Ascolto corporeo e rimedi naturali: come scegliere ciò che serve davvero
Scegliere un rimedio naturale efficace parte dall’ascolto del corpo, ma richiede valutazione attenta dei sintomi e buon senso
- Cosa significa ascoltare il corpo
- Segnali sottili da non ignorare
- Perché non esiste il rimedio “giusto per tutti”
- Il ruolo della gradualità
- Evitare l’accumulo di rimedi
- Scegliere cosa serve davvero
Cosa significa ascoltare il corpo
Nelle pratiche naturali si parla molto di ascolto del corpo come osservazione consapevole di sé, ma riuscire a comprendere i segnali dell’organismo non è così semplice.
Il nostro corpo comunica costantemente attraverso fame, sazietà, stanchezza, tensione muscolare, qualità del sonno, regolarità intestinale e variazioni dell’umore che sono il risultato di equilibri ormonali, nervosi e metabolici, ma l’interpretazione dei segnali del corpo può infatti essere falsata da convinzioni personali, paure, ansia, ma anche da segnali corporei che non funzionano in modo ottimale.
In alcune persone, ad esempio, i meccanismi di fame e sazietà non sono efficienti, motivo per cui tali soggetti tendono a mangiare più del loro fabbisogno e, di conseguenza, a prendere peso.
Sicuramente, però, quando compare un disturbo è importante capire se si tratta di un sintomo occasionale o ricorrente e valutarne l’intensità.
Una digestione lenta dopo un pasto pesante non ha lo stesso significato di una digestione sempre difficoltosa, così come una notte insonne non equivale a settimane di sonno frammentato.
Valutare intensità e frequenza di un disturbo è fondamentale per scegliere se e come intervenire.
Segnali sottili da non ignorare
Molti disturbi non iniziano in modo improvviso, ma attraverso segnali lievi e progressivi ad esempio gonfiore addominale frequente, risvegli notturni, irritabilità, stanchezza al mattino, cali di concentrazione, tensioni cervicali, desiderio continuo di zuccheri.
Alcuni segnali indicano che determinati organi o apparati stanno lavorando in modo meno efficiente ma, poiché compaiono gradualmente, spesso vengono normalizzati, fino a quando diventano più evidenti.
Prestare attenzione alla digestione, regolarità intestinale, sonno, stanchezza e ad altri segnali, tra cui il dolore, permette di evitare che il disturbo diventi cronico o che porti a all’insorgenza di una patologia.
Altri disturbi compaiono invece all’improvviso e, in questo caso è importante valutare intensità e frequenza.
In generale, se un sintomo è lieve e si manifesta raramente è possibile intervenire con rimedi naturali, mentre se il sintomo dura per più di due settimane e non migliora, oppure se è particolarmente intenso o frequente è opportuna una valutazione medica.
Perché non esiste il rimedio “giusto per tutti”
I rimedi naturali non funzionano allo stesso modo su tutte le persone per ragioni diverse.
Innanzitutto, un sintomo può avere cause differenti: la digestione lenta può ad esempio dipendere da stress, dieta poco equilibrata, intolleranze alimentari, alterazioni del microbiota. Il rimedio dovrà quindi essere scelta in base alla ragione dietro il sintomo, optando per piante, dosaggi e durate differenti.
Inoltre, le persone reagiscono in modo diverso ai rimedi naturali perché ognuno di noi ha un metabolismo differente. Queste differenze erano già state intuite in passato, quando si parlava di costituzioni; oggi sappiamo che la genetica e l’epigenetica influenzano molto la risposta ad alimenti e xenobiotici, quindi a farmaci ed integratori.
Il ruolo della gradualità
Nell’ambito dei rimedi naturali, alcune piante hanno effetto quasi immediato, mentre altre lavorano con tempi lunghi o quando vengono introdotti in modo graduale, lasciando all’organismo il tempo di adattarsi.
Esistono ad esempio piante sedative, come la valeriana, che hanno bisogno di tempo per poter avere efficacia sul riposo. Anche l’iperico, pianta usata per l’umore, funziona se assunto per alcune settimane, così come gli adattogeni, cioè i rimedi che aiutano a fronteggiare lo stress fisico e mentale.
Un altro aspetto da considerare è l’approccio che si dovrebbe avere nei confronti dei rimedi naturali. Le piante, infatti, non sono farmaci e non andrebbero utilizzate nella speranza di avere un sollievo da un disturbo senza una correzione dello stile di vita e dell’alimentazione.
In altre parole, nella maggioranza dei casi un rimedio naturale dovrebbe accompagnare verso un maggiore benessere mentre si correggono dieta e stile di vita in generale.
Evitare l’accumulo di rimedi
Un errore frequente nelle cure fai da te è quello di assumere una grande varietà di piante o integratori, ma accumulare rimedi non ha particolari vantaggi.
Oltre al fatto che assumente molti rimedi può essere complicato e costoso, bisogna considerare le piante interagiscono tra loro, con i farmaci e con i nutrienti.
Assumere troppi prodotti può quindi ridurne l’efficacia, aumentare il rischio di interazioni o mascherare il vero problema.
Meglio quindi utilizzare pochi rimedi scelti con criterio, inseriti in una strategia coerente che tenga conto dei diversi aspetti che riguardano la persona.
Scegliere ciò che serve davvero
Per scegliere ciò che serve davvero non è sufficiente ascoltare il proprio corpo ma rivolgersi a persone qualificate, in primo luogo al medico.
Come già visto, il corpo invia dei segnali ed è importante valutare le modalità di insorgenza di un sintomo, l’intensità, la durata o la frequenza per decidere come intervenire.
In caso di dubbi è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico o, in alternativa, al farmacista o all’erborista che dovrebbero saper valutare con oggettività la situazione e capire se è possibile intervenire con integratori e rimedi naturali o se è necessaria una valutazione medica.