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Gli scienziati lo sanno: ecco quanti alberi piantare e dove per combattere l'emergenza climatica

Per salvare il Pianeta dalle conseguenze peggiori del riscaldamento globale, servono miliardi di nuovi alberi. Un nuovo studio svizzero ci svela quanti bisogna piantarne e dove.

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©pakhnyushchyy / 123rf.com

Alberi, il migliore antidoto ai cambiamenti climatici

Sappiamo bene che gli alberi sono i nostri migliori alleati per la salvaguardia del Pianeta. La loro incessante opera di assorbimento della CO2, infatti, riesce a compensare (almeno in parte) l’aumento delle emissioni dovuto alle attività umane. 

 

Questo gas serra – dicono i dati ufficiali – è responsabile del 64% del riscaldamento globale di origine antropica; e la sua concentrazione in atmosfera al momento supera del 40% quella che si registrava nell’epoca pre-industriale. 

 

Insomma, sul valore delle foreste (anche urbane) ci sono pochi dubbi. Ma, quando si cerca di scendere nel dettaglio per elaborare una vera e propria strategia, emergono i primi interrogativi. Bisogna piantare alberi, sì, ma quanti? E dove? 

 

A dare una risposta, per la prima volta, è un articolo redatto dai ricercatori del Crowther Lab del Politecnico Federale di Zurigo e pubblicato su Science.

 

Quanti alberi possiamo piantare sulla Terra

Sulla Terra c’è ancora spazio per riforestare 0,9 miliardi di ettari di territorio, un’area grande praticamente quanto gli Stati Uniti d’America (che, per la precisione, si estendono su 983 milioni di ettari).

 

Questi miliardi di alberi riuscirebbero a catturare circa i due terzi delle emissioni di gas serra di origine antropica; una percentuale che gli studiosi hanno definito “stupefacente”.

 

Scendendo più nello specifico, attualmente ci sono 1,7 miliardi di ettari che godono delle condizioni geografiche e climatiche adatte per far crescere 1.200 miliardi di nuovi alberi. Quest’area equivale all’11 per cento delle terre emerse o, per usare un altro termine di paragone, a Usa e Cina messi insieme. Si arriva a una stima più bassa (0,9 miliardi, appunto) per due motivi principali:

 

> le caratteristiche variano molto di zona in zona: si passa dalle aree tropicali, che si prestano a essere coperte al 100% dalla vegetazione, ad altre che sono adatte a una densità inferiore;

 

> quest’analisi si distingue perché esclude le città e le zone agricole dal computo delle aree da riforestare. Tali territori, infatti, sono necessari per la vita e per il sostentamento della popolazione e quindi non possono essere certo riconvertiti da un giorno all’altro. Sono inclusi però i pascoli, perché – a detta degli scienziati – una moderata quantità di piante può essere di beneficio per il bestiame.

 

Dove piantare gli alberi contro la crisi climatica

Gli scienziati del Politecnico Federale di Zurigo scendono ancor più nello specifico, andando a definire una vera e propria mappa delle aree da riforestare. Si scopre, così, che il maggiore potenziale spetta a un piccolo gruppo di sei Paesi:

 

> Russia (151 milioni di ettari adatti ad accogliere nuove foreste);

> Usa (103 milioni di ettari);

> Canada (78,4 milioni di ettari);

> Australia (58 milioni di ettari);

> Brasile (49,7 milioni di ettari);

> Cina (40,2 milioni di ettari).