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Cardioaspirina, le alternative naturali

La cardioaspirina è un farmaco ad azione antiaggregante utilizzato nella prevenzione di eventi cardiovascolari. Vediamo quando e perché si assume questo medicinale e quali sono le alternative naturali alla cardioaspirina.

cardioaspirina

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©Antonio Diaz / 123rf.com

Cardioaspirina, cos’è e a cosa serve

La cardioaspirin – chiamata comunemente cardioaspirina o aspirinetta – è un farmaco appartenente alla classe dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei).

 

Il principio attivo contenuto nella cardioaspirina è l’acido acetilsalicilico, lo stesso dell’aspirina, medicinale utilizzato come antinfiammatorio e analgesico in caso di sintomi influenzali.

 

L’acido acetilsalicilico ha anche effetto antiaggregante sui coaguli ematici: inibisce cioè l’aggregazione piastrinica nei vasi sanguigni.

 

La differenza tra cardioaspirina e aspirina consiste nel dosaggio, che nella cardioaspirina è inferiore.

 

La cardioaspirina è generalmente prescritta dal medico nella prevenzione secondaria di attacchi cardiaci e ictus, quindi per prevenire un secondo evento cardiovascolare.

 

Il medico può prescrivere la cardioaspirina anche nella prevenzione primaria di episodi cardiovascolari nei soggetti a rischio.

 

In questi casi, il paziente non deve per nessun motivo sospendere il trattamento o ricorrere a terapie alternative senza aver prima consultato il proprio medico.

 

Alternative naturali alla cardioaspirina

La droga vegetale per eccellenza ad attività antiaggregante piastrinica è rappresentata dalle foglie di Ginkgo biloba. Il ginkgo contiene lattoni terpenici (ginkgolidi), sesquiterpeni – tra cui il bilobalide – e flavonoidi.

 

Non è semplice stabilire quali siano i composti che determinino l’attività farmacologica di un estratto vegetale, ma si ritiene che i ginkgolidi siano inibitori competitivi sul legame del PAF (fattore attivante le piastrine), mentre i flavonoidi contribuiscono alla rimozione dei radicali liberi.

 

Tra le attività del ginkgo rientrano:

> la dilatazione dei capillari, con conseguente aumento del flusso sanguigno;

> l’antagonismo del PAF e dunque una maggior fluidità del sangue;

> la riduzione dei radicali liberi con effetto neuroprotettivo.

 

Oltre al gingko, anche gli estratti di aglio sembrano avere proprietà antiaggregante piastrinica.

 

In ogni caso, va sottolineato ancora una volta che le persone in trattamento con cardioaspirina o altri farmaci antiaggreganti per la salute del cuore non devono ricorrere ad alternative naturali senza il parere favorevole del medico curante.

 

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