Intervista

102 chili sull’anima, storia di una muta

102 chili sull’anima non è la storia di una dieta, è la storia di una "muta", la storia di una donna che fa pace con se stessa e perde 40 chili in un anno. Abbiamo intervistato Francesca Sanzo

102 chili sull’anima, storia di una muta

Francesca Sanzo è stata una prime blogger italiane. Nel 2005, quando molti ancora non sapevano cosa fosse un blog, ha cominciato le sue narrazioni on line su panzallaria.com, che oggi conta tanti lettori appassionati. Lettori che l’hanno seguita anche in questi ultimi due anni, due anni in cui Francesca ha vissuto e raccontato quella che definisce la sua muta.

102 chili sull’anima è la storia di questo suo successo. Non aspettatevi di trovare diete miracolose e consigli dell’esperto. Francesca non sale in cattedra e 102 chili sull’anima è un libro che affronta il tema dell’obesità in maniera completamente diversa dalle pubblicazioni che siamo abituati a leggere.

102 chili sull’anima è la storia onesta e sincera di una donna che prende in mano la sua vita, guarda in faccia la parte più oscura di se stessa, cambia stile di vita e esce dall’obesità.

 

Francesca, perché hai scelto il termine "muta" e non, più banalmente, il termine dieta per parlare di questo tuo percorso?

Io credo che se si vuole davvero cambiare il proprio approccio al corpo e al cibo bisogna "mutare", ovvero non considerare solo di fare una dieta a tempo, ma capire e affrontare perché abbiamo accumulato molti chili in eccesso e cambiare il modo in cui ci narriamo a noi stessi e agli altri. Per questo la chiamo muta.

 

102 chili sull’anima è un libro che colpisce per la sincerità, la schiettezza e l’onestà con cui ti racconti. In un mondo in cui la maggior parte dalla gente fa sforzi enormi per mostrare sempre il lato migliore, tu hai scelto di palesare quelle zone d’ombra che abbiamo tutti, ma che spesso nascondiamo. Perché hai scelto di mettere a nudo la tua anima? Qual è il tuo messaggio?

Io credo che tutti abbiamo un'anima nera e che sia fondamentale "abbracciarla", ovvero accoglierla e farci pace: fare finta che non ci sia o - peggio - respingerla, porta di solito a combinare macelli come ho fatto io, a sentirsi sempre inadeguati e a mettersi le manette da soli.

Il messaggio che spero di dare con il mio libro e con la mia storia è che non dobbiamo ambire a essere perfetti (o belli) ma a volerci davvero e onestamente bene e solo attraverso l'accoglienza delle debolezze e dei lati oscuri possiamo. E tutti possono.

 

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102 kili sull'anima

 

Dal 2013 a oggi sei passata dall’avere 102 chili addosso al peso forma, da una vita sedentaria al correre una mezza maratona. Vuoi raccontarci brevemente come ci sei arrivata?

Prima di tutto ho accettato i motivi che mi hanno condotta all'obesità, il fatto che essere stata obesa facesse parte della mia esperienza; poi ho anche desiderato cambiare e, invece di rimandare il progetto, ho iniziato a farlo, nei gesti, nel modo in cui mi auto percepivo e nello stile di vita.

Step by step, con molta fatica ma anche grande determinazione e pazienza, ho cambiato molte cose: ho iniziato a muovermi, a mangiare in maniera sana, ho preso per mano me stessa e ho sfidato le mie paure (come per esempio fare sport) e mi sono innamorata della corsa, non tanto come mezzo per dimagrire quanto come gesto d'amore per me, momento di creatività e di benessere.

La sfida della mezza maratona (che ho corso a settembre) me la sono data proprio perché volevo regalarmi il gusto di raggiungere, concretamente, un obiettivo che avrei potuto ricordare ogni volta che la mia anima nera tenta di sabotarmi.

Avere piccoli obiettivi è importante per le persone insicure, perché permette di mettere dei puntelli psicologici a cui aggrapparsi sempre.

 

A un certo punto, nel tuo libro scrivi che modificare lo stile di vita parte dalla testa e che se ci fissiamo troppo sulle calorie avremo meno energia per concentrarci sulla qualità di quello che mangiamo e sulle necessità del nostro corpo. Quant’è importante, per te, oggi, mangiare in maniera sana e ascoltare le esigenze, anche di movimento, del tuo corpo?

Oggi per me mangiare bene (che non significa non concedersi qualche stravizio, ogni tanto) e fare sport è fondamentale, mi permette di avere le energie giuste per le mie giornate, che iniziano molto presto e mi portano sempre in luoghi diversi visto che faccio la consulente e lavoro in giro per l'Italia. Se ho settimane molto caotiche so che comunque devo ritagliarmi il tempo per due cose importantissime: 1) stare con mia figlia e il mio compagno 2) fare sport.

Tutto il resto viene dopo, anche perché sulla base di questo c'è il mio benessere.

 

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