Semi di lino dorati vs marroni: differenze reali, quale scegliere e perché
I semi di lino sono molto utilizzati per il benessere intestinale, ma quali differenze tra semi di lino dorati e marroni?
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- Semi di lino dorati e marroni: le differenze
- Benefici nutrizionali
- Quali usare per intestino, pelle o colesterolo
- Come consumarli
Semi di lino dorati e marroni: le differenze
I semi di lino dorati e quelli marroni, dal punto di vista botanico, appartengono alla stessa specie, Linum usitatissimum.
I semi di lino dorati hanno una tonalità più chiara e un aspetto più uniforme, mentre quelli marroni sono più scuri e talvolta leggermente più irregolari.
Per quanto riguarda il sapore, invece, le differenze sono minime: quelli dorati hanno in genere un sapore più delicato rispetto a quelli scuri che risultano leggermente più intensi.
La differenza principale tra i due semi riguarda dunque il colore, che dipende dalla varietà e dalle condizioni di coltivazione e non da qualità nutrizionali.
I semi di lino marroni sono infatti più diffusi in Europa, mentre quelli dorati vengono spesso coltivati in Canada e in alcune aree del Nord America, dove il clima favorisce varietà più chiare.
Benefici nutrizionali
I benefici nutrizionali dei semi di lino sono del tutto simili a prescindere dal colore e dipendono dal loro contenuto in fibre, lignani e acidi grassi essenziali omega-3.
Le fibre nei semi di lino sono rappresentate sia da fibre solubili sia da fibre insolubili che contribuiscono al corretto transito intestinale, alla modulazione dell’assorbimento dei nutrienti e all’equilibrio del microbiota.
I lignani, invece, sono fitoestrogeni con attività antiossidante e modulante sul metabolismo ormonale e presentano potenziali benefici sul sistema cardiovascolare.
Per quanto riguarda gli omega-3, i semi di lino contengono principalmente acido alfa-linolenico (ALA), un acido grasso essenziale che non è equivalente agli EPA e DHA presenti nel pesce, ma che può comunque contribuire al bilancio lipidico della dieta, soprattutto in soggetti che consumano pochi alimenti di origine animale.
Le differenze tra semi di lino dorati e marroni in termini di nutrienti sono minime e più che altro legate alla coltivazione e alla conservazione che al colore del seme.
Quali usare per intestino, pelle o colesterolo
Per il benessere intestinale, l’assorbimento del colesterolo e la salute della pelle, la scelta tra semi di lino dorati o marroni è sostanzialmente indifferente, perché ciò che conta è la modalità di consumo.
In generale, infatti, consumando semi di lino interi si ottengono maggiori benefici sul transito intestinale e sull’infiammazione intestinale.
Questo perché i semi di lino interi attraversano in gran parte il tratto digerente senza essere completamente digeriti e, una volta arrivati nell’intestino, formano mucillagini a contatto con l’acqua, con un’azione emolliente e protettiva sulla mucosa intestinale, utile in caso di stipsi lieve o intestino sensibile.
Consumando invece i semi di lino macinati, si favorisce un maggiore assorbimento degli altri nutrienti presenti, oltre a mantenere un’azione benefica sull’intestino.
Per la pelle, ad esempio, i benefici sono legati soprattutto al contenuto di acidi grassi e lignani, che contribuiscono a contrastare l’infiammazione e lo stress ossidativo, attraverso un miglior equilibrio intestinale e metabolico e un adeguato apporto di grassi essenziali.
Per il controllo del colesterolo, i semi di lino possono essere utili come supporto nutrizionale grazie alla combinazione di fibre solubili e omega-3: le fibre contribuiscono a ridurre l’assorbimento intestinale del colesterolo di origine alimentare, mentre l’ALA può favorire un miglior profilo lipidico nel tempo.
Come consumarli
Il modo migliore per consumare i semi di lino è macinarli poco prima dell’uso utilizzando un macinino per caffè, per evitare l’ossidazione degli acidi grassi e migliorare l’assorbimento dei nutrienti.
Una volta macinati, si possono conservare in frigorifero per alcuni giorni, ma l’ideale è consumarli subito aggiungendoli a yogurt, porridge, frullati e altre preparazioni.
I semi di lino possono essere aggiunti anche a minestre o impasti da forno, tenendo presente che il calore prolungato può ridurre in parte il contenuto di omega-3.
Un’altra modalità di consumo è l’ammollo in acqua per alcune ore: in questo modo i semi formano un gel ricco di mucillagini, utile soprattutto per alleviare infiammazioni gastrointestinali.
La quantità consigliata è di uno o due cucchiai al giorno, da assumere con abbondante acqua o altri liquidi per evitare gonfiore o fastidi addominali.