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Neuro-aromaterapia da scrivania: l'hack botanico per la memoria che batte il terzo caffè

Alcuni oli essenziali possono contribuire a migliorare la concentrazione e la memoria: vediamo quali sono e come funzionano

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Oltre il profumo: i composti volatili funzionali come nootropici naturali (potenziatori cognitivi)

Gli oli essenziali sono miscele complesse di piccole molecole volatili, come monoterpeni e loro derivati ossigenati, capaci di raggiungere i recettori olfattivi e, in parte, di essere assorbite attraverso le vie respiratorie.

Respirare le essenze può quindi produrre degli effetti sulle vie aeree e potenzialmente anche a livello sistemico, anche se definire tali sostanze come nootropi naturali è azzardato. Le sostanze nootrope sono infatti quelle capaci di influenzare positivamente funzioni cognitive come memoria, attenzione e apprendimento e per gli oli essenziali le prove cliniche sono ancora limitate.

Un olio essenziale interessante in questo senso è quello di rosmarino: in uno studio controllato condotto su 144 adulti sani, i partecipanti furono esposti all'aroma di rosmarino, lavanda oppure a nessun aroma prima di eseguire dei test cognitivi. Nel gruppo esposto al rosmarino si osservò una migliore prestazione per alcuni parametri relativi alla qualità della memoria e alla memoria secondaria, anche se contemporaneamente diminuiva la velocità della memoria. I partecipanti esposti al rosmarino risultavano inoltre più vigili rispetto al gruppo di controllo.

 

La via olfattiva diretta: come le molecole aggirano la barriera ematoencefalica e arrivano all'ippocampo

Quando una sostanza odorosa raggiunge la parte superiore delle cavità nasali, si lega ai recettori presenti sui neuroni olfattivi. Il segnale chimico viene trasformato in un impulso nervoso e raggiunge il bulbo olfattivo, da cui l'informazione viene distribuita verso altre aree cerebrali.

Il sistema olfattivo possiede connessioni particolarmente strette con le strutture coinvolte nell'emozione e nella memoria. Le informazioni olfattive raggiungono la corteccia olfattiva e sono collegate, direttamente o attraverso successive proiezioni, ad amigdala, corteccia orbitofrontale e ippocampo. Questo contribuisce a spiegare perché un odore possa evocare rapidamente ricordi, emozioni e associazioni.

Esiste una via nose-to-brain studiata soprattutto nell'ambito della somministrazione intranasale di farmaci, attraverso la quale determinate molecole e formulazioni possono raggiungere il sistema nervoso centrale lungo vie olfattive e trigeminali aggirando almeno in parte la barriera ematoencefalica. 

Le molecole volatili inalate possono poi raggiungere le vie respiratorie, essere assorbite e passare nella circolazione sistemica; se possiedono caratteristiche chimico-fisiche appropriate, alcune possono successivamente attraversare la barriera ematoencefalica.

Per quanto riguarda il rosmarino, in un piccolo studio su 20 volontari sani, dopo l'esposizione all'aroma dell'olio essenziale i ricercatori hanno rilevato 1,8-cineolo nel plasma correlando concentrazioni maggiori di questa molecola a prestazioni migliori in alcuni compiti cognitivi. 

 

L'1,8-Cineolo del Rosmarino: la molecola che previene la degradazione dell'acetilcolina (il neurotrasmettitore dell'apprendimento)

L'1,8-cineolo, conosciuto anche come eucaliptolo, è uno dei principali componenti volatili di diversi chemiotipi di olio essenziale di rosmarino. Il suo possibile rapporto con le funzioni cognitive ha attirato l'attenzione anche per la sua attività sul sistema colinergico.

L'acetilcolina è un neurotrasmettitore coinvolto in numerose funzioni del sistema nervoso, incluse attenzione, apprendimento e memoria. Dopo essere stata liberata nello spazio sinaptico viene rapidamente degradata dall'enzima acetilcolinesterasi.

Studi di laboratorio hanno mostrato che l'1,8-cineolo può inibire l'acetilcolinesterasi e questo potrebbe essere un possibile meccanismo farmacologico attraverso il quale alcuni costituenti volatili potrebbero influenzare la funzione cognitiva.

I test sono però stati eseguiti in vitro, quindi non dimostrano che inalare olio essenziale di rosmarino produca nel cervello umano un'inibizione dell'acetilcolinesterasi sufficiente ad aumentare l'acetilcolina e migliorare memoria e apprendimento. 

 

Come creare uno stick olfattivo personale per sbloccare la concentrazione durante le riunioni di settembre

Per preparare uno stick inalatore  si può usare un piccolo inalatore nasale per aromaterapia costituito da un cilindro esterno e uno stoppino assorbente interno. Sullo stoppino si possono distribuire poche gocce di olio essenziale di rosmarino, quindi richiudere accuratamente il contenitore.

Per utilizzarlo basta avvicinarlo al naso e inspirare normalmente per qualche respiro, prima di iniziare un lavoro impegnativo o durante una pausa. 

Meglio non inalare continuamente per non saturare la percezione olfattiva ed evitare il contatto diretto dell'olio essenziale con mucose, occhi e pelle. L'uso di questi inalatori sono inoltre sconsigliati se si soffre di asma, particolare sensibilità agli odori o se l'aroma scatena tosse, irritazione o altri sintomi.