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Rosa Canina a settembre: l'errore dell'acqua bollente che distrugge tutta la sua Vitamina C

Quando si raccoglie la rosa canina e come si prepara l'infuso delle sue bacche per preservarne la vitamina C?

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©Martina Unbehauen -123rf

Identikit della Rosa Canina: il superfood selvatico delle nostre campagne

La rosa canina (Rosa canina L.) è un arbusto spontaneo della famiglia delle Rosaceae, molto comune anche nelle campagne italiane dove cresce lungo siepi, margini dei boschi e terreni incolti. Dopo la fioritura primaverile sviluppa i caratteristici frutti rossi, o più correttamente cinorrodi, che maturano tra la fine dell’estate e l’autunno.

I cinorrodi sono molto ricchi di vitamina C, motivo per cui vengono inseriti tra i superfood, anche se il contenuto varia notevolmente in funzione di specie, grado di maturazione, condizioni ambientali e trattamenti subiti dopo la raccolta.

Oltre all’acido ascorbico i cinorrodi della rosa canina contengono carotenoidi, flavonoidi, proantocianidine e altri composti fenolici quindi le proprietà antiossidanti di questo rimedio naturali non dipendono solo dalla vitamina C.

 

Il problema della termolabilità: la classica tisana calda è inutile?

La vitamina C è sensibile al calore, all’ossigeno, alla luce e ai tempi prolungati di conservazione, ma dire che una tisana calda di rosa canina sia inutile non è del tutto corretto.

Durante il riscaldamento una parte dell’acido ascorbico può sicuramente degradarsi, ma contemporaneamente l’acqua calda favorisce la fuoriuscita dei composti idrosolubili dal tessuto vegetale. Il risultato finale dipende quindi dall’equilibrio tra estrazione e degradazione.

Uno studio condotto su tisane a base di rosa canina ha valutato differenti temperature e tempi di infusione concludendo che le temperatura e tempo ottimali per contenuto di acido ascorbico, polifenoli e capacità antiossidante sono di circa 84-86 °C per 6-8 minuti. Non occorre quindi utilizzare acqua fredda e non è corretto affermare che l’acqua bollente distrugga immediatamente tutta la vitamina C.

Un lavoro ancora più recente, pubblicato nel 2026 e relativo ai diversi sistemi di lavorazione dei cinorrodi, ha dato un risultato persino controintuitivo individuando nella decozione in acqua per 15 minuti il metodo migliore per estrarre quantità maggiori di acido ascorbico. Questo perché la struttura piuttosto compatta del frutto può ostacolare il passaggio della vitamina nell’acqua fredda o a temperatura ambiente, mentre il calore, pur favorendo una certa degradazione, migliora la disgregazione del tessuto e la diffusione dei composti.

La macerazione a freddo rimane comunque possibile, soprattutto se piace ottenere una bevanda fresca e poco lavorata.

 

Il trucco del "finto gelo" per rompere le coriacee pareti cellulari

Tradizionalmente la rosa canina viene raccolta in autunno inoltrato, dopo le prime gelate. Se viene raccolta prima, viene spesso consigliato di mettere i cinorrodi nel congelatore prima di utilizzarli.

Questo perché durante il congelamento si formano cristalli di ghiaccio che possono danneggiare le strutture cellulari dei vegetali e rendere il tessuto più morbido, favorendo l'estrazione.

Uno studio ha confrontato campioni sottoposti a congelamento e a essiccazione moderata ha ottenuto risultati migliori con la procedura basata sul congelamento.

Il congelamento controllato dal gelo subito dalla pianta in natura non è però uguale e nei cinorrodi danneggiati dal gelo è stata osservata una marcata diminuzione dell’acido ascorbico, con riduzioni da 717 a 176 mg per 100 grammi di sostanza secca dopo il danno da gelo. Raccogliere i cinorrodi dopo le prime gelate può quindi renderli più morbidi, ma non sembra essere è il sistema migliore per preservarne la vitamina C.

Se si raccolgono cinorrodi freschi è più utile lavarli, aprirli e sminuzzarli, eliminando con attenzione semi e peli interni, così da aumentare la superficie esposta all’acqua. Il taglio meccanico facilita infatti il contatto tra il materiale vegetale e il solvente senza richiedere necessariamente il congelamento.

 

La macerazione a freddo: la ricetta passo-passo per l'estratto perfetto

La macerazione domestica a freddo permette di preparare una bevanda fresca che probabilmente non corrisponde all'estratto perfetto ma che può essere piacevole se a fine estate fa ancora caldo.

Per prepararla si possono utilizzare circa 10-15 grammi di cinorrodi essiccati e ben sminuzzati per 250 millilitri di acqua. Si sistemano i frutti in un recipiente pulito, si aggiunge acqua fresca, si copre e si lascia macerare per alcune ore, meglio se in frigorifero. Al termine si filtra con particolare attenzione, soprattutto se sono stati utilizzati frutti interi, perché all’interno dei cinorrodi sono presenti piccoli peli irritanti che non devono finire nella bevanda.

La macerazione può essere preparata la sera e consumata al mattino oppure lasciata riposare per diverse ore durante il giorno. Una volta filtrata va conservata in frigorifero e consumata rapidamente, perché si tratta di una preparazione acquosa priva di conservanti.