Rimedi naturali e assuefazione: un tema di cui si parla poco
L'uso di rimedi naturali può portare il corpo ad adattarsi con riduzione dell’effetto e necessità di rivalutare tempi e modalità di assunzione.
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- Cos’è l’assuefazione nei rimedi naturali
- Perché può verificarsi
- Segnali da riconoscere
- Come evitarla con un uso più consapevole
Cos’è l’assuefazione nei rimedi naturali
Quando si parla di assuefazione nei rimedi naturali non si parla di dipendenza ma di fenomeni dovuti all'uso prolungato di piante, che porta a una riduzione della risposta nel tempo.
Alcuni rimedi naturali possono smettere di dare risultati se usati troppo a lungo, mentre altri possono causare effetti collaterali. I lassativi stimolanti a base di senna e altre piante che contengono antrachinoni, ad esempio, non dovrebbero essere usati a lungo perché l’impiego oltre un breve periodo può ridurre la funzionalità intestinale e provocare dipendenza da lassativi.
Allo stesso modo, per piante o prodotti contenenti caffeina come guaranà o mate, l’assunzione ripetuta può portare a tolleranza, cioè a una risposta meno intensa nel tempo.
Perché può verificarsi
L’assuefazione o adattamento dell’organismo ai rimedi naturali può verificarsi perché il corpo tende a mantenere l’equilibrio interno, cioè l'omeostasi.
Se un rimedio naturale stimola in modo costante una determinata funzione, per esempio il transito intestinale, la vigilanza mentale o alcune risposte allo stress, l’organismo può progressivamente compensare quello stimolo, riducendo la risposta iniziale.
Un esempio è la già citata caffeina, sostanza che porta a tolleranza dopo assunzioni ripetute, quindi con il tempo la stessa quantità può dare un effetto meno evidente su vigilanza e performance percepita.
Un altro motivo per cui l’uso continuativo può essere inappropriato avviene nel caso degli immustimolanti come l'echinacea che, nel lungo periodo, può rendere il sistema immunitario meno reattivo.
Segnali da riconoscere
Quando il corpo si abitua a un rimedio naturale difficilmente si verificano effetti collaterali ma altri segnali come la riduzione dell'effetto, cosa che avviene spesso con prodotti tonici e stimolanti. In questo caso, però, la mancanza di un effetto può essere anche dovuto ad altri fattori, tra cui la presenza di un disturbo o una patologia che andrebbe indagata.
Un secondo segnale è l’uso che da occasionale diventa automatico, come avviene con i lassativi stimolanti che abituano l'intestino e lo impigriscono, diventando indispensabili.
Come evitarla con un uso più consapevole
In generale, un rimedio naturale non dovrebbe essere assunto per lunghi periodi. Se si ha l'abitudine di consumare tisane digestive o rilassanti quotidianamente, lo si può fare cambiando la composizione delle piante ogni due o tre mesi. Esistono infatti diverse specie officinali con effetti simili, dunque è possibile modificare una o più piante della miscela per tisana per evitare l'assuefazione.
La stessa cosa vale per gli oli essenziali, che possono essere alternati tra loro scegliendo quelli con azione simile.
Per quanto riguarda altri rimedi, tra cui quelli stimolanti o lassativi occorre prestare più attenzione sui tempi di somministrazione, evitando l’uso prolungato.
Inoltre, i rimedi naturali non dovrebbero essere intesi come sostituti di abitudini sane, come una corretta alimentazione, un'adeguata attività fisica, un buon riposo e l'astensione da abitudini dannose come fumo e consumo eccessivo di bevande alcoliche.
Se si dorme poco, si mangia male o si è sedentari il rischio è quello di utilizzare un rimedio naturale come stampella. In questi casi la sensazione di un mancato effetto può non dipendere dalla pianta, ma dal fatto che il contesto generale continua ad andare nella direzione opposta.
Infine, nella scelta di uno o più rimedi naturali, è sempre bene farsi consigliare dal medico, dal farmacista o dall'erborista, professionisti in grado di valutare durata, dosaggio, qualità dell’estratto, possibili interazioni e se il rimedio scelto è ancora appropriato.