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Cosa sono gli additivi e quali sono i più comuni

Gli additivi alimentari sono sostanze aggiunte agli alimenti per migliorarne conservazione, stabilità, aspetto o caratteristiche tecnologiche e sono tra gli ingredienti più discussi

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©Foto di Lukatme su iStock

Cosa si intende per additivo

Secondo la normativa europea, un additivo alimentare è una sostanza  normalmente non consumata come alimento ma aggiunta intenzionalmente agli alimenti per svolgere una determinata funzione.

Gli additivi possono ad esempio impedire l'irrancidimento dei grassi, mantenere stabile un'emulsione, conferire colore, regolare l'acidità o prolungare la conservazione di un prodotto.

Poiché gli additivi sono ingredienti aggiunti a un alimento, questi devono comparire in etichetta e spesso sono riportati con un numero anticipato dalla lettera E.

Per potere essere usati negli alimenti, gli additivi devono essere autorizzati dalle autorità competenti, quindi la loro immissione sul mercato è subordinata a una valutazione del profilo tossicologico per garantirne sicurezza alle dosi impiegate.
 

Perché vengono utilizzati

Gli additivi hanno scopi diversi: i conservanti, ad esempio, vengono aggiunti a cibi confezionati per limitare la crescita microbica e garantirne la sicurezza microbiologica degli alimenti, mentre gli antiossidanti servono a rallentare l'ossidazione dei grassi o le modifiche di colore, così che il prodotto mantenga determinate caratteristiche durante la conservazione.

Esistono poi additivi che migliorano consistenza e struttura degli alimenti, come nel caso di emulsionanti, addensanti e gelificanti, che mantengono omogenei prodotti che altrimenti tenderebbero a separarsi.

Tra gli additivi più comuni troviamo:

  • acido ascorbico (E300), utilizzato come antiossidante;
  • lecitine (E322), impiegate come emulsionanti;
  • pectine (E440), usate come gelificanti;
  • acido citrico (E330), regolatore di acidità;
  • sorbato di potassio (E202), conservante;
  • gomma di guar (E412), addensante.


Differenza tra additivi naturali e sintetici

Alcuni additivi derivano da sostanze presenti in natura, come nel caso delle delle pectine estratte dalla frutta, delle lecitine ottenute dalla soia o del tocoferolo (vitamina E) utilizzato come antiossidante.

Altri additivi vengono invece prodotti mediante sintesi chimica o attraverso processi industriali controllati.

Ciò che rende un additivo più o meno sicuro non è però la sua origine bensì la valutazione della sicurezza, poiché una sostanza naturale non è automaticamente sicura e una sostanza sintetica non è automaticamente dannosa.

Un additivo può essere usato negli alimenti dopo autorizzazione, che a sua volta dipende dalla valutazione da parte dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) effettuata sulla base di dati tossicologici, livelli di esposizione e dosi considerate sicure per la popolazione.


Codici E: cosa significano

Nella lista degli ingredienti di una alimento, gli additivi sono generalmente riportati con la lettera E seguita da un numero; la lettera E indica semplicemente che quella sostanza è stata autorizzata per l'utilizzo nell'Unione Europea dopo una valutazione di sicurezza.

Il numero che segue identifica la categoria di appartenenza:

  • E100-E199: coloranti;
  • E200-E299: conservanti;
  • E300-E399: antiossidanti e correttori di acidità;
  • E400-E499: addensanti, gelificanti ed emulsionanti;
  • E500-E599: regolatori di acidità e agenti lievitanti.

La presenza del codice indica quindi la presenza di un ingrediente auorizzato in Unione Europea aggiunto all'alimento come adittivo. 
 

Quando preoccuparsi davvero

La presenza di additivi non è generealmente un problema per la salute perché gli additivi, come già visto, sono impiegati a dosaggi ritenuti sicuri dopo aver valutato la possibile esposizione.

Bisogna però tenere conto del fatto che gli additivi si trovano in alimenti conservati: la preoccupazione quindi non dovrebbe riguardare l'additivo ma il resto degli ingredienti.

Spesso infatti gli alimenti confezionati hanno elevati contenuti in zuccheri, grassi e sale, aspetti che hanno un impatto maggiore sulla salute rispetto alla presenza di additivi.