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L'oleolito di Elicriso: perché è il vero re del post-sole (anche meglio dell'iperico)

Dopo una giornata al sole, la pelle può apparire arrossata e sensibile: tra i rimedi naturali per trovare sollievo c'è l'oleolito di elicriso, una preparazione dalle proprietà lenitive e antinfiammatorie

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Proprietà terapeutiche dell'Elicriso: un antistaminico naturale per la pelle

L'elicriso (Helichrysum italicum) è una pianta aromatica tipica dell'area mediterranea che cresce spontaneamente soprattutto nelle aree costiere. 

Noto anche come erba curry, per via del profumo emanato da foglie e fiori che ricorda questa spezia, l'elicriso viene utilizzato per tisane, estratti e per preparare l'oleolito.

L'oleolito di elicriso si ottiene lasciando macerare le sommità fiorite in un olio vegetale per circa un mese; trascorso questo periodo, si filtra e si recupera l'olio, che andrà conservato al buio e adoperato per applicazioni cutanee e massaggi.

L'oleolito di elicriso ha infatti proprietà emollienti, lenitive, protettive sulla barriera cutanea e può essere utilizzato per irritazioni della pelle, screpolature e dopo l'esposizione al sole. 

Definirlo un antistaminico naturale è probabilmente eccessivo, ma l'elicriso vanta comunque proprietà antinfiammatorie e antiossidanti date dalla presenza di flavonoidi e di altri composti del fitocomplesso. 

 

Elicriso vs Iperico: perché uno dei due non è fotosensibilizzante

L'oleolito di iperico, come quello di elicriso, può essere adoperato per ammorbidire e lenire la cute in diverse situazioni, tra cui dopo l'esposizione al sole.

L'oleolito di iperico contiene ipericina, una sostanza nota per la sua capacità di aumentare la sensibilità della pelle ai raggi ultravioletti. Per questo motivo, dopo la sua applicazione, alcuni consigliano dievitare l'esposizione diretta al sole o alle lampade UV. In realtà, l'azione fotosensibilizzante si ha quando l'iperico viene assunto per via orale, mentre l'applicazione di oleolito sulla pelle non sembra presentare rischi. Inoltre, il suo uso è consigliato dopo l'esposizione al sole e non prima.

Per l'elicriso, invece, non sono note proprietà fotosensibilizzanti e questo rappresenta uno dei motivi per cui viene spesso preferito in estate. Anche l'oleolito di elicriso va comunque applicato dopo l'esposizione al sole e non prima.
 

Come agisce l'oleolito di elicriso su eritemi, scottature e arrossamenti

Dopo l'esposizione ai raggi UV, la pelle può apparire arrossata e accaldata, specialmente se si è trascorso troppo tempo sotto il sole e senza una protezione adeguata o se si ha una pelle sensibile.

In alcuni casi, possono anche comparire eritemi, caratterizzati da piccole vescicole, o anche scottature solari che causano bruciore e dolore. 

L'azione emolliente dell'olio vegetale aiuta a ridurre la perdita di acqua attraverso l'epidermide, migliorando l'idratazione della pelle, mentre i composti ad attività antinfiammatoria e antiossidante dell'elicriso presenti nell'oleolito possono aiutare a ridurre prurito, rossore e dolore in caso di scottature di lieve entità.


Guida pratica all'applicazione: come e quando usarlo sulla pelle accaldata

Per ottenere il massimo beneficio è consigliabile applicare l'oleolito dopo aver lasciato raffreddare naturalmente la pelle, ad esempio dopo una doccia tiepida o fresca. Applicarlo su una cute ancora molto calda potrebbe risultare meno piacevole e aumentare la sensazione di calore.

 

Sono sufficienti poche gocce da distribuire con un massaggio delicato fino ad assorbimento, insistendo sulle aree maggiormente arrossate senza esercitare pressione.

L'applicazione può essere ripetuta una o due volte al giorno, secondo necessità.

Prima di utilizzare l'oleolito su zone estese della pelle è comunque consigliabile effettuare una prova su una piccola area per verificare che non si manifestino reazioni allergiche.