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Nelle Eolie è in corso una battaglia tra delfini e totani

Sono anni che i pescatori lamentano una perdita del pescato per colpa dei delfini. Intanto la sindaca di Malfa propone l'istituzione di un'area marina protetta. Ma i pescatori non sono d'accordo.

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Quella che si sta consumando nel mare delle Eolie è una diatriba che va avanti ormai da molti anni.

Da una parte c’è Clara Rametta, sindaco del Comune di Malfa, uno dei tre territori che compone l'isola di Salina, per la quale occorre urgentemente istituire un’area marina protetta mentre dall’altra ci sono i vertici del consorzio Cogepa, che raggruppa buona parte dei pescatori. Per loro l’area marina rischierebbe di mettere fine alle attività di pesca.
 

Totani contro delfini nel mare delle Eolie

Nelle Eolie la pesca scarseggia. A un certo punto, quest'estate, non si trovava più neanche un totano” ha dichiarato Rametta. Ed è questo il motivo per cui, secondo il sindaco, è necessaria l’area protetta.

Queste affermazioni sono assolutamente infondate replicano i pescatori. “La causa di una carenza di pescato, soprattutto del totano, è dovuta, supponiamo, a eventi ambientali e ciclici di riproduzione, oggi tornati nella normalità. I minori quantitativi di totani, inoltre, scoraggiano l'attività di pesca per la numerosa presenza di delfini che vanificano ogni battuta, tanto da realizzare una perdita di ben oltre il 75%”.

Quindi, secondo il Cogepa, sarebbe la vitalità dei delfini a confliggere con la pesca del totano, determinando quindi un danno per tutto il sistema pesca. “La sperimentazione di dissuasori non ha sortito nessun risultato e rappresenta, persino, un’ulteriore fonte di richiamo. La presenza delle altre specie nell'arcipelago eoliano è indiscussa, ma sussiste una condizione limitata di possibile cattura che dovrà essere oggetto di attento esame”.
 

Area marina protetta sì o no

Già nel 2017 i pescatori avevano scioperato con il fine dichiarato di sollevare il problema delfini. All’epoca, i pescatori sottolineavano come i mammiferi avessero causato un calo del 60-70% della pesca al tramaglio dei totani.

Ma la proposta di istituire una zona protetta ha radici ancora più lontane, addirittura negli anni Ottanta. Ma il percorso informativo di aggregazione per creare il primo Comitato Promotore per l’Area Marina Protetta di Salina è stato avviato è solo nell’agosto 2020.

L’obiettivo principale del Comitato è quello di sensibilizzare sul tema della protezione ambientale, e soprattutto delle specie ittiche che popolano il mare delle Eolie, inclusi delfini e capodogli.

E la pesca? Secondo la sindaca, come si può leggere nei suoi interventi di risposta ai giornali locali, tre cooperative di pescatori hanno già siglato con l’ente gestore dell’area marina protetta un accordo che prevede “una serie di attività [...] per la valorizzazione del prodotto ittico prelevato con criteri di pesca sostenibile, con l’obiettivo di incoraggiare un consumo sostenibile dei prodotti della pesca”.

Nel progettocontinua la lettera della sindacaè prevista inoltre la creazione di un marchio sul pescato locale con lo scopo di identificare la risorsa ittica proveniente da pescatori responsabili dell’AMP (area marina protetta, nda) che seguono pratiche di pesca a basso impatto ambientale”.