la quale il coronavirus sembra avere in comune circa l’80% del quadro genetico.
 

Sintomi del coronavirus 2019-nCoV

Come la Sars, anche questo virus colpisce inizialmente il sistema respiratorio. I principali sintomi riscontrati dai soggetti infetti, quindi, sono tosse secca persistente, febbre, mal di gola ed insufficienza respiratoria. 

 

Al momento non esiste un vaccino per il coronavirus, ma per individuare la presenza dell’agente patogeno è possibile fare dei test diagnostici mirati
 

Come si trasmette il virus

Un team di ricercatori cinesi sostiene che il virus sia trasmesso inizialmente dai serpenti all’uomo e ad altri animali (come ad esempio i gatti), ma altri esperti contestano il fatto che non ci siano prove sufficienti a sostegno di questa teoria. L'ipotesi a oggi più probabile è che il virus sia stato trasmesso dal pipistrello all'uomo, non è precisato se per via diretta o secondo altre specie intermediarie.

 

Di certo il coronavirus si trasmette attraverso il contatto diretto con una persona infetta. Per questo motivo, onde evitate la diffusione dell’epidemia, i soggetti che hanno contratto il virus devono essere messi in quarantena. Inoltre, secondo Epicentro, il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica, il contagio avviene attraverso la saliva, le feci, ma anche toccando un oggetto contaminato e portando poi le mani alla bocca o al viso senza prima averle lavate adeguatamente.  
 

Come evitare il contagio

Le raccomandazioni generali per evitare un possibile contagio sono di carattere generale. È buona prassi, infatti, lavare spesso e accuratamente le mani, utilizzare apposite mascherine nei luoghi pubblici, gettare i fazzoletti dopo il loro utilizzo ed evitare il contatto diretto con persone malate. 


Inoltre, è opportuno non consumare carne e pesce crudi, frutta e verdura non lavate, così come rivolgersi ad uno specialista se si teme di essere stati contagiati, avendo cura di disinfettare eventuali superfici potenzialmente contaminate. 


Per chi necessita di ulteriori informazioni, è attivo 7 giorni su 7 il numero verde 1500 del Ministero della Salute. 

 

Satelliti Nasa e inquinamento in Cina

I satelliti della Nasa hanno rilevato un calo significativo dell’inquinamento in Cina, a seguito delle misure adottate contro la diffusione del Coronavirus.  


Un declino importante che viene associato principalmente al rallentamento economico provocato dal Coronavirus. Le misure adottate per ridurre l’epidemia, infatti, hanno comportato indirettamente anche un notevole miglioramento della qualità dell’aria. Nello specifico, le mappe hanno evidenziato come dall’inizio del 2020 siano calati i livelli di biossido di azoto.

Le fabbriche cinesi dall’anno scorso hanno subito un notevole calo di attività: da quando il virus si è diffuso, infatti, i produttori hanno dovuto attuare misure più o meno drastiche per limitare la diffusione dell’epidemia (che attualmente si è diffusa in oltre 50 Paesi). 

Il biossido di azoto è un gas nocivo che viene emesso da fabbriche, industrie e veicoli a motore. Dal momento che la diffusione del Coronavirus ha comportato un’ingente riduzione della produzione cinese, tutto ciò ha influito anche sui livelli di emissioni del gas.
 

Drastico calo del biossido di azoto in soli 15 giorni

Stando agli scienziati della Nasa e alle immagini satellitari, dunque, il calo dell’inquinamento atmosferico inizialmente circoscritto a Wuhan- capoluogo dal quale è partita l’epidemia- successivamente si è esteso anche al resto del Paese. Il tutto in un lasso di tempo davvero minimo: le immagini satellitari, infatti, hanno confrontato la qualità dell’aria rilevata nei primi venti giorni di gennaio con quella del periodo compreso tra il 10 e il 25 febbraio.

L’agenzia spaziale, quindi, ha potuto osservare che la notevole riduzione dell’emissioni nocive coincideva di fatto con le zone nelle quali vi erano maggiori restrizioni sui trasporti e sulle attività produttive. Un fenomeno assolutamente singolare, se si pensa che un così drastico e duraturo calo dei livelli di biossido di azoto era stato precedentemente registrato solo nel 2008, in forma più graduale durante la recessione economica. 

Non è la prima volta che durante le due settimane di celebrazioni del Capodanno lunare viene prodotto meno biossido di azoto. Un calo, infatti, era stato riscontrato anche l’anno scorso verso la fine di gennaio. 

In passato, tuttavia, tale diminuzione dell’inquinamento era solamente un fenomeno transitorio e circoscritto, destinato a cessare con la fine delle celebrazioni stesse. Oggi, quindi, siamo davanti ad un avvenimento diverso, che può essere messo solo parzialmente in relazione con il Capodanno cinese.
 
Alla luce di tutto questo, dunque, i ricercatori statunitensi riportano cifre importanti: gli odierni valori di No2 della Cina orientale, infatti, sono notevolmente più bassi rispetto a quelli rilevati nel 2019 e anche nel 2005, con percentuali che oscillano dal 10 al 30 per cento e che perdurano più a lungo nel tempo.

Senza contare che i dati e le immagini satellitari dimostrano anche un’altra verità: una riduzione dell’inquinamento globale è di fatto possibile, quando si limitano le emissioni nocive delle fabbriche.