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Kundalini e prana, differenze

Il risveglio della kundalini e il controllo del prana sono due cardini di tutti gli yoga classici. Ma cosa rappresentano questi due nomi esotici? Due diverse forme della stessa energia.

Kundalini e prana, differenze

Kundalini e prana sono due nomi ricorrenti dello yoga e nell’ambiente della cultura tradizionale induista con tutto il suo apparato filosofico.

Tutti i maestri, i guru e gli istruttori parlano di kundalini e di prana ma ancora oggi alcuni studenti e curiosi fanno un po’ di confusione tra i due tipi di energia.

Perché di energia si tratta, e in quanto tale, possiamo dire che kundalini e prana sono alla fine dei conti due differenti forme della stessa energia, così come il Sole emette calore e luce, due differenti frequenze dello stesso spettro elettromagnetico.

Kundalini e prana sarebbero allora differenti forme di Shakti, la forza femminea primordiale da cui tutto deriva. Ma non complichiamo ulteriormente le cose e vediamo di descrivere le diverse funzioni di kundalini e prana.

 

L'energia Kundalini

Tutti abbiamo sentito parlare almeno una volta della kundalini e bene o male tutti abbiamo sentito dire che il suo nome significa “arrotolata” o “asserpentata”.

Se la Shakti è l’energia matrice cosmica, la kundalini è la sua corrispondente nell’individuo. Risiede nel chakra della radice (Muladhara), latente ed inattiva, lasciando l’essere umano ignaro delle proprie possibilità, che qualcuno vede ancora come poteri occulti.

Specifiche pratiche yogiche di origine tantrica mirano all’apertura di tutti i chakra, i vari plessi energetici corrispondenti ai corpi sottili dell’essere umano, in modo che la kundalini possa, dopo il suo risveglio, salire attraverso di essi, dissigillare stati di coscienza comunemente sopiti svegliando i corrispettivi sensi e quindi permettere all’essere umano di attingere a un mondo e a un bacino di conoscenza estremamente (se non infinitamente) vasto.

All’apertura del settimo chakra, quello apicale o chakra dai mille petali che ha sede nella corona cranica, si ottiene la liberazione yogica.

 

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Prana

Il prana è un tipo di energia sottile di tutt’altra natura. Generalmente viene chiamato “soffio vitale” e considerato appunto come l’energia all’origine della vita.

In realtà il prana contiene il seme della vita anche negli oggetti privi di segni di vita come noi la concepiamo. E’ all’origine dei movimenti degli atomi e delle particelle subatomiche nei loro processi che Pierre Theilhard De Chardin definirebbe “previventi”.

Il prana si trova anche nel Sole e nelle altre stelle, così come nei cristalli e nel moto ondoso. Nello yoga il controllo del prana viene chiamato pranayama, e consiste in una serie di esercizi respiratori.

Ma commetteremmo un errore credendo che il prana sia il respiro e che lo si possa controllare col movimento dei polmoni. Al contrario, Swami Vivekananda ci spiega nel suo magistrale Raja Yoga che è il prana a muovere i polmoni e non vicevesa.

Esistono vari tipi di prana e Sri Aurobindo nei suoi diari ne elenca cinque. Il prana propriamente detto che discende dal cosmo attraverso la testa verso il nostro ombelico; apana che invece ascende dal Muladhara verso lo stesso centro; samana, che nasce dall’incontro dei due e crea gli elementi; vyana che utilizza tali elementi e muove il corpo; udana, la forma più raffinata, che sale di nuovo in alto in forma di tejas o calore spirituale.

 

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Foto: lightfieldstudios / 123rf.com

 

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