Quando un rimedio naturale non dà risultati: cosa valutare prima di cambiarlo
Cosa fare se un rimedio naturale non funziona? Vediamo quanto attendere per un effetto, quando fermarsi o correggere l’uso per avere risultati da prodotti erboristici o integratori
- Tempi di risposta dei rimedi naturali
- Dose, costanza e modalità di assunzione
- Il ruolo dello stile di vita
- Quando il problema non è il rimedio
- Quando è meglio fermarsi
Tempi di risposta dei rimedi naturali
I rimedi naturali non danno una risposta potente e immediata come quella che si ottiene da un farmaco. Gli integratori, infatti, non sono medicinali e il loro obiettivo non è quello di prevenire o curare una malattia, ma modulare funzioni fisiologiche.
In base al prodotto, i tempi di risposta possono poi essere molto variabili. Alcuni rimedi, come ad esempio una tisana carminativa, possono dare sollievo nel giro di alcune ore, le piante digestive possono agire dopo circa una settimana, piante rilassanti possono favorire il sonno dopo poche sere.
Altri rimedi, invece, richiedono settimane di uso costante, come nel caso di piante che lavorano sul sistema nervoso centrale come valeriana e iperico. I loro costituenti non hanno un'azione istantanea ma influenzano lentamente l’equilibrio dei neurotrasmettitori.
Nel caso dell’iperico, ad esempio, si ha un’azione di modulazione del reuptake di serotonina, noradrenalina e dopamina. Questo tipo di adattamento comporta cambiamenti progressivi nella sensibilità dei recettori neuronali e nella regolazione delle sinapsi, ma è un processo che richiede tempo. Interrompere l'assunzione dopo una o due settimane porta quindi a concludere erroneamente che non funzioni, ma in realtà serve solo più tempo.
Inoltre, l’azione delle piante è generalmente blanda, pensata per sostenere l’organismo ma non per trattare disturbi importanti.
Dose, costanza e modalità di assunzione
Quando un rimedio non dà risultati, la causa spesso non è la pianta in sé, ma come viene utilizzata o formulata.
Alcuni prodotti in commercio contengono quantità molto basse di estratto, talvolta insufficienti a raggiungere il dosaggio utilizzato nella tradizione erboristica, quindi è importante controllare la titolazione, cioè la percentuale di principi attivi presenti nell’estratto.
Inoltre, conta anche la forma farmaceutica, poiché se l'estratto è inserito in una compressa che non si disgrega correttamente nello stomaco, questo verrà assorbito male o non sarà assorbito quasi per niente.
Come già visto, anche la costanza di assunzione è determinante, perché molti rimedi naturali richiedono diverse settimane prima di mostrare un beneficio.
Anche il momento della giornata può influire sull'azione, ad esempio se si assume un rimedio a stomaco pieno o vuoto, l'assorbimento sarà differente.
Il ruolo dello stile di vita
Sugli integratori alimentari compare sempre l'indicazione che tali prodotti non sostituiscono una dieta equilibrata e uno stile di vita sano.
Un rimedio naturale, infatti, non può compensare abitudini scorrette come la sedentarietà cronica, un'alimentazione disordinata, eccesso di alcol, fumo, stress continuo o sonno insufficiente. In questi contesti l’organismo riceve stimoli costanti in direzione opposta rispetto a quella del rimedio.
Di conseguenza, un rimedio per la digestione sarà poco efficace se i pasti sono sempre eccessivi o consumati di fretta; in modo analogo, un integratore per l’umore non può sostituire una privazione cronica di luce naturale o una mancanza di movimento.
Quando il problema non è il rimedio
In alcuni casi il rimedio è di qualità e assunto correttamente, ma il risultato non arriva perché esiste una condizione di base non riconosciuta. Esempi frequenti sono disturbi di malassorbimento intestinale, alterazioni importanti del microbiota, patologie endocrine, anemia, carenze nutrizionali o disturbi d’ansia e dell’umore rilevanti.
Anche l’uso concomitante di farmaci può modificare l’assorbimento o il metabolismo dei fitocomplessi, riducendone l’efficacia.
Per questo è sempre importante valutare la situazione complessiva della persona, non solo il sintomo isolato.
Quando è meglio fermarsi
Prima di assumere un integratore o una pianta è sempre opportuno chiedere consiglio al medico, al farmacista o a un erborista qualificato per verificare che il rimedio scelto sia adatto alla situazione, non presenti controindicazioni e non interferisca con eventuali terapie farmacologiche.
L'uso del rimedio va sospeso se compaiono effetti indesiderati, se non si hannorisultati nei tempi normalmente previsti, se il disturbo peggiora ose compaiono nuovi sintomi.