Oli essenziali che cambiano di più con il calore e la luce
Le essenze, preparati preziosi e delicati, che necessitano di una corretta conservazione per preservarne l'efficacia e la qualità
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- Perché luce e calore sono critici
- Oli essenziali più sensibili
- Segnali di alterazione
- Come conservarli correttamente
Perché luce e calore sono critici
L'esposizione degli oli essenziali a luce e calore può causare anche criticità alla sicurezza dell'utilizzatore. Essendo composti volatili e naturali, sono estremamente sensibili agli agenti esterni.
È necessaria una premessa alla base della valutazione di agenti alteranti, legata al processo con cu si ottiene l’olio essenziale:
- oli essenziali ottenuti tramite distillazione in corrente di vapore
- oli essenziali ottenuti per spremitura
perchè reagiscono in maniera diversa al calore.
Gli oli essenziali estratti per distillazione in corrente di vapore, derivano da un processo che prevede temperature elevate, e questo li rende protetti rispetto ai normali processi di riscaldamento o al caldo estivo. Invece sopra i 150-200 °C l’ alterazione dei costituenti è pressochè garantita, ma si tratta di condizioni impraticabili accidentalmente.
Per gli oli essenziali ottenuti per spremitura, pressione a freddo e in generale per gli agrumati invece sussiste un margine di labilità e sensibilità alle temperature e devono essere quindi conservati al riparo da fonti di calore e a temperature superiori a 40°C; precauzioni da attuarsi anche in caso di miscele di oli essenziali
I fattori di rischio alterazione sono quindi:
- Foto-ossidazione: la luce diretta, in particolare i raggi UV, innesca processi di ossidazione che modificano la composizione chimica dell'olio, alterandone l'odore e riducendone l'efficacia.
- Calore: il calore eccessivo altera la struttura chimica degli oli essenziali, facendogli perdere le loro proprietà terapeutiche, antisettiche e aromatiche. Il calore accelera l'evaporazione, riducendo la durata del prodotto. Molti oli essenziali sono altamente infiammabili. Esporli a fonti di calore diretto o fiamme libere comporta un concreto rischio di incendio
- Fotosensibilizzazione: alcuni oli essenziali, come bergamotto, limone, lime, arancia e mandarino, sono fotosensibilizzanti. Se applicati sulla pelle e successivamente esposti alla luce solare o raggi UV, possono causare macchie cutanee, irritazioni gravi o ustioni. Si raccomanda di non esporsi al sole per 8-10 ore dopo l'uso
Oli essenziali più sensibili
Gli oli essenziali più sensibili ai danni causati da luce e calore sono generalmente quelli ricchi di monoterpeni, piccole molecole leggere e in generale gli oli estratti dagli agrumi: sono termolabili, velocemente ossidabili con conseguente diminuzione di efficacia.
Oli Agrumati più sensibili:
- Limone
- Arancio
- Bergamotto
- Pompelmo, Mandarino, Lime
Oli ricchi di Monoterpeni:
- Pino e Abeti
- Cipresso e Ginepro
Altri Oli sensibili:
- Tea Tree
- Lavanda
- Zenzero
Segnali di alterazione
La corretta conservazone degli olii essenziali in ambienti freschi e non sottoposti a luce diretta è fondamentale per la stabilità dell’essenza. L'alterazione potrebbe renderli tossici.
I segnali che indicano un possibile processo di degradazoine sono:
- Variazione dell'odore: pungente, rancido, acido o semplicemente sgradevole.
- Cambiamento di colore: può scurirsi, ingiallire o diventare torbido.
- Variazione della viscosità può diventare più denso, appiccicoso o formare depositi sul fondo.
- Irritazione cutanea: può causare dermatiti, reazioni allergiche, rossore o bruciore.
Come conservarli correttamente
Per preservare la qualità degli oli essenziali, è necessario che siano contenuti in flaconi di vetro scuro, ben chiusi, in un luogo fresco e lontano dalla luce diretta del sole.
Anche quando si utilizzano soprattutto per l’aromaterapia, è consigliato evitare diffusori che scaldano eccessivamente l'olio per preservare le proprietà dell'olio.
Prestare particolare attenzione all'uso di agrumi sulla pelle durante i mesi estivi o prima di andare al sole, poichè sono in genere fotosensibilizzanti.
Controllare sempre l'etichetta che deve riportare il nome botanico in latino, la parte della pianta usata, il metodo di estrazione e in caso il chemiotipo, come per esempio per l'olio essenziale di rosmarino.
Anche il prezzo racconta della qualità dell’olio essenziale, se troppo basso spesso è indice di un olio di bassa qualità o diluito