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Acne da sciarpa e maglione (Acne Mechanica): come curare i brufoli su collo e spalle

Sciarpe, dolcevita e maglioni possono favorire la comparsa di brufoli su collo, spalle e schiena a causa dell'attrito e del sudore trattenuto dagli indumenti. Si tratta dell cosiddetta acne mechanica, che si può prevenire e trattare riducendo gli stimoli irritanti e scegliendo prodotti adatti alla pelle.

Cos'è l'Acne Mechanica: quando non è un problema di ormoni, ma di attrito, lana e sudore intrappolato

Con l'arrivo dei primi freddi tornano in auge sciarpe, maglioni e dolcevita che coprono collo e spalle per molte ore al giorno.

Il contatto prolungato con questi indumenti, in alcune persone può favorire la comparsa di piccoli brufoli. Il fenomeno è conosciuto come acne mechanica, una forma di eruzione acneica associata a stimoli fisici ripetuti ed è stato studiato in passato soprattutto negli sportivi, che possono sviluppare brufoli nelle zone a contatto con caschi, protezioni e indumenti aderenti

Gli stessi meccanismi possono verificarsi anche nella vita quotidiana e possono comparire lesioni sulla pelle dovute ad attrito, pressione, sfregamento e occlusione.

In pratica, quando una sciarpa sfrega ripetutamente contro il collo o un maglione aderente esercita pressione sulle spalle, l'attrito può irritare la superficie cutanea e contribuire all'infiammazione dei follicoli pilosebacei. Il tutto viene favorito da calore e umidità che si accumulano sotto i vestiti, soprattutto quando si passa frequentemente da ambienti esterni freddi a locali riscaldati.

Ovviamente l'acne rimane una condizione multifattoriale influenzata da ormoni, produzione di sebo, cheratinizzazione follicolare, infiammazione e predisposizione individuale ma l'attrito rappresenta un fattore scatenante o aggravante.

Per limitare il problema è utile scegliere indumenti morbidi, non troppo aderenti e traspiranti, oltre a ricorrere a rimedi naturali.

 

L'effetto "serra" dei dolcevita: la proliferazione del batterio Cutibacterium acnes nei follicoli asfissiati

Gli indumenti aderenti e poco traspiranti possono creare sulla pelle un microambiente caldo e umido che, unito allo sfregamento continuo, può contribuire all'irritazione cutanea e favorire la comparsa di lesioni acneiche.

La formazione dei brufoli dipende da una combinazione di fattori tra cui l'accumulo di cellule cornee nel follicolo, la presenza di sebo e l'attivazione di processi infiammatori.

In questo contesto interviene anche Cutibacterium acnes, un batterio anaerobio aerotollerante, in grado di vivere nell'ambiente relativamente povero di ossigeno del follicolo pilosebaceo. Questo batterio fa normalmente parte del microbiota cutaneo, quindi la sua presenza è fisiologica, ma in alcune condizioni può proliferare e contribuire all'infiammazione acneica.

Per prevenire queste manifestazioni è utile ridurre lo sfregamento e l'umidità prolungata indossando abiti traspiranti, morbidi e non attillati, cambiando gli indumenti sudati e lavando regolarmente sciarpe e maglioni a contatto con la pelle. Se le lesioni persistono, prudono molto o peggiorano, è importante identificarne la causa prima di applicare trattamenti antiacne.

Perché le classiche creme per i brufoli del viso sbiancano i vestiti e seccano troppo il corpo

In alcuni casi, i brufoli sul collo o sulle spalle possono essere trattati con prodotti usati anche per il viso ma bisogna prima considerare la loro tollerabilità e gli effetti del contatto con gli indumenti.

Il problema delle macchie sui tessuti riguarda soprattutto il perossido di benzoile, sostanza utilizzata nel trattamento dell'acne per la sua attività antimicrobica e per la capacità di contribuire alla riduzione delle lesioni infiammatorie ma che può anche stingere i vestiti. 

Per evitare ciò, in caso di acne su schiena e collo si possono usare detergenti contenenti perossido di benzoile che vengono risciacquati, quindi non dovrebbero rovinare i vestiti.  

Per quanto riguarda le creme, molte contengono acido salicilico o retinoidi che non hanno effetti sbiancanti, ma che possono seccare eccessivamente la pelle. 

Lo spray botanico invisibile: Idrolato di Amamelide e Tea Tree Oil per purificare il collo senza macchiare i maglioni

Tra gli ingredienti vegetali più utilizzati nei cosmetici destinati alle pelli impure troviamo l'idrolato di amamelide e l'olio essenziale di tea tree.

L'acqua di amamelide è tradizionalmente utilizzata per le sue proprietà astringenti, mentre l'essenza di tea tree è usata in caso di acne lieve e moderata per ridurre numero e gravità delle lesioni.

Per preparare uno spray casalingo a base di idrolato di amamelide e tea tree oil bisogna utilizzare un apposito disperdente/solubilizzante.

Gli oli essenziali, infatti, non sono miscibili con l'acqua, quindi se si versano alcune gocce di tea tree in un flacone di idrolato, le goccioline di olio essenziale rimarrano in superficie.

Per sapere quanto solubilizzante utilizzare bisogna fare riferimento alle indicazioni riportate sul prodotto, ma in genere le proporzioni sono pari a quattro parti di solubilizzante per ogni parte di olio essenziale, quindi ad esempio si possono mescolare 1 millilitro di Tea tree oil a 4 millilitri di solubilizzante, aggiungere il tutto a 50 millilitri di idrolato di amamelide e trasferire in un flacone spray.

Il preparato può essere conservato per alcuni giorni, meglio se in frigorifero, e utilizzato come prodotto rinfrescante da vaporizzare su collo e spalle una o più volte al giorno.

In presenza di acne mechanica, però, la strategia è comunque quella di combinare alla skincare la riduzione dell'attrito e dell'occlusione scegliendo abiti morbidi e ampi.