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3 regole per favorire la digestione in estate

Poche regole di base per non incorrere in errori comuni, che sono entrati a far parte delle nostre abitudini alimentari, come bevande gassate fredde al pasto e piatti freddi con dentro un po' di tutto, perché ci sembrano rinfrescanti!

3 regole per favorire la digestione in estate

Il caldo e la sete a volte modificano le nostre abitudini alimentari.

Facciamo uso e abuso di bevande fredde da frigorifero, mangiamo di meno ma più velocemente, associamo alimenti che con il caldo producono fermentazione, sudiamo molto perdendo molti sali minerali.

Insomma un insieme di pratiche “avverse” al benessere del nostro apparato gastrico.

Seguiamo allora qualche semplice “dritta” basilare a far si che la digestione anche in estate percorra il suo fisiologico processo di scissione degli alimenti.

 

1. 5 pasti regolari per la digestione estiva

Colazione, spuntino di mezza mattina, pranzo, merenda, cena devono essere i capisaldi del nostro ritmo circadiano alimentare.

Magari cambiano gli orari, ci alziamo e andiamo a dormire più tardi, però i lassi di tempo in cui il nostro stomaco abbisogna di essere nutrito correttamente sono sempre gli stessi.

Questo ci permette di non abbuffarci durante i pasti principali.

A colazione facciamo il pieno di energie con gli zuccheri: una fetta di torta, pane e marmellata, del cioccolato, un buon thé, sono il giusto carburante per iniziare la giornata.

A metà mattina della frutta di stagione, pesche, albicocche, kiwi, idratano, aiutano il transito intestinale, riempiono lo stomaco.

A pranzo carboidrati: pasta, pizza, con verdure fresche, insalate condite con aceto di mele, un filo d’olio, qualche spezia come la curcuma, semi di finocchio, semi di chia.

Cena con carni bianche, pesce, uova, insalate fresche, legumi e l’aggiunta di qualche spezia adatta all’alimento cucinato.

Le spezie sono fondamentali d’estate: contrastano i processi fermentativi che s’innescano con il caldo e l’aumento del consumo d’acqua durante i pasti; infatti è corretto bere molta acqua durante il giorno, ma “annaffiare” i pasti invece è sconsigliato, perché diluisce di molto il bolo alimentare, gonfia lo stomaco, rallenta la digestione e annacqua l’ambiente gastrico; molto meglio allora un bicchiere di vino, che facilita i processi gastrici.

 

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2. Associazioni alimentari per la digestione estiva

Buono vero prosciutto e melone o prosciutto e fichi! Insalata di riso o di pasta con carne in scatola, chi non ne mangia d’estate?

E il caffelatte alla mattina? Oppure uova e formaggi? O Uova e prosciutto? Hamburger e formaggio? Quelle belle sottilette che fondono sulla carne?

Mi spiace deludere i palati fini, ma sono tutte associazioni alimentari sbagliate che a chi soffre di difficoltà digestiva possono creare più di un problema.

Vediamo insieme il perché in modo semplice: per esempio mangiare frutta e carne insieme significa associare un alimento ricco di zuccheri con una proteina a degradazione rapida e a digestione lenta, che subisce un processo di putrefazione che rimane a lungo nello stomaco e nell’intestino.

Stesso discorso l’associazione di carne e carboidrati, con l’aggiunta che il processo digestivo dei carboidrati si rallenta molto, perché gli enzimi che attaccano pane e pasta lavorano in ambiente alcalino e iniziano già in bocca, ma vengono inibiti se si trovano in ambiente acido, quello che serve invece alla digestione delle proteine: detta in termini semplicistici “l’acido prevale sull’alcalino”; il risultato è che la pasta risulterà indigesta.

L’associazione carne e formaggio non è funzionale ai processi digestivi perché pur trattandosi di due alimenti proteici gli enzimi che entrano in gioco per la loro sintesi sono differenti ed hanno tempi elaborazione diversi; inoltre la caseina del formaggio fagocita le proteine della carne rendendole indigeribili.

Latte e caffè insieme danno origine ad un composto che si chiama tannato di albumina, pesantissimo! Possono occorrere anche più ore perché il nostro stomaco riesca a digerirlo.

Insomma prestiamo attenzione a cosa mangiamo non solo in quantità, ma anche in termini di tipologia degli alimenti.


3. Bevande per la digestione estiva: temperatura e associazioni

Fa caldo e allora una bella bibita fresca magari che accompagni il pasto! Come per le associazioni alimentari anche ciò che beviamo deve correttamente associarsi a ciò che mangiamo.

Una pizza con la cola o con la birra, acqua fredda da frigorifero, bibite gasate, vino bianco ghiacciato, insomma ormai ci sono dei cliché che la società ci impone senza che nemmeno ce ne rendiamo conto!

Partiamo con il discorso della temperatura di ciò che beviamo: il caldo ci asseta e l’impressione che abbiamo è che bere qualcosa di estremamente freddo ci aiuti a raffreddarci. In realtà raffredda un po’ la gola ma tantissimo lo stomaco, che per funzionare a dovere deve sempre rimanere ben caldo.

In estate infatti sono più numerosi casi di congestione, blocco della digestione: l’acqua fredda ghiacciata solidifica i grassi dei cibi e li rende indigeribili, restringe i vasi sanguigni, l’organismo si concentra a termoregolarsi con un esborso di energia superiore alla norma e i processi gastrici rallentano.

Le bevande gassate fanno digerire, è vero, questa è l’impressione, ma inacidiscono lo stomaco e se abbiamo finito di mangiare una pasta o una pizza, che invece necessitano di un ambiente alcalino, lo stomaco risulterà gonfio e appesantito.

In tedesco esiste un termine molto esplicativo, Bierbauch, "pancia da birra" che si manifesta se accompagniamo la birra alla pizza e alla pasta, ma la birra va benissimo se associata alla carne!

Per non sbagliare prediligiamo acqua a temperatura ambiente durante i pasti a base di carboidrati e magari vino con alimenti proteici e lasciamo perdere drinks di varia natura a ridosso dei pasti, soprattutto se la digestione è il nostro punto debole.

 

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